venerdì 26 gennaio 2018

BLITZ dei malvimenti andato a buon fine. Depredato un Tabacchi di soldi e sigarette.



Nicotera. Questa volta il colpo dei ladri in azione con il favore delle tenebre è andato a buon fine. A farne le spese il centralissimo Tabacchi e ricevitoria dei fratelli Zappia, in via Santa Croce. Gli ignoti malviventi sono riusciti a intrufolarsi nell’esercizio commerciale tramite una finetrella posta sul lato posteriore del locale munita di sbarre di ferro. La squadra dedita ai raid notturni deve aver avuto un bel da fare per scardinare la persiana ferrata: probabilmente si è servita di una scala per raggiungerla e, verosimilmente, di un arnese acuminato per divellere la grata. Una volta entrati all’interno del negozio, i ladri hanno fatto razzìa di quanto trovato: obiettivo principale i soldi custoditi in cassa e le stecche delle sigarette. La quantificazione di quanto rubato non è ancora chiara, ma pare che l’impresa predatoria abbia sortito buoni effetti, anche perché i malviventi hanno potuto agire con relativa calma, data la complicità delle ore notturne e soprattutto la mancanza di un sistema di videosorveglianza che possa catturare ogni azione e movimento sospetti. Ad accorgersi del furto ieri mattina gli stessi proprietari al momento dell’apertura della rivendita. Hanno allertato i Carabinieri della locale stazione che si sono immediatamente portati sul posto per effettuare i primi rilievi. Nel corso della mattinata i titolari del Tabacchi hanno sporto denuncia contro ignoti, nella speranza che i titolari siano individuati e consegnati alla legge. Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Nicotera, guidati dal comandante Luca Caravaglio, e coordinate dal Maggiore della Compagnia di Tropea, Dario Solito. La mancanza di un sistema di videosorveglianza non aiuta di certo nelle indagini, ma il monitoraggio del paese da parte dei militari dell’Arma continuerà senza sosta in quanto è di fondamentale importanza restituire  serenità e sicurezza ai cittadini e ai commercianti. Solo pochi giorni fa un altro tabacchi, sito in piazza Santa Caterina, aveva subito le attenzioni dei malviventi: in quel caso a subire danneggiamenti il distributore automatico delle sigarette. Altri blitz si sono registrati all’interno della Scuola Media. Insomma, non è semplice stare tranquilli, soprattutto per i commercianti che non fanno mistero dello stato di apprensione in cui vivono.
Chiedono maggiori tutele. Intanto il Comune attende il placet dalla Regione per lo svincolo di una somma individuata per installare l’impianto di video sorveglianza, e i cittadini nicoteresi attendono il potenziamento della locale caserma dei Carabinieri, affinchè non si sentano più figli di un Dio minore.

Pioggia di richieste al Comune di allaccio alla rete idrica comunale



Nicotera. L’intenso lavoro di ripristino della legalità e del rispetto delle regole, attuato dalla Terna commisariale alla guida dell’ente ha portato, come già sottolineato sulle pagine di questo giornale, ad una vera e propria ondata di regolarizzazioni, specialmente sul piano degli allacci alla rete idrica comunale. Gli accertamenti svolti infatti dalla Polizia municipale, su impulso della Commissione, ed effettuati di concerto con i Carabinieri, hanno portato alla scoperta di un sottobosco di cittadini irregolari folto quasi come la pineta che costeggia il litorale della Marina. Paragone non casuale, dato che la stragrande maggioranza degli abusivi è stata individuata proprio nella frazione marittima. In effetti, la questione acqua a Nicotera Marina è sempre stato un serio problema, almeno fin quando non sono stati realizzati i lavori della Sorical- interventi che hanno permesso ai cittadini migliori condizioni in termini di approvvigionamento idrico. Ma non solo. La Marina è anche il paese natìo del sodalizio ecologista Movimento 14 luglio, nonché suo quartier generale. Il comitato di ispirazione ambientalista ha lottato per chiedere acqua pulita, pretendendo che le istituzioni si dessero da fare per garantire un diritto fondamentale. Lotte sacrosante. Sorprende, però, il fatto che, proprio molti tra i militanti del sodalizio non fossero in regola in termini di allacciamento alla rete idrica comunale. Infatti, i controlli disposti dai Commissari hanno consentito di individuare la posizione irregolare sia dei gestori dei lidi che dei privati cittadini. Ancor prima di dare il via alla fase degli accertamenti, il Comune, tramite manifestazione d’interesse, invitava i residenti a regolarizzare la propria posizione, onde evitare di incorrere nelle sanzioni previste. Ma nessuno si è mosso finchè Polizia municipale e Carabinieri non hanno iniziato quella serie di verifiche che ha portato alla luce quasi un intero paese di abusivi. Tra essi molti gestori dei lidi: i loro stabilimenti erano collegati indebitamente al sistema idrico del Comune. Per eludere i controlli si erano dotati di un aggancio fittizio per il quale pagavano annualmente solo 40 euro di ruolo idrico annuale. Stessa situazione per i privati: proprietari di ville sconosciuti al fisco che facevano largo uso dell’acqua pubblica per abbeverare i loro giardini. Poiché la situazione si era fatta complicata, in molti decisero di uscire dalla posizione di abusismo per mettersi in regola: le richieste giunte al Comune piovono senza sosta. Tra queste, molte sono riconducibili ad esponenti del Movimento 14 luglio, che giustamente reclamano che siano rispettati i loro diritti. Molti di essi, dunque, pur aderendo alle lotte contro le istituzioni, erano degli abusivi, prima e durante il periodo caldo delle riottosità, che hanno deciso di mettersi in regola.

Il mistero della carenza d'acqua in Via Filippella e Madonna della Scala.



Nicotera.  Disservizi sull’approvvigionamento idrico in due popolosi quantieri: via Madonna della Scala e via Filippella che, più o meno a cadenza settimale rimangono a secco, o al limite giunge nelle case un filino d’acqua, oggettivamente insufficiente per effettuare la quotidiana igiene personale o la pulizia della casa. Un disagio che sta creando un malcontento crescente tra le centinaia di famiglie residenti nei due quartieri, anche perché l’improvvisa carenza idrica non viene preceduta da alcun preavviso, né è dato sapere cosa ci sia alla base del disservizio. E questo è un punto che merita una riflessione perché in genere i rubunetti rimangono a secco durante i mesi caldi: le zone in questione hanno sempre vissuto estati costellate da grandi disagi per la mancanza d’acqua. Nel cuore di gennaio, però, la pioggia e il freddo dovrebbero, in teoria, rendere più remoto il verificarsi del fenomeno, ma così non è, e i cittadini si ritrovano di punto in bianco a vivere una privazione che rende complicata la vita quotidiana. Il centralino del Comune, in tali frangenti, viene preso d’assalto da centinaia di telefonate: la gente chiama per cercare di capire il perché si sia verificata la malagevolezza e soprattutto per sapere quando il servizio sarà ripristinato. Dall’altra parte del filo, però, nessuno sa fornire risposte esaustive, nessuno è in grado di dire cosa ci sia all’origine del grave disservizio. Qualche settimana fa, un tecnico del Comune, in seguito all’ennesimo episodio di assenza d’acqua, aveva spiegato che a generare il problema era stato un fulmine che, in una notte di maltempo, aveva bruciato un motorino in uso nel serbatoio sito in località Madonna della Scala. Ma, a quanto pare, la sostituzione del motorino folgorato non è bastato a mettere a posto le cose, perché la carenza idrica continua a ripresentarsi. Ricordiamo che qualche anno fa, proprio in seguito al disagio vissuto nei due popolosi quartieri, un gruppo di cittadini indisse una petizione per chiedere all’amministrazione comunale la risoluzione del problema. Non c’era giorno, infatti, che le case non restassero a secco. Molti presentarono un esposto in Procura, altri una denuncia ai Carabinieri: il sospetto era che l’acqua del serbatoio venisse dirottata abusivamente verso altri scopi. In realtà, la questione non si chiarì mai davvero, l’unica spiegazione fornita dall’amministrazione era che un guasto nel serbatoio creava regolarmente una copiosa dispersione d’acqua.
Sta di fatto che nulla è cambiato, e l’inconveniente continua a gettare i cittadini in un legittimo malcontento. Eppure le bollette arrrivano puntuali e salatissime. I cittadini ligi alle regole che onorano regolarmente il loro dovere con le tasse, pagano l’acqua anche per gli evasori, ma in cambio non vedono tutelato il diritto ad accedere all’acqua pubblica.

Pulizia del San Giovanni. Negli anni un autentico Jolly per far soldi.



Nicotera. Ha una base d’asta pari a 9 mila 91 euro il bando di gara che il Comune si appresta ad espletare per la pulizia e l’apertura della foce del collettore San Giovanni, per 24 mesi, a Nicotera Marina. Compito del servizio sarà “l’allontanamento della sabbia accumulata dall’azione di trasporto solido del mare sulla foce al fine di ripristinare la continuità idraulica”. Un lavoro di fondamentale importanza il cui scopo è anche preventivo. Di solito, infatti, il Comune procedeva alla pulizia del fosso in seguito alle note giunte dalla Prefettura in caso di allerta meteo. Il letto del fosso si riempie in genere dei più svariati oggetti, oltre alla vegetazione selvaggia, che cresce rigogliosa anche grazie al nutrimento dei liquami fognari che qui confluiscono, i vari collettori minori, ad esso collegati, consegnano suppellettili vari, elettrodomestici, pneumatici e tutto ciò di cui la gente si disfa scaraventadolo nelle campagne e nei dirupi che poi le piogge abbondanti condurrano nei fossi. Un lavoro, dunque, che si rende necessario anche per la salubrità del mare, anche se, per usare una metafora che rimanga in tema, è solo una goccia nell’oceano. Il problema reale del territorio adiacente il litorale è l’enorme reticolo di fossi che solcano lo come una grata; ogni solco, spesso nascosto tra la vegetazione o in posti di non facile accesso, se non per chi conosce bene la zona, è quasi come una condotta segreta verso il mare capace di trasportare qualsiasi liquame. Un territorio insomma che somiglia a un labirinto e che, proprio per la sua conformità, ha reso facile ai malintenzionati la possibilità di disfarsi di rifiuti liquidi d’ogni genere.
Il San Giovanni ha rappresentato, inoltre, l’alibi perfetto per un incredibile spreco di denaro che si è consumato durante la passata amministrazione. Degli interventi costosissimi sul San Giovanni si è perso il conto. Dal 2013 al maggio del 2016 ci sono stati ben 24 appalti sul fosso: qualcosa come 140 mila euro di interventi inutili e appalti dai costi esagerati. Si pensi che nel marzo del 2014 l’amministrazione Pagano affidò alla ditta Imprecap un lavoro di somma urgenza pari a 6 mila 500 euro. Una somma folle che paragonata ai 9 mila euro per due anni di interventi messi in conto dalla Terna commissariale lascia assai perplessi. Insomma, il San Giovanni è sempre stato una mucca da spremere allegramente capace di partorire tanti di quegli appalti e lavori di somma urgenza dalle cifre inspiegabilmente alte. Ma insieme ai soldi lievitavano le emergenze, anno dopo anno, che spogliavano le tasche dei cittadini e danneggiavano il territorio.

Sicurezza. La Terna commissariale chiede maggiore tutela per il territorio.



Nicotera. Le questioni sicurezza e legalità continuano a rimanere in pole position nella lista degli obiettivi della Terna commissariale. Infatti, mentre da un lato a palazzo Convento si lavora per definire le ultime formalità per attuare il tanto anelato sistema di video sorveglianza, dall’altro si concertano altre strategie di potenziamento della sicurezza e tutela della legalità. La squadra prefettizia infatti sta lavorando febbrilmente per poter rendere la città ancora più sicura e vivibile. È un compito che gli inviati ministeriali stanno realizzando con la prefettura di Vibo Valentia, con la quale intercorre un lavoro di concertazione per ristabilire la legalità nel territorio nicoterese, nonché per garantire il diritto ai cittadini di sentirsi più sicuri. E proprio per parlare di queste importanti iniziative due giorni fa la Commissione alla guida del Comune nicoterese si è recata in prefettura per conferire con il rappresentante del Governo Guido Longo. All’incontro hanno preso parte anche i vertici provinciali delle Forze dell’ordine: una tavola rotonda per decidere, sulla base delle risorse umane disponibili, come puntare i riflettori su una cittadina ad alta densità mafiosa e spesso sconquassata dai più svariati atti criminali. La prefettura di Vibo ha deciso di dare una svolta sul “caso Nicotera” fornendo alla cittadina un articolato presidio di controllo e monitoraggio, nonché ripristino di una calpestata legalità, su molti fronti della vita cittadina. I commissari puntano su un potenziamento, in termini di unità, della stazione dei Carabinieri. La struttura che ospita la caserma è stata riqualificata, con una serie di lavori volti anche ad ospitare quello che doveva essere l’ufficio del Giudice di Pace. Sfumata ora questa possibilità si pensa di usare la parte ristrutturata per ampliare la caserma: l’obiettivo condiviso nella riunione tenutasi nel palazzo governativo di Vibo è quello di implementare tale importante avamposto di legalità. Ma i Commissari aspirano a raggiungere il traguardo anche attraverso un altro proposito: ottenere in paese un distaccamento del Commissariato di Polizia. Obiettivi ambiziosi, ma non impossibili: ciò che serve principalmente è la volontà di agire da parte di chi detiene il potere vero nelle mani.
La via intrapresa sembra, intanto, quella giusta. Il fatto che le istituzioni stiano puntanto l’attenzione sulla cittadina costiera, per troppo tempo incomprensibilmente abbandonata a se stessa, fa ben sperare. Qualcosa, forse, si muove. D’altronde sarebbe stato davvero impensabile stendere un velo di indifferenza su un territorio devastato dall’arroganza affarista e criminale della ndrtangheta. Ciò nonostante, non si può sottacere che il caso Nicotera sia stato trattato negli anni con una certa superficialità, nonostante sia una delle più fiorenti colonie del clan Mancuso, radicato nel territorio vibonese da quasi mezzo secolo; nonostante sia un paese “di dogana criminale”, cerniera tra due province, quella vibonese e quella reggina, entrambe dominate da feroci consorterie mafiose; nonostante sia un punto nevralgico di spaccio e affari illeciti, a due passi dal porto di Gioia Tauro, che troppe è sembrato una “succursale di Bogotà”, per gli incredibili quantitativi di cocaina scovati nei container.
Le prove di quanto sia radicata la delinquenza a Nicotera sono i quintali di marijuana rinvenuta dappertutto dai Carabinieri, le armi, le intimidazioni, senza contare il torbido custodito tra gli scartafacci degli uffici comunali. Insomma, un paese che merita di essere epurato, in modo fermo e senza esitazioni. La speranza dei cittadini onesti è che questa sia la volta buona.