venerdì 1 marzo 2019

Nicotera. 2018, un anno da dimenticare. La città preda della criminalità e della furia della natura.


Nicotera. L’annus horribilis nicoterese si è chiuso con la speranza condivisa che nel 2019 quegli eventi tragici che lo hanno contrassegnato siano solo un brutto ricordo. Probabilmente nella memoria collettiva dei cittadini nicoteresi il 2018 sarà uno come degli anni più tristi degli ultimi tempi a causa dei nefasti fatti di cronaca che qui di seguito ci apprestiamo a rammentare.
Il 2017 si era chiuso con attentato in grande stile ai danni del negozio “Splendidi splendenti”. Un ordigno incendiario, la notte del 22 dicembre, aveva completamente distrutto l’esercizio commerciale che da lì a pochi giorni avrebbe dovuto aprire i battenti. Pochi giorni prima, e cioè il 7 di dicembre, ignoti si erano introdotti nella tabaccheria Zappia, ancora una volta in piena notte, depredandola di 15 mila euro, custoditi all’interno delle casse. Il 2018 si apriva, dunque, all’insegna dello sconcerto e del senso di insicurezza che, in realtà, non ha mai abbandonato la città. Ma non era finita lì. Giusto il tempo della pausa natalizia e  i malviventi tornano in azione. Presa di mira la gioielleria Limardo in pieno centro storico. Per fare breccia nell’edificio, i delinquenti infransero a picconate una finestra precedentemente murata dai proprietari per paura dell’incursione dei ladri. Nessuno, in quella gelida mattina del 9 gennaio, pare abbia sentito nulla. I delinquenti portarono via un bottino di tutto rispetto, pari a 100 mila euro. Ma il peggio doveva ancora arrivare, e sarebbe arrivato nel mese di maggio. Nel primo pomeriggio di venerdì 11 Francesco Olivieri, conosciuto con il nome di “Ciko”, imbraccia un fucile automatico e mette in atto una vendetta, covata per almeno vent’anni, nei confronti del fratello maggiore, Mario, assassinato nel 1999. Secondo il personale tribunale di morte che gli legiferava nella testa, doveva giustiziare quelli che riteneva i responsabili della morte dell’amato fratello. E così a cadere sotto i suoi colpi furono Giuseppina Mollese e Vincenzo Valerioti. Altri obiettivi, per fortuna, sfuggirono alla sua furia omicida, dato che il paese in una manciata di minuti fu preso d’assedio delle Forze dell’ordine. “Ciko” si diede alla latitanza prima di consegnarsi alle patrie galere, dopo giorni di angoscia e paura vissuti in città. Passò un mese dai tragici fatti, e a far ripiombare Nicotera nello sconforto fu la natura. Era il 18 giugno quando un’alluvione si abbattè sulla città. Una cosa mai vista prima: case allagate, muri crollati, strade impraticabili, costoni venuti giù come biscotti sbriciolati. Un disastro. Il giorno seguente un altro grave fatto di cronaca piombava sullo sfacelo già in atto. Un giovane insegnante di alfabetizzazione, Stefano Piperno, 34 anni, spariva nel nulla. Una cosa strana per un ragazzo tutto casa e lavoro. Così i genitori sporsero denuncia di scomparsa. Scomparsa che ebbe il suo epilogo nel modo più tragico: il giorno seguente, in una campagna allagata e devastata di Preitoni, viene rinvenuta l’auto di Stefano. Completamente carbonizzata. Al suo interno vi era il corpo, eroso dalle fiamme, del docente. I difficili accertamenti svolti sul corpo del ragazzo permisero agli inquirenti di risalire alla terribile verità: Stefano era stato assassinato. Tre mesi dopo, per il suo omicidio, furono arrestati un padre e un figlio, Francesco ed Ezio Perfidio. Ma tra l’omicidio di Stefano e l’arresto dei suoi carnefici, un altro grave fatto di sangue si consumò a Nicotera, precisamente sulla spiaggia affollatissima della frazione Marina. Il 13 di agosto, nel primo pomeriggio, in un lido che pullulava di bagnanti, Giuseppe Olivieri, 38 anni, uccide, esplodendo vari colpi di pistola al torace, il 43enne Francesco Timpano. L’omicida, fratello di “Ciko”, entrò in azione per portare a termine la vendetta iniziata dal fratello: Timpano era infatti contemplato nella “lista” dei responsabili della morte di Mario.
Sullo sfondo di questi tragici fatti, le operazioni antidroga svolte magistralmente dai Carabinieri, i numerosi arresti, le risse sanguinarie tra migranti, in una babele della criminalità per troppo tempo ignorata.

Carmelo Ciampa factotum del Comune. Ritorna a capo del'UTC ma con molte altre mansioni.


Nicotera. La grave carenza di personale in cui versa il Comune medmeo è stata temporaneamente affrontata con una soluzione “di fortuna”. E cioè, a farsi carico di tutta quella mole di lavoro sarà Carmelo Ciampa, già responsabile dell’Utc e dell’Area amministrativa. A lui, dunque, sono stati affidati, incarichi, uffici, disbrigo di pratiche amministrative. Nella fattispecie, sarà a capo dell’ufficio di Stato civile, ufficio elettorale, rilascio carte di identità, incarico di autenticare e legalizzare i documenti. Ciampa è stato insomma trasformato nel factotum del Comune. Incarico che egli svolgerà, ha tenuto lo stesso a precisare, a titolo rigorosamente gratuito. Non sono previsti, dunque, aumenti di stipendio. La disposizione è stata assunta dal nuovo commissario prefettizio che regge il comune di Nicotera, Samuele De Lucia, in seguito ai recenti black out della macchina amministrativa dovuti alla straordinaria carenza di personale. Solo 15 dipendenti dentro le mura di palazzo Convento, a fronte di quei 35 che fino a un decennio fa garantivano l’efficienza del municipio costiero. Molti di loro sono andati in pensione; qualcun altro, purtroppo, è deceduto. A fronte dello stillicidio del personale non si è mai proceduto ad azionare il turn over, ponendo in essere dei concorsi per nuove assunzioni. Una possibilità che adesso diventa impossibile visto e considerato che la Terna uscente ha dichiarato il dissesto finanziario. Secondo la normativa vigente, il Comune non può indire un concorso per assumere nuovi dipendenti: per farlo avrebbe bisogno dell’autorizzazione del Ministero delle Finanze, che arriverebbe solo dopo una previa analisi della situazione economica dell’ente. Tale provvedimento ha la durata di cinque a partire dal momento in cui vi è stata la dichiarazione di dissesto. Ragion per cui, da qui a cinque anni, il Comune, privato dalla possibilità di indire nuovi concorsi, navigherebbe in un mare di difficoltà che si tradurrebbero in una serie di disservizi per i cittadini. Si consideri, inoltre, che altri impiegati sono prossimi al pensionamento. A meno che, Ciampa, non continui a fare, molto stoicamente, il factotum del Municipio. L’uomo tutto fare di rossiniana memoria. Tuttavia, adagiarsi completamente sullo stakanovismo di Ciampa sarebbe un errore, in quanto anche per lui il tempo sta per scadere. Tra due anni, infatti, l’ingegnere lametino andrà in pensione. In questo quadro desolante sul piano dell’organizzazione e penuria di organico emergono alcune delibere, adottate dalla Terna commissariale uscente, che francamente cozzano con la scelta di austerity adottata dai commissari prefettizi. Ad esempio, gli inviati ministeriali, nel bel mezzo della dichiarazione di dissesto, nominavano un organo monocratico, l’Oiv, cioè: “organismo indipendente di valutazione”. Trattasi di una figura professionale, non obbligatoria, che dovrebbe valutare le performaces dell’ente. Costa alle casse comunali 10mila e 500 euro, per due anni. Il suo contratto è rinnovabile per altri due anni. La “quaestio” è: in tempo di crisi era proprio necessario permettersi il lusso di un organo monocratico extra moenia quando quasi mancano gli spiccioli per comprare la carta per le fotocopiatrici?

Apre la sede della LEGA a Nicotera.



Nicotera. «Sarà un punto d'incontro con la cittadinanza dove raccoglieremo le istanze per farle pervenire a chi di competenza. Invitiamo tutti i simpatizzanti ad avvicinarsi per dare il vostro contributo alla ripartenza di Nicotera!». Con queste parole, cariche di entusiasmo, il referente della Lega di Nicotera, Antonio Macrì, annuncia sui social l’apertura delle sede del partito di Matteo Salvini. I preparativi fervono, manca poco e anche la divisione comunale della Lega sarà realtà. L’ubicazione prevede un ufficio tesseramento, nonché uno “sportello” dedicato ad accogliere le istanze dei cittadini. Il partito del Ministro dell’Interno si radica dunque a Nicotera. Una cosa impensabile, quando i volti della Lega erano quelli di Maroni e di Calderoli. Ma da quando Salvini ha catturato i consensi degli elettori, la musica è completamente cambiata. Anche la cittadina costiera ha risposto con entusiasmo alla chiamata del politico leghista. Antonio Macrì, nel suo ruolo di referente sul territorio, in questi mesi si è dato da fare. Piazza Cavour ha spesso accolto i gazebo del partito, per invitare la gente ad accostarsi per comprenderne meglio programmi e obiettivi. Allo stesso modo è stato fatto del volantinaggio, anche con l’intento di far crollare qualche pregiudizio intorno alla Lega, in quanto partito storicamente interpretato come antimeridionalista.
Solo qualche settimana fa ha aperto la sua sede un altro partito di destra, anzi, di estrema destra: Casapound. Il referente comunale, Antonio La Malfa, ha un ottimo seguito tra i giovanissimi, nella frazione Marina. Lo scorso 18 febbraio anche il partito di Gianluca Iannone ha allestito un gazebo in piazza Cavour. I militanti hanno chiesto la firma per la sottoscrizione alle candidature per le Europee del 2019. Un invito accolto dai cittadini.
Nicotera si scopre, dunque, sempre più orientata a destra. Che in città tale orientamento politico fosse ben radicato è un dato storico. Quel che invece appare “non pervenuta” e assai poco radicata sul territorio è la sinistra, in tutte le sue sfumature. Le sedi di partito sono degli appartamenti privati e il contatto con i cittadini è praticamente assente.

La politica a pochi mesi dalle elezioni comunali.


Nicotera. Dallo scorso ottobre molti equilibri sono cambiati, e quello che sembrava scontato ora non lo è più. Ad esempio, la lista di Pino Marasco si trova al momento in stand by a causa di alcuni problemi personali dell’esponente forzista. Marasco si è preso un po’ di tempo e per il momento né conferma e né smentisce una sua nuova scesa in campo. La convinzione che lo animava alle ultime comunali, dopo la disfatta contro il quorum, ha lasciato il posto a una certa cautela, esclusivamente dovuta, egli asserisce, ad una serie di questioni personali che meritano una veloce risoluzione. La sua pupilla, l’avvocatessa Maria Rosaria Corigliano, nicoterese di nascita ma vibonese di adozione, ha già fatto sapere che non intende correre per la carica di primo cittadino. Preferisce restare una semplice candidata della lista, ed eventualmente, se la fortuna e gli elettori li assisteranno, un ruolo di assessore. Lasciato, dunque, in aspettativa Pino Marasco, soffermiamoci un attimo su quella che avrebbe dovuto essere una lista giovane, guidata da un esponente del Pd, l’avvocato Rino Isaia, e che avrebbe dovuto scendere in campo a maggio. Il gruppo, a cui era stato dato il nome di “Cambiavento”, si trova al momento “decapitato”, in quanto il suo leader, Isaia appunto, si è trasferito altrove per motivi di lavoro, lasciando di fatto la lista senza timoniere. In attesa che gli orfani di “Cambiavento” trovino una nuova guida, altri fermenti si agitano sul fronte catto-politico-movimentista. Le riunioni di sagrestia, tenute da don Francesco Vardè, parroco della concattedrale di Nicotera, non sono una novità nel panorama politico nicoterese. Nel 2012 tali assemblee hanno dato vita alla lista “Nicotera Futura”. A cavallo tra il 2018 e il 2019, le riunione indette dal sacerdote, in cui confluiscono associazioni, esponenti locali di partiti politici ed aspiranti sindaci, hanno dato vita al “Cantiere civico”. Trattasi di un ibrido creato da varie sensibilità. Più specificamente, un minestrone catto-politico al cui interno vi è di tutto: reduci di “Nicotera Futura”, militanti di “Nicotera Nostra”, “Fronte Comune per il Vibonese” di Enzo Comerci; ex consiglieri comunali di epoche remote; ex sindaci sciolti per mafia; il Movimento 14 luglio; alcuni esponenti del Pd cittadino, e qualche curioso di passaggio. Il “Cantiere civico” nasce, così sembra, per far fronte ai problemi del paese. Non è, tuttavia, azzardato dedurre che esso possa partorire quanto prima una lista da proporre all’elettorato. I presupposti ci sono tutti. Sarebbe sicuramente una lista in cui confluirebbero le più disparate sensibilità. Eppure, il Movimento 14 luglio, nella persona del responsabile della comunicazione, Antonio D’Agostino, ha dichiarato che non intende scendere in politica, ma che il ruolo del sodalizio sarà quello di vigilare l’operato della futura amministrazione. I militanti continueranno, insomma, ad essere i “vigilantes” del prossimo esecutivo, stando ben attenti dunque a non cimentarsi in un ruolo di responsabilità e prova della proprie capacità amministrative che l’essere Giunta richiede. Eppure, solo poche settimane fa, il Movimento aveva dichiarato di voler tentare di espugnare palazzo Convento. Questa volta con il consenso popolare, sancito democraticamente dal voto. Cosa gli abbia fatto cambiare idea non è chiaro. Se, tuttavia, stimolano, come stanno facendo, il percorso di  formazione di una lista, come faranno a restare i controllori credibili dell’operato di palazzo Convento?
Intanto all’interno del cantiere vi è qualche irrequietezza: Enzo Comerci invita i cittadini a una riunione indetta da lui. Questa sera nel palazzo vescovile. Sembrerebbe chiara la voglia da parte di Comerci di agire trasversalmente, nel desiderio recondito di trovare una saldatura tra il Cantiere civico e l’embrione di lista capeggiata dal professore Antonio Ricottilli.

La biblioteca comunale, ampio spazio suggestivo dedicato alla cultura con qualche problema di troppo.





Nicotera. C’è uno spazio, a Nicotera, ricco di storie, di personaggi e di racconti, di viaggi sulle ali delle parole. Uno spazio senza tempo, dove parlano i poeti, gli scrittori, i saggisti: è la biblioteca comunale. Da quando l’importante avamposto culturale è stato allocato nella Casa della Cultura, in piazza Cavour, quell’immenso patrimonio librario ha ripreso a respirare. I libri sono adesso sistemati su comodi scaffali, dislocati in stanze “tematiche”. Ognuna di esse, infatti, è dedicata ad uno specifico settore. Si va dalla narrativa alla storia, passando per le scienze, fino alla saggistica e agli scrittori contemporanei. All’ingresso troviamo l’ufficio degli impiegati. Accanto una stanza che sfoggia un’ampia scaffalatura che ospita una portentosa raccolta di libri sulla Calabria e i suoi scrittori calabresi di spicco, da Saverio Strati a Corrado Alvaro. In altre aree il visitatore può trovare i grandi classici della letteratura mondiale; saggi che trattano le più svariate discipline; le sontuose enciclopedie d’epoca, donati da un bibliofilo benefattore; e poi c’è una sezione dedicata ai cosiddetti Libri Curionati, ovvero i registri delle delibere che raccontano, nelle ordinate scritture degli amanuensi estensori dei provvedimenti comunali, almeno due secoli di storia dell’amministrazione cittadina. Insomma, un vero e proprio patrimonio storico e culturale, che merita di essere conservato con cura e attenzione. E invece per decenni i registri che custodiscono la memoria della città, sono stati lasciati in balìa delle tarme e dell’umidità. Era l’epoca in cui la biblioteca si trovava in via Stefano Benni, in un angusto appartamento proprio sotto il campanile della cattedrale. Centinaia di libri in quegli anni sono stati aggrediti da un’umidità corrosiva che ne ha ingiallito le pagine fino a farle sbriciolare. A rischio anche i libri d’epoca. Tantissimi. Donati dalle facoltose famiglie nicoteresi diversi anni addietro. Tanti gli appelli lanciati, anche dalle pagine di questo giornale, per salvare quel patrimonio di cultura e di storia. Finalmente, gli oltre quindicimila volumi hanno trovato una nuova casa, moderna e spaziosa. Qui vi sono degli ampi vani da dedicare a tranquilli momenti di lettura. E’ doveroso, tuttavia, sottolineare che vi sono ancora alcuni interventi da fare e che non possono attendere. Ad esempio, il sistema di riscaldamento dei locali, non ancora entrato in funzione. Attende ancora di essere azionato l’ascensore interno che conduce al piano di sopra. Un ampio locale che avrebbe dovuto diventare una sala convegni ma che è invece diventato la sede della Polizia municipale. A deciderlo la Terna commissariale guidata da Adolfo Valente. I locali sono stati arredati con quanto vi era all’interno (completamente inutilizzato) del cosiddetto Elefante Rosso, immobile sequestrato alla mafia, sito a Nicotera Marina.
La struttura sorge sull’ex mercato coperto. Buttato giù e rifatto nuovo, l’edificio è stato consegnato al Comune nel gennaio del 2010. Persiste, tuttavia, qualche problema di inagibilità, e nella fattispecie le scale che portano al piano di sopra: i gradini misurano due centimetri in più rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente. Devono, infatti, essere caratterizzati da un corretto rapporto tra alzata e pedata (quest’ultima deve essere minimo 30 cm, l’alzata, invece, non oltre i 16,5 cm). I gradini della Casa della Cultura, purtroppo, non rispettano tali parametri, e hanno un’alzata più lunga (di due cm, appunto) di quella prevista in materia di progettazione di scale agibili.