giovedì 12 giugno 2014

L'assessore Marasco agli esponenti dell'opposizione: "Commissione di accesso: parlate del nulla".



Nicotera. “Aspettando Godot” è un dramma del 1952, incentrato intorno alla costruzione dell’attesa. La scena si apre su una strada desolata. Due uomini stanno aspettando che arrivi questo signor Godot, del quale nulla si sa. Egli si limita solo a un mandare un messaggero presso i due personaggi a dire che Godot “non verrà oggi, ma domani”. E così l’angoscia continua, in un’attesa estenuante, in una forma di immobilismo che in realtà immobilismo non è, e dove, all’insaputa dei due che aspettano, è tutto in divenire.
Questo dramma, è la condizione in cui, a detta dell’assessore all’Ambiente Pino Marasco, sta vivendo la città da quando è apparsa la notizia dell’arrivo della commissione di accesso agli atti. «Una notizia destabilizzante- ha precisato Marasco- Già è difficile operare in condizioni normali, in questo clima ancora peggio. Mi rivolgo inoltre- ha aggiunto- ai consiglieri Brosio e Campisi che nel civico consesso di lunedì scorso hanno iniziato il loro intervento parlando di commissione di accesso, e solo dopo fanno una lista dei problemi del paese: ma di cosa parliamo, in realtà?  Se avete sentore di questa evenienza, o sapete cose che noi non sappiamo, per rispetto dei cittadini, dovete dirci da dove vi arrivano queste notizie. A chi ci accusa di mancata trasparenza- rivolgendosi alle dimissionarie Giofrè e Lapa- quali sono gli atti che ci incriminerebbero? Tirate fuori un atto dove l’amministrazione ha sbagliato. Anzi, vi lancio una sfida, se tirate fuori qualcosa del genere ne prendiamo atto, e faremo “mea culpa”, ma alla fine- chiosa l’assessore- sarà qualcun’altro a dover fare “mea culpa”, per la situazione che si è venuta a creare».  Lo sfogo di Marasco sembra incastonarsi alla perfezione nella strana atmosfera che aleggia in città, di vaga incertezza, dove un po’ tutti, ma magari insospettabilmente pochi, sono in attesa di Godot, anzi, ingannano il tempo sfogliando la margherita: scioglimento sì, scioglimento no. Si aspetta che la figura di Godot si intraveda all’orizzonte, caricata, suo  malgrado, dalle aspettative di ciascuno. Per alcuni la liberazione, per altri il castigo. Per il momento dovrebbe solo stabilire se Franco Pagano e i suoi hanno qualcosa a che fare con la criminalità organizzata. O per dirla in “busillis”, se sussiste un qualche rischio che l’amministrazione sia permeabile ad influenze sinistre. O meglio, destre, dati i recenti capitomboli politici del sindaco. Mafia o no, ciò che sorprende è la mancanza assoluta di programmazione di una vita civile avventurosa, romantica quasi, fatta di slanci eroici, sovente estivi, inverni di latitanze lunghe, ai “bracieri” paesani, in un contesto cittadino divenuto falò di vanità individuali e collettive, obiettivo di sconfinate quanto velleitarie ambizioni, teatro di macchinazioni improbabili e di inusitata doppiezza. Scogliere e pinete sommerse di spazzatura, e centri storici che attendono di essere resuscitati. Di questo e di altro, tanto altro, si potrebbe e dovrebbe parlare in attesa di Godot.


Il manifesto di Franco Pagano.



Nicotera. Calda domenica mattina di inizio estate. La cittadina costiera si è svegliata tutta tappezzata di manifesti, firmati e infissi dall’amministrazione comunale, e rivolti ai cittadini. Non si tratta di un annuncio di un evento culturale, benchè il manifesto citi illustri filosofi e poeti. Ma si tratta di una lunga invettiva contro una serie di “nemici” nascosti o dichiarati, che, secondo gli amministratori, remerebbero contro le sorti della città. Un secco “Adesso parliamo noi” campeggia perentoriamente sul testo, e poi, prendendo a prestito l’incipit del Manifesto di Marx dà fuoco alle polveri.
«Uno spettro si aggira per la città- si legge testualmente- Lo spettro della commissione d’accesso. Tutti ne parlano, tutti la invocano, ma nessuno l’ha vista». Di seguito, la lista dei destabilizzatori: «Generali disarcionati, amministratori mancati, politici rottamati, scrittori improvvisati, galeotti e condannati. Tutti in fila ne auspicano lo scioglimento per compiacersi delle loro frustranti delusioni». Costoro, si apprende dal manifesto, sarebbero supportati da “notizie spazzatura” e rinchiuderebbero il loro impegno per la città nell’anonima scrittura. «Dimenticano- si precisa ancora- che la nostra comunità è molto più attenta e lungimirante di qualche squallido trafficante di “notizie” contraffatte». Né, promette la giunta Pagano si farà intimidire dal «chiacchiericcio calunnioso» di chi vorrebbe rimettersi in gioco dopo la sconfitta elettorale. L’amministrazione precisa, inoltre che “le fucilate” non hanno raggiunto l’obiettivo e meno che mai potranno riuscirci «le maldicenze costruite ad arte». Né rappresenterebbe un problema l’Aventino, già parzialmente realizzatosi con la defezione delle consiglieri Lapa e Giofrè, e che, secondo rumors cittadini, potrebbe coinvolgere, nei prossimi giorni, anche il resto dell’opposizione. Insomma, oggi dalle mura della città è tuonata una vera e propria catilinaria da parte di Pagano e la sua squadra, in cui ce n’è davvero per tutti. Un libello che tracima rabbia e disappunto per i presunti attacchi di cui sarebbe fatta oggetto l’amministrazione, la quale però dopo lo sfogo, chiosa con il famoso verso dantesco “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.  

lunedì 9 giugno 2014

I ragazzi del Comitato pro Marina in prima linea per il decoro urbano della frazione marittima.



Nicotera. Sembrerebbe che Nicotera Marina sia piena di volenterosi cittadini, innamorati del proprio paese, e pronti a darsi da fare per vederlo curato. Qualche giorno fa si è parlato dell’iniziativa del circolo pensionati, i cui attivisti, mossi da spiccato senso civico, si stanno dando da fare per restituire una parvenza di dignità alla storica villetta del paese. In agenda, i volontari hanno altri impegni: tutti indirizzati a rendere presentabile la cittadina marittima, che si appresta ad affrontare la stagione estiva. Ma i pensionati non sono i soli volontari a scendere in campo. Ci sono anche i giovani del Comitato pro Marina che in questi giorni si stanno dando da fare per pitturare e pulire il lungomare, da troppo tempo in preda all’incuria. Proprio come per i pensionati, che dal comune non hanno ottenuto nemmeno il contributo per acquistare le materie prime, allo stesso modo i ragazzi del Comitato pro Marina, senza attendere incentivi da palazzo Convento, hanno preso i loro attrezzi e si sono dati da fare, con impegno e buon umore, come testimonia la foto che qui proponiamo.
«Noi giovani di Marina- ha dichiarato Francesco Carbone, uno dei militanti del Comitato- come ogni anno con l'inizio dell'estate, abbiamo a cuore i problemi del paese che si trova nell’incuria più totale. Speriamo che il sindaco e la Giunta comunale possano intervenire con i lavori di normale amministrazione per rendere più presentabile il paese».
Numerosi in effetti i proclami emessi da Palazzo Convento che promettevano tempestive azioni. Ma, in effetti, come denunciato dai ragazzi del Comitato, ben poca cosa si è ancora vista, benchè l’estate ormai bussi alle porte. I tombini posti sul lungomare continuano ed emanare inconfondibili effluvi, che denunciano lo stato di fatiscenza del sistema fognario, le erbacce crescono rigogliose ai lati dei marciapiedi del lungomare, le strade sono segnate da notevoli buche. Insomma, vecchi problemi sempre attuali, che non trovano ancora soluzione e che di anno in anno balzano all’attenzione di sindaci o commissari di turno, senza approdare mai a una soluzione. La cosa più drammatica è pero, in questo contesto assai difficile, gravato da inadempienze ammnistrative, la rassegnazione che pervade i cittadini, che non provano nemmeno a ribellarsi allo stato delle cose. Il 31 maggio si è svolto nella sala consiliare un incontro tra il sindaco e gli esercenti del settore turistico di Nicotera Marina, per pianificare la stagione estiva. Riunione andata quasi deserta, in quanto sembrerebbe che solo cinque degli operatori si siano presentati. Gli altri non si sa se l’abbiano ritenuta una perdita di tempo, o semplicemente erano oberati da altri impegni. Sta di fatto che ci si arrangia come si può, senza aspettarsi un granchè da palazzo Convento. Prova ne sono le iniziative dei pensionati e dei ragazzi, attività che aprono anche uno squarcio su quella coltre di rassegnazione che aleggia pericolosamente sulla città.

venerdì 6 giugno 2014

Nicotera. Acqua sporca dal rubinetto. Ma le bollette sono salatissime.



Nicotera. Bollette per la fornitura idrica salatissime per i cittadini nicoteresi che, per stessa ammissione dell’assessore Marasco, fin dal primo avviso, onorano il loro dovere con il fisco, collocandosi, perciò, tra i contribuenti più virtuosi del vibonese. Peccato però che allo zelo dei cittadini nel pagare le tasse non corrisponda un servizio adeguato.
L’acqua che giunge nelle case, specie nella frazione Marina, è spesso sporca, come testimonia la foto, scattata da una cittadina, che qui sottoponiamo all’attenzione dei lettori. Che l’acqua non sia mai stata potabile lo si è sempre saputo: da decenni i nicoteresi la acquistano al supermercato, ma l’acqua torbida che giunge dal rubinetto non è buona nemmeno per annaffiare le piantine di basilico.
Eppure, in più occasioni la giunta aveva annunciato una riduzione dei costi dell’acqua, ciò sarebbe potuto avvenire con lo sganciamento dalla Sorical. Iniziativa, questa, che si sarebbe potuta mettere in atto con la trivellazione di due pozzi. Inoltre, ci sono interi quartieri che durante il periodo estivo rimangono senza approvvigionamento idrico.
La tassa sull’acqua Su un ruolo annuo di circa un milione di euro, entrano nelle casse comunali  620mila euro dai volontari, ovvero dai cittadini che pagano le tasse all’arrivo della prima bolletta. Il Comune recupera la quasi totalità delle somme mancanti, nella fase successiva, nel cosiddetto ruolo coatto.
Nella vicina Limbadi l’acqua costa meno rispetto a Nicotera: sembrerebbe che nel comune limbadese esistano più pozzi che garantiscono alla cittadina rurale una certa autonomia dalla Sorical. E se quindi a Limbadi l’acqua costa 70 centesimi al metro cubo, ai nicoteresi costa addirittura 1,20 euro al metro cubo. I 50 centesimi di differenza vanno dritti nelle tasche della Sorical. Il comune di Nicotera sborsa infatti alla società della gestione delle risorse idriche circa 300 mila euro annui, oltre ad avere un debito con la stessa di 600mila euro.
Niente royalties per Nicotera. Il territorio nicoterese è ricco d’acqua, tant’è vero che la stessa Sorical la preleva per foraggiare altri territori, e ciò avviene senza che tale società lasci delle royalties o altri benefici (ad esempio, un quantitativo d’acqua gratis).
Rete idrica obsoleta. Sembrerebbe inoltre che la rete idrica della cittadina costiera è obsoleta, ragion per cui un certa quantità d’acqua si disperde durante il suo percorso verso i rubinetti delle case. Rifare la rete idrica è un’altra di quelle opere pubbliche che “forse, chissà, un giorno, magari”, come molte altre ammantate da avverbi pieni di nebulosa incertezza.
I pozzi. Una giunta comunale sciolta per infiltrazioni mafiose, quale quella nicoterese, può avvalersi della legge 145, secondo la quale le amministrazioni, per avviare la realizzazione di opere pubbliche non differibili, possono captare dei cospicui finanziamenti.  Tra le opera da realizzare c’è quella relativa ai pozzi idrici, che dovrebbero essere costruiti a Preitoni e Nicotera Superiore. Costo dei lavori 30 mila euro.


lunedì 2 giugno 2014

Pensionati di Nicotera Marina al lavoro per rimettere in sesto la storica villetta. Senza contributi da parte del Comune.



Nicotera. Da sola Nicotera Marina potrebbe trainare l’economia dell’intero territorio: le sue bellezze naturali unite allo spirito imprenditoriale dei cittadini, le innumerevoli risorse valorizzate da abili amministratori potrebbero fare di questa amena cittadina il fiore all’occhiello del turismo in quest’area della costa tirrenica. Invece, come doverosamente riportano le cronache, così non è. E la Marina di Nicotera sembra impallidire sempre di più sotto il peso dell’incuria, della carenza di avvedute politiche di ripristino e rilancio delle sue innegabili virtù. Eppure, in questo quadro di indifferenza e indolenza istituzionale c’è chi dice no. C’è chi si oppone e combatte il degrado e l’abbandono. A dire no sono i pensionati. Quelli del circolo della frazione marittima, inaugurato un anno fa, il primo di maggio, e il cui zelante presidente è il signor Antonio Vardè.
Attrezzi del mestiere alla mano, pieni di ingegno e voglia di fare, i pensionati si sono messi strenuamente all’opera per abbellire la loro cittadina, a cominciare dalla storica villetta che merita tutte le cure necessarie, perché è un po’ come la piazzola del paese dove ci si ritrova per un gelato e due chiacchiere con gli amici, e dove, nei giorni estivi di calura infernale, è bello sedere sotto le querce generose di frescura a combattere un sole che non perdona. Ma il piccolo giardino pubblico è anche appannaggio di intere famiglie, per lo spazio ideale per i bambini e le loro corse in libertà.
Gli interventi prevedono: sistemazione delle panchine con sostituzione dei listelli di legno marciti o mancanti e conseguente verniciatura; trattamento degli alberi con disinfettante per eliminare i parassiti; cura del verde; tinteggiatura del muro di recinzione; ripristino delle fioriere e posa di nuove piante; sistemazione di spazi ludici adeguatamente attrezzati con scivoli e altalene.
La villetta è diventata negli ultimi tempi assai malconcia. Le panchine rotte e impraticabili; la storica fontana, piena di pesciolini rossi che annaspano in un’acqua torbida e scura, mentre la ninfea vaporosa e incolta ha un’aria sofferente; gli alberi abbondano di fastidiosi moscerini; il manto erboso di cyndom necessita di manutenzione.
Per attuare i mille lavoretti che la renderanno più praticabile, i pensionati si sono autotassati: dal comune non hanno visto il becco di un quattrino, pur avendo presentato e protocollato una lettera, indirizzata al sindaco Franco Pagano, riportante la richiesta di una piccola sovvenzione per l’acquisto dei materiali. Ma nulla di fatto.
Ecco il testo della missiva. «Non avendo riscontrato adeguato interesse da parte dell’amministrazione di codesto comune, i membri del nostro circolo sono disposti ad eseguire gli interventi atti a restituire il decoro alla villetta comunale non più rinviabili. Gli iscritti del circolo si impegnano ad eseguire i lavori senza nulla pretendere in cambio per la manodopera fornita, chiedendo alla signoria vostra il solo contributo per l’acquisto dei materiali».
Nella lettera si evidenzia inoltre che «il cattivo stato di manutenzione della villetta e l’imminente apertura della stagione balneare, nonché il dovere civico, richiedono interventi di somma urgenza».
Benchè, come precisato, la richiesta da parte dei pensionati, sia caduta nel vuoto, gli attivisti del circolo non si sono dati certo per vinti, e, c’è da scommettere, restituiranno dignità e decoro all’amata villetta. Anche, forse, per la premura e l’orgoglio d’altri tempi di mantenere un impegno assunto per lettera nei confronti della comunità e di sè stessi. Per dimostrare che anche attraverso pochi semplici gesti può essere testimoniato il lascito di una generazione che mal si adatta agli odierni tempi di indifferenza e apatia. Un lascito che non intendono abbandonare al silenzio di chi si limita a voltarsi da un’altra parte.