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martedì 31 marzo 2020

Cosa trasforma un ragazzo d'oro in uno spietato assassino? Il feminicidio di Furci Siculo.






E’ difficile comprendere cosa possa trasformare un “bravo ragazzo” in uno spietato assassino. L’animo umano, si sa, è un abisso imperscrutabile che non permette di scorgere le motivazioni segrete che azionano  certe molle. Ma non si può non restare basiti quando Raffaele Scaturchio, sindaco di Dasà, paese d’origine di Antonio De Pace, reo confesso dell’omicidio della sua fidanzata, Lorena Quaranta, racconta, in preda alla costernazione, che non avrebbe mai e poi mai potuto immagine che Antonio si potesse macchiare di un delitto simile. Il sindaco di questo paesino di poco più di mille anime, non se la sente di rilasciare dichiarazioni: la ferale notizia ha lasciato tutti di pietra. Il paese è piccolo, si conosco tutti, e il primo cittadino conosceva bene Antonio. Tra l’altro il fratello, Francesco, fa parte della sua compagine amministrativa. Le parole del sindaco, sono poche, pochissime, ma fanno riflettere: “Antonio è un ragazzo d’oro, buono, gentile, educato. Questa notizia ci ha colto tutti di sorpresa, perché da lui non ci saremmo mai aspettati un’azione del genere”. Anche la famiglia di Antonio, spiega ancora il primo cittadino, è una famiglia perbene, di onesti lavoratori. 
Il padre è infermiere in pensione, la sorella infermiera pure lei. Anche Antonio ha intrapreso la stessa strada. Niente, dunque, faceva prevedere una tragedia simile. Eppure, la cronaca insegna che la realtà non è mai ciò che sembra e che, evidentemente, acquattato da qualche parte nell’animo di quel “ragazzo d’oro” c’era un assassino, un uomo che ha ucciso, strangolandola, la donna che diceva di amare. Tutto è successo nella mattinata del 31 marzo.Il furore omicida è esploso al culmine di una lite. Un omicidio d’impeto, verrebbe da dire, ma saranno i carabinieri della stazione di Santa Teresa Riva, al comando del luogotenente Maurizio La Monica e della compagnia di Taormina, guidata dal capitano Arcangelo Maiello a ristabilire la verità e a ricostruire gli ultimi momenti di vita della povera Lorena. 

De Pace, subito dopo l’orrendo delitto, ha avvisato i Carabinieri, ammettendo la sua colpa, e poi ha tentato il suicidio: quando i militari dell’Arma sono arrivati sul posto hanno trovato la ragazza ormai priva di vita, e il suo carnefice in stato di choc con delle ferite ai polsi e alla gola. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazioni. Il giovane è attualmente ricoverato e piantonato al Policlinico di Messina. 
L’omicidio, con ogni probabilità, è avvenuto nella mattinata di ieri, all’interno di una villetta di via delle Mimose (tragica casualità, fiore simbolo delle donne e delle loro battaglie contro la violenza di genere) di Furci Siculo, in cui i due convivevano. Lorena era una di quelle donne che non si risparmiava nelle iniziative volte alla tutela non solo delle donne ma anche dei più deboli. Stava per conseguire la laurea con una tesi sulla Pediatria, campo in cui ambiva a specializzarsi. Era di una bellezza da togliere il fiato, Lorena, alta, mora, occhi chiari, “sembrava una modella”, ha raccontato il sindaco di Dasà, che Lorena l’aveva conosciuta, perché Antonio la portava spesso nel suo paese natale. Ma anche Antonio era un ragazzo da copertina. 28 anni lui, 27 lei. Sembravano una coppia uscita da un romanzo rosa: due fidanzati, belli, innamoratissimi, lanciati verso il successo e il coronamento dei loro sogni. Lei adorava il suo Antonio: quando il 31 ottobre 2019 era stato ammesso in Odontoiatria, dopo aver conseguito la Laurea in Scienza infermieristiche, lei, piena di felicità, aveva pubblicato un messaggio sulla sua pagina Facebook: “Buon nuovo inizio, campione”, con un corredo di cuoricini. 

Ma forse sotto quella patina di dorata qualcosa minava la stabilità del rapporto.
Lorena, che si era trasferita a Messina per motivi di studio, era originaria di Favara, popoloso comune in provincia di Agrigento. Così la sindaca Anna Alba, ha espresso tutto il suo dolore appena appresa la notizia: “Favara oggi si è svegliata fra le lacrime. Ho appreso stamani la tragica notizia della prematura scomparsa della nostra concittadina Lorena, per mano di un gesto vile, ignobile. Favara vive la tragedia nella tragedia. La nostra comunità si stringe al dolore della famiglia Quaranta”.
Non ha parole invece Marco Vetro, amico di sempre e parrucchiere di Lorena, “sono distrutto”, dice, “Lorena e la sua famiglia persone speciali”.

martedì 24 marzo 2020

Muore a soli 39 anni un giovane artigiano prossimo alle nozze con una ragazza di Nicotera.


San Calogero. Aveva solo 39 anni Carmelo Gasparro, un lavoro, una fidanzata da sposare a breve, insomma, una vita davanti. Ma il destino per lui aveva in serbo un finale tragico e inaspettato. Un infarto, infatti, ieri sera lo ha ucciso, in una manciata di minuti. Si stava recando all’ospedale di Tropea, perché aveva accusato un malore. Ma al nosocomio della città costiera è arrivato già in condizioni disperate, per lui non c’è stato niente da fare. Carmelo lavorava come marmista nella ditta del padre, era un ragazzo molto conosciuto e ben voluto. Non aveva problemi di salute e niente lasciava suppore che il cuore gli avrebbe potuto giocare un così atroce scherzo. Insieme alla sua fidanzata, una ragazza di Nicotera, aveva recentemente frequentato il corso parrocchiale di preparazione al matrimonio, in vista delle imminenti nozze. Il suo corpo giace ancora all’ospedale di Tropea; domani mattina sarà trasportato al cimitero di San Calogero dove si svolgerà una breve benedizione della salma alla presenza dei parenti più stretti. La morte di Carmelo ha sconvolto la piccola cittadina pedemontana che, a causa delle restrizioni dovute al terribile virus che infuria ormai ovunque, non potrà stringersi intorno alla famiglia affranta e incredula.

domenica 22 marzo 2020

E' una donna di 57 anni la dipendente del comune di Nicotera positiva al Coronavirus.


Nicotera. Sta suscitando grande sconcerto in paese la notizia del dipendente del comune di Nicotera risultato positivo al coronavirus. L’allarmismo in queste ore è ai massimi storici. Tuttavia, è doveroso informare i cittadini che la persona in questione è da martedì 10 marzo che è assente dal municipio della città costiera. Trattasi di una donna di 57 anni; per questioni di privacy non possiamo svelare il nome, ma possiamo dire che svolge un ruolo importante nell’ambito del’amministrazione dell’ente. La donna, come precisato, è assente dal 10 marzo; e anche nei giorni prima della sua assenza dal posto di lavoro era solita giungere in comune con tanto di guanti e mascherina. La stessa, infatti, pare che fosse particolarmente impressionata dalla virulenza in atto, anche perché convive con la madre anziana e malata. Prendeva insomma le sue precauzioni, considerando anche il fatto che vive a Gallico, in provincia di Reggio Calabria, luogo in cui si è sviluppato uno dei focolai dell’infezione. La speranza condivisa è, principalmente, che la dipendente, al momento in discrete condizioni di salute, possa attraversare indenne questa fase della malattia. Intanto vanno a mille i calcoli per contare i giorni di incubazione e contagio, nel tentativo di capire se la donna abbia contratto il virus a Nicotera, oppure nella sua Gallico, o durante i quotidiani spostamenti per raggiungere l’ente costiero, o se disgraziatamente abbia potuto contagiare altri dipendenti comunali. Da quel 10 marzo, ad ogni buon conto, sono passati 12 giorni, e già questo potrebbe tranquillizzare gli animi.
Ad ogni modo, pare che tutti i dipendenti saranno sottoposti a tampone, compreso il sindaco che ha già annunciato che provvederà alla sanificazione dei locali comunali, operazione già comunque effettuata mei giorni scorsi.

lunedì 16 marzo 2020

I disagi ai tempi del coronavirus. Sportello Bancoposta fuori servizio da dieci giorni.


Nicotera. E’ ormai da dieci giorni che l’unico sportello bancoposta della cittadina medmea è fuori servizio. Nello specifico, non è possibile prelevare denaro dal dispositivo, per un guasto che perdura ininterrottamente senza che Poste Italiane, finora, vi abbia posto rimedio. In questi giorni difficili, il disagio si è fatto ancora più insostenibile, perché gli utenti sono costretti a prelevare direttamente dallo sportellista. Cosa non semplice, date le lunghe attese. Si entra due per volta. Le persone sostano fuori diligentemente mantenendo le distanza di sicurezza, ognuna di loro munita di guanti e mascherine. Ma l’assiepamento di gente a volte si va inevitabile, pur nel rispetto delle regole. La direttrice dell’ufficio nicoterese ha reso noto di aver segnalato più volte il problema: la risposta è sempre la stessa, si attende l’arrivo di tecnico, da un giorno all’altro. Ma finora nessuno si è intravisto all’orizzonte. L’evenienza che gli utenti debbano entrare nei locali dell’ufficio postale per una banale operazione di prelievo di contanti, non fa che aumentare sovraffollamento e rischi, sia per gli impiegati che per l’utenza, in un momento in cui il contatto con le persone potrebbe essere fonte di contagio. Molti sono costretti a recarsi nella vicina Limbadi per poter accedere al servizio, il che comporta ulteriori problemi per i cittadini per via delle stringenti disposizioni ministeriali sugli spostamenti. L’auspicio condiviso è che il bancoposta ricominci nuovamente ad erogare denaro: i disagi nei disagi rendono l’attuale quotidianità ancora più difficile da gestire.

domenica 15 marzo 2020

Limbadi. Coronavirus: da domani chiusi Municipio e cimitero. Aperti solo ufficio anagrafe e Polizia municipale.


Limbadi. Nuove disposizioni firmate dal commissario Antonio Reppucci, alla guida del Comune, per contrastare la diffusione del corananirus. Da domani, infatti, il cimitero sarà chiuso. Idem per il municipio: resteranno operativi solo l’ufficio anagrafe e la Polizia Municipale. Prevista, inoltre, per domani la sanificazione delle strade, specie in prossimità dei luoghi maggiormente frequentati dai cittadini. Il Commissario Reppucci, nella sua opera di tutela della salute pubblica, è coadiuvato dalla Proloco e dalla Protezione civile. Un efficace lavoro di squadra che permette di assistere, in questa fase critica che investe la collettività, le persone gravate da maggiori disagi, come anziani, disabili o persone impossibilitate a uscire di casa. Per loro sono stati messi a disposizione dei numeri utili da contattare per la ricezione di viveri o mendicinali. Per ciò che concerne le misure di quarantena, il prefetto ha reso noto che al momento nella cittadina limbadese c’è una sola persona in isolamento volontario, dopo aver regolarmente denunciato la sua presenza in paese, in questi giorni raggiunto da una città del Nord Italia.
L'inviato ministeriale tiene a sottolineare l’atteggiamento virtuoso dei limbadesi, i quali seguono le regole governative con rigore e compostezza.