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sabato 14 marzo 2020

Corona virus. Positivo un 60enne di Nicotera.


Nicotera. La notizia di un soggetto risultato positivo al coronavirus, ha generato grande allarme nella cittadina costiera. La persona in questione è un 60enne che la scorsa settimana è giunto in paese dalla Valle d'Aosta, dove lavorava in un albergo come chef. Non avrebbe voluto tornare in paese: pare abbia chiesto alle autorità sanitarie della città dove lavorava di poter effettuare il tampone, ma senza successo. E' così tornato in Calabria. Per effettuare il viaggio verso il paese natio ha noleggiato un'auto, insieme ad altre due persone, sue compagne di viaggio. I tre hanno poi lasciato il mezzo alla stazione feroviaria di  Lamezia per dirigersi verso le rispettive destinazioni.  In base al racconto reso da una parente stretta, a prelevare l’uomo alla stazione di Nicotera è stata la moglie, la quale, assicura la nostra fonte, ha accuratamente preso tutte le precauzioni (indossando, cioè, guanti e mascherina) prima di far salire il marito in auto. La stessa lo ha accompagnato nella sua abitazione, un appartamento sito in uno stabile di via Nuovo Liceo. Qui lo chef si è volontariamente messo in quarantena, previa segnalazione alle autorità sanitarie della sua presenza in paese. Il tampone, effettuato nei giorni scorsi, ha dato esito positivo. Si precisa che la famiglia non ha trascorso con lui il periodo di isolamento, nè alcuno dei familiari è andato a trovarlo. Per quanto riguarda le sue condizioni cliniche, lo chef al momento accusa un sintomo tipo della malattia epidemica, cioè una tosse persistente. Inutile sottolineare che la notizia della sua positività ha gettato nel panico la cittadinanza, posta davanti al fatto che il terribile virus ha fatto breccia anche nella cittadina medmea. Nessuno più ora dormirà sonni tranquilli.

domenica 23 febbraio 2020

Insegnante proveniente da Codogno in quarantena volontaria. Gesto di responsabilità.


Limbadi. Una docente limbadese è ritornata ieri da Codogno, città lombarda da dove si è diffuso il focolaio italiano del corona virus. Appena rientrata nel piccolo centro del vibonese, in macchina pare, la famiglia della donna, estremamente responsabile, ha subito allertato la protezione civile per ricevere istruzioni sul da farsi. Comunque non sono stati segnalati sintomi influenzali, né contatti con degli ammalati. Pare non sia stato ancora praticato il tampone, ma a scopo precauzionale è stato chiaramente deciso di far risiedere la persona, della quale celiamo l’identità per ovvi motivi, in un luogo dove non possa avere contatti quotidiani, tali da poter costituire, nemmeno potenzialmente, un pericolo. Inutile dire, come sottolineato da diversi esperti, che la prima protezione della cittadinanza è attivata da un atteggiamento responsabile, quale è stato quello della limbadese in questione. Sul caso non ha senso generare alcuna forma di allarmismo, considerato che non esiste alcuna emergenza. Tuttavia la vicenda indica la via da seguire per gestire al meglio questo frangente estremamente delicato. Il flusso di persone da e per Lombardia e Veneto è pressoché ingestibile, così come incalcolabile è il numero di contatti del cosiddetto paziente “1”, il manager 38enne ricoverato in gravi condizioni ammalatosi per primo.
Intanto è un fermo invito alla calma, quello del dottor Antonio Talesa, responsabile del Servizio di Emergenza Urgenza di Catanzaro. «Il nostro sistema sanitario», spiega, «è perfettamente in grado di fronteggiare le eventuali emergenze che potrebbero riguardare la nostra regione». Il dirigente sceglie con cura le parole per contenere al massimo ogni forma di allarmismo, dopo la diffusione della notizia della quarantena volontaria optata dalla ragazza. Tiene a precisare con forza che in Calabria non vi è alcun caso di infezione da coronavirus. Tuttavia, a scopo precauzionale, la giovane dovrà sottoporsi al tampone al fine di scongiurare una eventuale positività all’infezione. Lunedì si recherà presso l’ospedale di Catanzaro, e qui, nel reparto i malattie infettive, sarà effettuato il test. “E’ un’epidemia mondiale- spiega Talesa- che si manifesta come una polmonite. Adeguatamente trattata, è un’infezione curabile. Certamente più a rischio sono le persone già debilitate a causa di altre patologie». La ragazza, fino al risultato delle analisi, dovrà restare confinata in casa. Se, malauguratamente, il test dovrebbe essere positivo scatteranno altre misure di sicurezza, come previsto dal protocollo dell’Oms. Ma tutto lascia pensare che la giovane insegnante sia in ottima salute.
«Il test verrà effettuato a scopo precauzionale- ha detto il commissario prefettizio alla guida del comune di Limbadi, Antonio Reppucci, sulla falsariga di quanto dichiarato dal dirigente Talesa. «Per adesso non vi è alcun rischio e non risultato persone contagiate- ha aggiunto-. In ogni caso il sottoscritto, di concerto con i Carabinieri, agiremo con estrema attenzione per monitorare costantemente la situazione». 
Enza Dell'Acqua - Francesco Tripaldi

domenica 26 gennaio 2020

Nicotera. Chiude il Centro di riabilitazione per soggetti autistici.


Nicotera. Tramonta un’altra speranza per la struttura sanitaria nicoterse. Infatti, il Centro di riabilitazione per minori affetti da autismo ha chiuso i battenti. Inaugurato poco più di due anni fa, adesso è calato il sipario per un altro importante servizio sul territorio. La motivazione pare debba imputarsi alla sempiterna mancanza di fondi, o, per meglio dire, sono i finiti i soldi messi a disposizione per far funzionare l’ambulatorio. Eppure, quando è stato inaugurato, alla fine del 2017, sembrava che il Centro dovesse godere di buona salute almeno per quattro anni, così almeno dichiararono l’allora presidente dell’Asp e il governatore Mario Oliverio, portatisi a Nicotera in occasione dell’apertura dell’importante avamposto riabilitativo. Ma le parole, si sa, se le porta via il vento e alla fine non resta che il vuoto cosmico. Chiude dunque con largo e ingiustificato anticipo il centro, un vero peccato per le persone avrebbero bisogno di beneficiare del servizio e delle loro famiglie.


lunedì 21 ottobre 2019

SETTEMBRE 2019: nasce il Coordinamento pro 118.


Nicotera. Si è svolta ieri sera l’assemblea del Coordinamento pro 118. L’incontro si è svolto all’interno della sala consiliare, e ha prodotto un importante deliberazione: la creazione di un dettagliato documento, con tanto di dati e numeri concernenti la situazione sanitaria del territorio nicoterese. Documento che sarà recapitato, una volta approvato da tutti gli aderenti, al Commissario ad acta per la sanità Saverio Cotticelli. Questo passo rappresenterebbe il primo step verso l’obiettivo. Sempre nella serata di giovedì l’assemblea ha deciso di allargare la base del coordinamento coinvolgendo il sindaco di Joppolo, Carmelo Mazza, e il commissario prefettizio di Limbadi, Antonio Reppucci. Delle deliberazioni del gruppo pro118 saranno inoltre resi edotti il Prefetto e il Procuratore della Repubblica di Vibo.  In questa battaglia di civiltà l’assemblea non intende fare sconti all’Asp di Vibo Valentia, che, si è resa troppe volte colpevole di grave negligenza nei confronti di un territorio, già di per sé popoloso, che va triplicando i suoi abitanti durante il periodo estivo. A tal riguardo è doveroso ricordare che nel corso di un dibattito nella sala consiliare del Comune, nel luglio scorso, per dibattere della questione sanitaria, erano presenti il vicedirigente dell’Asp, Michelangelo Miceli e il dirigente del 118 dell’area centro Calabria. Gli stessi hanno promesso alla cittadinanza che dal primo di agosto la cittadina medmea sarebbe stata munita della tanta agognata postazione estiva Suem. Ma le parole se le sono portate via il vento e il giovane padre di famiglia, il 22 di agosto, è rimasto sull’asfalto un’ora e dieci minuti, prima che un’ambulanza lo prelevasse per portarlo al campo sportivo dove l’attendeva l’elisoccorso. Era presente all’incontro anche la Senatrice Silvia Vono del Movimento 5 Stelle. La Vono ha invece mantenuto la sua promessa, in quanto, per come stabilito quella sera, si è recata dal generale Cotticelli per sottoporgli la situazione in cui versa il territorio della bassa vibonese. E così è stato. Altri incontri sarebbero dovuti seguire se il terremoto politico che ha messo sottosopra l’esecutivo in carica non avesse creato un caos paralizzante su molti settori. Ma ora che la calma sembrerebbe essere ritornata e il Paese ha un nuovo governo, la senatrice pentastellata promette di riprendere in mano la situazione. «La prossima settimana sarò a Roma- ha detto la senatrice, raggiunta telefonicamente- prevedo di incontrare il neo Ministro della Salute, Roberto Speranza, a cui spiegherò la situazione sanitaria in Calabria, puntualizzando il disservizio vissuto dal territorio nicoterese». «Spero che il Ministro- ha aggiunto- metta in agenda una visita nella nostra regione, per poter prendere atto delle varie realtà esistenti». Nel rientrare in Calabria, la Vono intende rivedere il generale Cotticelli, «per riprendere il discorso da dove era stato interrotto: non intendo abbandonare questo territorio al suo destino».
Nicotera. Si terrà il 19 settembre prossimo, alle 15.30, il consiglio comunale straordinario aperto sull’emergenza perennemente attuale del 118. La pubblica assise è stata indetta dal sindaco in seguito alla richiesta formulata, il 31 agosto scorso, dal gruppo consiliare “Movivento”, capitanata dall’ingegnere Antonio D’Agostino. Quel giorno si svolse un’assemblea tra le parti sociali e politiche ed il primo cittadino. Fu proprio Pino Marasco a volere quell’incontro: in una comunicazione ufficiale, attraverso la pagina Facebook dell’amministrazione, invitò la politica e le associazioni locali a palazzo Convento al fine di aprire un tavolo di discussione per affrontare e risolvere la questione del decennale disservizio che attanaglia la città costiera. Nel corso del medesimo incontro si costituì un coordinamento pro 118 a cui aderirono le parti in causa presenti, eccezion fatta del gruppo consiliare Movivento, che non si associò al comitato spontaneo in quanto non ne condivideva le modalità di azione e di gestione della problematica. Il gruppo di minoranza chiese, invece, che la risoluzione del disservizio passasse attraverso delle vie, per così dire, ufficiali, cioè a dire: le strategie d’azione approvate dal consiglio comunale. Benchè le determinazioni prese dal comitato non possano collidere con quanto potrebbe decidere la civica assise (se non altro perchè l’obiettivo è uguale), il sindaco ha accettato di accogliere la richiesta di D’Agostino. Si compie, dunque, un altro passo verso la risoluzione di un problema non più procrastinabile.
Nicotera. L’Azienda sanitaria locale chiederà al Commissario ad Acta per la sanità in Calabria, Generale Saverio Cotticelli, di rimodulare le cinque postazioni di 118 sul territorio vibonese. Questa, in parole povere, la determinazione che è emersa dal consiglio comunale straordinario sul noto disservizio inerente l’assenza di una postazione di emergenza urgenza nell’ampio territorio nicoterese. Alla civica assise, indetta su proposta del gruppo di minoranza “Movivento”, capitanato dall’ingegnere Antonio D’Agostino, era presente la dirigente dell’Asp Elisabetta Tripodi, e il suo vice, Michelangelo Miceli. Presenti gli esponenti del neonato Coordinamento pro 118, costituito da associazioni, gruppo politici e semplici cittadini. Un gruppo variegato, politicamente trasversale, che è riuscito ad intercettare l’attenzione di tutti i sodalizi presenti sul territorio, uniti nell’unico scopo di veder rispettato un diritto fondamentale che è quello alla salute. Il consiglio si è svolto in un clima di dialogo e confronto serrato tra le varie parti su una tematica sempre in auge che non smette mai di disturbare il sonno dei nicoteresi, perché vivere a trenta kilometri di distanza dal primo ospedale, senza che vi sia un’ambulanza sul territorio, è una cosa che desta continua preoccupazione. Ed è stata proprio la  rievocazione del grave incidente  accorso a Francesco Battaglia lo scorso 22 agosto ad aprire il dibattito. Il rappresentante del Coordinamento, Francesco Tripaldi, nel prendere la parola, ha salutato il fratello del giovane padre di famiglia, presente in sala, sottolineando che la mancanza di tale servizio salvavita «comincia a generare allarme sociale, perché crea esasperazione tra i cittadini, i quali, pur ottemperando i loro doveri nei confronti dello Stato non godono dei diritti che gli spettano, come prevede il “contratto sociale” che alla base della convivenza civile nella società». Il sindaco Giuseppe Marasco, ha sottolineato come la rete di emergenza non funziona, ma non solo, «è discriminatoria nei confronti di questa parte del territorio». «La zona montana- ha aggiunto il primo cittadino- è sempre stata doverosamente servita rispetto a questa parte della fascia costiera. Uno squilibrio netto che ci induce a chiedere di rivedere i canoni di dislocazione delle ambulanze sul territorio». Antonio D’Agostino, che ha annunciato di voler aderire al Coordinamento, ha sottoposto all’attenzione dei vertici dell’Asp, le varie spoliazioni che ha subito la cittadina costiera sul piano della sanità. Sulla stessa linea d’onda la consigliera Maria Adele Buccafusca che ha elencato i vari servizi e gli ambulatori che la struttura ospedaliera nicoterese ha perso nel corso degli anni. Una serie infinita di disservizi dei quali, ha precisato D’Agostino, l’assenza del 118 è un’emergenza costante: «I tempi d’intervento- ha rimarcato- non sono garantiti, mettendo così a rischio la vita delle persone». L’esponente di “Movivento” ha inoltre auspicato che la conferenza dei sindaci ritorni ad avere il ruolo fondamentale per il territorio. La dirigente dell’Asp, Elisabetta Tripodi, ha ascoltato i vari interventi e ha tenuto mettere in evidenza che non intende fare delle promesse che l’Asp non può mantenere: «L’Azienda- ha detto la dirigente- non ha il potere decisionale di un tempo, quando, cioè, sono state fatte le dislocazioni attualmente vigenti sul territorio. Preciso, inoltre, che è da escludere una sesta postazione. Il mio impegno- ha concluso- sarà quello di chiedere al Commissario Cotticelli di rimodulare le postazioni esistenti».

Nicotera. Continua la battaglia dei vertici del Partito Socialista provinciale per un presidio di 118 nel territorio del basso vibonese, che vede come suo epicentro Nicotera e si irradia dal Comune di Joppolo a quello di Rombiolo. Gian Maria Lebrino (segretario provinciale Psi) e Domenico Tomaselli (segretario provinciale della Federazione giovanile socialisti) scrivono al ministro della Sanità, Giulia Grillo. « Da tempo - scrivono i due esponenti politici rivolgendosi alla titolare del dicastero in questione- portiamo avanti una battaglia per ottenere una postazione fissa di 118 che serva una popolazione di circa 20mila abitanti in una zona sprovvista e che presenta diverse criticità per raggiungere i nosocomi di Vibo Valentia (attraversamento del monte Poro) e Tropea (Sp 23 chiusa da molto tempo)». La necessità di rivolgersi al Ministro nasce, spiegano gli scriventi, in quanto gli appelli finora rivolti al management dell’Azienda sanitaria provinciale, in merito alla risoluzione del grave disservizio, sono rimasti inascoltati, definendo tale condotta «vergognosa ed inaccettabile».
La salute dei cittadini che risiedono nei comuni di Ricadi, Nicotera, Joppolo, Limbadi, Rombiolo e San Calogero «è messa a repentaglio per l’incapacità di alcuni “manager” di rimediare del personale e un mezzo sufficientemente attrezzato per prestare in tempi ragionevoli i primi e vitali soccorsi».
L’auspicio rivolto alla Grillo è che «con l’impegno dovuto si possano trovare uomini, mezzi e risorse per risolvere l’annosa questione che limita il diritto alla salute e alla vita di migliaia di persone».
In chiusura la ferma richiesta delle dimissioni «di chi sta alla guida dell’Asp vibonese».