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giovedì 23 maggio 2019

Carabinieri. Trasferito il Comandante della stazione di Nicotera Marina, Fabio Cirone.


Nicotera. E’ stato trasferito a Reggio Calabria il maresciallo Fabio Cirone che solo fino a pochi giorni fa era alla guida della caserma di Nicotera Marina. Destinazione: l’ambito della polizia giudiziaria. Fino alla nomina di un nuovo Comandante, alla guida della stazione della frazione marittima ci sarà il Maresciallo Pasquale Capasso.
Il trasferimento del Comandante Cirone giunge un po’ inaspettato, anche se ormai da un po’ di tempo si parla di un accorpamento delle stazioni di Nicotera superione e Nicotera Marina, sotto la guida di un solo Comandante. Di tale evenienza, però, si discute dal 1993, e finora non è stato realizzato nessun cambiamento in tal senso. Né ha avuto luogo il tanto agognato potenziamento, in termini di unità, della caserma di Nicotera superiore. Le richieste rivolte da alcune parti politiche, ma anche da figure istituzionali, leggasi la Terna commissariale, di  implementare il numero dei Carabinieri, al momento pare siano cadute nel vuoto.
Intanto il presidio di Marina si prepara a salutare il Maresciallo Cirone. Ricordiamo che il giovane militare, originario di Castrovillari, ha preso parte a numerose operazioni antidroga, nello specifico l’individuazione e il sequestro di piantagioni di marijuana. Il militare si è distinto, altresì, nel ritrovamento di armi. Al suo attivo anche alcune operazioni, condotte di concerto con la Polizia municipale, in ordine agli allacci abusivi alla rete idrica, in specie a Nicotera Marina. Affiancato dalla protezione civile locale, ha coordinato le operazioni di soccorso durante l’alluvione del giugno del 2018.

domenica 12 maggio 2019

Sicurezza. Caserma dei Carabinieri a mezzo servizio.


Nicotera. La caserma di Nicotera superiore è aperta dalle ore 8 alle ore 17. Al di fuori di quell’orario, il presidio non risponde più al telefono. A rispondere sarà Tropea. Sono i Carabinieri di quel Comando ad accogliere le segnalazioni e le richieste dei cittadini, e sempre loro ad intervenire. Le cose, insomma, sono andate peggiorando per la cittadina costiera e quel tanto agognato potenziamento della stazione dell’Arma non si intravede all’orizzonte. Eppure stiamo parlando di un territorio, quello nicoterese, con una densità criminale di tutto rispetto; di un territorio che ha conosciuto l’arroganza, la protervia e violenza dei sodali della ndrina; di un’area geografica tra le più attive della Calabria e dell’Europa sul piano della coltivazione e lo spaccio della marijuana, tanto da essere definita “la Giamaica d’Europa”, con al suo attivo 10 mila piante di cannabis sequestrate in soli quattro mesi, nel 2017; un territorio che ha visto morti ammazzati, omicidi commessi in pieno giorno da soggetti ricercati per altri reati, ma che gironzolavano per il paese come se nulla fosse. Ebbene, tutte queste spiacevoli circostanze non sono bastate a cambiare di una virgola lo stato delle cose. Anzi, si è passati di male in peggio. La caserma, infatti, fino a pochissimi anni fa, chiudeva alle otto di sera; ora, invece, vista la pacificità del luogo, chiude alle 17. Orario d’ufficio, insomma. Cosa ci sia alla base di questa ostinata noncuranza nei confronti di un territorio afflitto da troppi problemi non è facile dirlo. Ciò che rimane ai cittadini perbene che ancora credono nello Stato è un cumulo di promesse tutte puntualmente mancate. Come non ricordare, infatti, che si era parlato dell’accorpamento delle stazioni di Nicotera Superiore e Nicotera Marina, in modo da fare una Tenenza con più unità a disposizione, sebbene avrebbe continuato a dipendere da Tropea. Ma al momento, non si intravede nulla di tutto questo. Per quanto concerne, poi, il Commissariato di Polizia, i nicoteresi ci hanno messo una pietra sopra. Anzi, ad onor del vero, a metterci una pietra sopra è stato il Capo della Polizia Franco Gabrielli in persona, quel giorno di fine agosto in cui venne a Nicotera per un convegno. Lo disse chiaro e tondo che un Commissariato Nicotera se lo poteva scordare. Mai come quella sera vi fu un così grande dispiegamento di Forze dell’ordine, tutte al seguito di Gabrielli, e insieme a lui sparite in un turbinìo di elicotteri e lampeggianti. Altro punto: la videosorveglianza. La Commissione straordinaria guidata da Adolfo Valente si era impegnata a far arrivare nelle casse del Comune i fondi necessari per installare un apparato di occhi elettronici. Ma, allo stato dei fatti, ancora nulla di nuovo. Quello che val la pena sottolineare è che i militari della stazione di Nicotera agiscono brillantemente, sebbene in condizioni difficili. Ma abusare delle forze di questi eroici Carabinieri e della rassegnazione delle persone perbene può considerarsi una scelta saggia? Nicotera ha bisogno di maggiori tutele, monitoraggio e controllo. Tanta indifferenza agevola l’esplicarsi delle logiche e della volontà dei malavitosi, ma non certo il radicarsi del senso della legalità e dello Stato nel sentire collettivo dei cittadini.

venerdì 1 marzo 2019

Il Capo della Polizia Gabrielli a Nicotera: tante parole e personaggi famosi, ma per Nicotera niente Commissariato di Polizia.



(questo articolo è uscito a fine agosto 2018)
Nicotera. Il Capo della Polizia Franco Gabrielli è atterrato nel campo sportivo di Nicotera all’incirca verso le 21 di venerdì. Da qui, blindato da una circospetta scorta, è giunto in piazza Castello, dove, ad attenderlo, c’era già un parterre de rois di tutto rispetto. In prima fila il procuratore Gratteri e l’ex onorevole Angela Napoli, ma anche le varie rappresentanze istituzionali del territorio. Ad organizzare l’incontro Antonio Miceli, funzionario Ue di origini nicoteresi, dotato del raro privilegio di dare del “tu” al Capo della Polizia, in virtù di un’amicizia ventennale, come dichiarato dallo stesso Gabrielli (nel prendere la parola nel corso della conferenza). Ad intervistarlo i giornalisti Alberto Romagnoli, corrispondente Rai da Bruxelles, e Carlo Macrì del Corriere della Sera. Il tema della discussione è inevitabilmente caduto sulla ndrangheta, grande piaga della Calabria. In pole position la questione degli scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose: «Il problema molto spesso- ha detto il Capo della Polizia- non sono gli eletti, ma la macchina amministrativa. Possiamo cambiare all’infinito i soggetti che rappresentano la parte politica dell’amministrazione, ma se non si incide sulla macchina amministrativa non credo che le cose possano cambiare veramente». Gabrielli ha poi parlato della necessità, da parte dello Stato, di aiutare i cittadini onesti a vivere in una regione difficile come la Calabria, aggredita dal malaffare. In tal senso, prendendo a prestito le parole di un imprenditore, ha detto che «è difficile stare in calabria ma non impossibile», però, ha precisato, «non possiamo solo confidare nelle capacità della brava gente di essere e di mantenersi  brava gente, dobbiamo creare anche le condizioni perché ciò avvenga. Ci deve essere un’azione repressiva  dell’autorità giudiziaria, con il concorso delle forze di Polizia, ma ci deve essere anche un’azione chirurgica nell’ambito delle macchine amministrative: se ci sono dei gangli che si ritengono più esposti a infiltrazioni o condizionamenti mafiosi, lì è necessario intervenire», ha rimarcato. Ampio spazio è stato dedicato al tema della responsabilità: «Il fatto, in Italia, di ricercare “dopo” le responsabilità è quasi uno sport nazionale». Da qui si è soffermato sulla famigerata circolare Gabrielli, meglio conosciuta come la circolare che “vieta le sagre”.  «Quella circolare- ha argomentato il Capo della Polizia- ha avuto la colpa di porre il tema della responsabilità: il secondo comma, articolo 40, del Codice Penale dice che chi ha l’obbligo giuridico di impedire un evento e non lo impedisce equivale a cagionarlo». L’intervento è dunque approdato sul tema dell’accertamento della responsabilità che di norma avviene sempre dopo un fatto tragico, invece è sulla prevenzione di eventi spiacevoli che bisognerebbe puntare l’attenzione:  «E questa è la cosa che dobbiamo modificare nel comportamento di ciascuno di noi,  che investe primariamente chi ha compiti di responsabilità».
Prevenzione e responsabilità, dunque, liet-motiv del dibattito; eppure, alle domande del Quotidiano, se un territorio come Nicotera, devastato da mafia e una sfilza di omicidi, avrà il tanto agognato commissariato di Polizia la risposta è stata un no senza appello, per questione di numeri. “In un paese sprovvisto di ogni tutela in che modo i cittadini possono recuperare la fiducia nello Stato?”. Il Capo della Polizia ha risposto che esistono i crimini ma esiste anche l’azione di Polizia; quindi, dal punto di vista della risposta repressiva, lo Stato c’è. “Si, ma lo Stato arriva sempre dopo, lo ha detto lei”, parlando di quel famigerato sport nazionale che è la ricerca postuma delle responsabilità. Sempre dopo, a tragedia consumata. A livello preventivo, ha aggiunto, «è necessario il concorso da parte delle comunità, che non devono sempre aspettare che qualcun altro faccia qualcosa». Solo che questo indefinito “qualcuno” è lo Stato, che non deve essere solo un’astrazione concettuale, ma fattiva presenza sul territorio, affinchè sblocchi i calabresi da un’atavica diffidenza.

domenica 25 novembre 2018

La Caserma dei Carabinieri di Nicotera Marina verso la chiusura.


Nicotera. La caserma di Nicotera Marina si avvia verso la chiusura. E’ ormai questione di pochi mesi e la sede dei Carabinieri della frazione marittima sarà accorpata a quella di Nicotera superiore. L’obiettivo è quello di creare un’unica sede e fortificarla in termini di unità. I militari delle due stazioni, infatti, lavorano brillantemente in sinergia. In questi ultimi due anni hanno raggiunto importanti traguardi nella lotta allo spaccio di stupefacenti, detenzione illegale di armi, e tutta una serie di altri reati che hanno riempito le pagine della cronaca locale. Anche in virtù di questa intensa cooperazione di uomini e mezzi, i vertici del Comando dei Carabinieri, di concerto con la Prefettura di Vibo Valentia, hanno disposto che le due sedi diventassero una sola. L’avamposto resterà quello attuale di via Dispensario, dove al momento sono in corso lavori di ristrutturazione al secondo piano dell’edificio. La Commissione straordinaria guidata da Adolfo Valente, da poco uscita di scena, aveva inserito nella programmazione triennale delle opere pubbliche da realizzare la riqualificazione dell’edificio, nonché la messa in sicurezza del secondo piano, proprio in vista di un potenziamento del numero dei militari, in modo da garantire maggiore sicurezza ai cittadini oltre che dare manforte ai Carabinieri in sede i quali, pur costituendo un numero risicato, sono riusciti a raggiungere obiettivi degni di cento uomini all’azione: con il loro incessante lavoro hanno infatti smantellato quel fiorente traffico di droga che negli addietro ha prosperato con vigore nella distrazione generale delle istituzioni preposte al controllo del territorio.
I lavori di rifacimento, tuttora in corso, hanno un costo di venti mila euro. Tanto costerà, infatti, ampliare la struttura in vista della fusione delle due sedi. Tale disposizione costituisce, inoltre, uno sgravio per le casse dello Stato, visto e considerato il risparmio che ne deriverà dalla recessione del contratto di affitto dell’immobile che attualmente ospita la stazione di Marina. Dunque, il territorio nicoterese avrà un'unica caserma e un unico Comandante. Ma su questo punto vi sono altre importanti novità, in quanto pare che la sede di Nicotera debba essere elevata a Tenenza. Ciò costituirebbe per la città un’importantissimo e utile presidio di legalità e un valore aggiunto alla battaglia in corso contro il malaffare gestito dalla criminalità organizzata. La Tenenza, infatti, pur continuando a dipendere dalla Compagnia di Tropea, svolge un servizio di pronto intervento h24. Proprio quello, cioè, che servirebbe alla cittadina medmea, da troppo tempo sguarnita da un’attività di monitoraggio e da presidi di sicurezza sul territorio. Istituzioni distratte e politica troppo spesso connivente  ambigue logiche di potere hanno permesso che Nicotera diventasse una città dove il crimine ha preso il controllo della situazione e privato i cittadini del sacrosanto diritto alla sicurezza. Omicidi, spaccio, detenzione illegale di armi: una piccola babele della malavita che ha crocifisso la democrazia e la libertà dei cittadini perbene.

venerdì 23 novembre 2018

Videosorveglianza. Il Ministero corrisponde al Comune 190mila euro per un capillare impianto di occhi elettronici.


Nicotera. La domanda per poter accedere al bando del finanziamento per la sicurezza, indetto dal Ministero dell’Interno, era stata presentata nel dicembre del 2017 dalla Commissione straordinaria guidata da Adolfo Valente. In questi giorni sul sito del Viminale è stata pubblicata la graduatoria nella quale sono contemplati i Comuni ammessi ai finanziamenti. Tra essi c’è anche Nicotera. Al municipio costiero saranno corrisposti esattamente 190 mila euro; l’incidenza della criminalità, nel caso di Nicotera, è definita “elevatissima”, secondo i tecnici del Ministero che hanno redatto la lista dei comuni che necessitano di un sistema di monitoraggio del territorio. Finalmente, dunque, Nicotera potrà dotarsi del tanto agognato impianto di occhi elettronici. Un tema affrontato da questo giornale già in tempi non sospetti, quando ancora la criminalità gestiva i suoi traffici in un clima di silenzio e omertà istituzionale. Quando, cioè, sotto la coltre di una vita di paese relativamente e apparentemente tranquilla la manovalanza della ndrangheta aveva colonizzato i quartieri storici nicoteresi, facendoli diventare la base logistica per il confezionamento e lo spaccio di quantitativi industriali di marijuana. Grazie allo splendido lavoro condotto dai Carabinieri molti di questi covi sono stati scoperti e messi sotto sequestro. La droga ivi contenuta opportunamente distrutta. Ma Nicotera non ha solo il problema degli stupefacenti: i sequestri di armi da fuoco non si contano più. A possederle sono spesso dei giovanissimi. In almeno tre casi le Forze dell’ordine hanno beccato tre minorenni in possesso di armi pesanti; come quel kalashnikov detenuto da un 17enne nel garage della propria abitazione. In questo quadro allarmante non si possono non citare i quattro efferati omicidi che hanno funestato la primavera e l’estate di questo anno difficile. Un resoconto agghiacciante che serve a dare l’idea di quanto Nicotera necessiti di maggiori controlli e sicurezza. Tuttavia, come sottolineato dal Capo della Polizia Franco Gabrielli, giunto a Nicotera per una conferenza lo scorso agosto, per la cittadina costiera niente commissariato di Polizia. La Terna commissariale, però, era riuscita ad ottenere dal prefetto di Vibo la promessa di un potenziamento della caserma dei Carabinieri in termini di unità. Ma non si è visto niente di tutto questo. Un dato certo è che la Terna ha ottenuto dal Ministero venti mila euro per la ristrutturazione del piano superiore della caserma dei Carabinieri: un ampliamento dei locali in vista del futuribile potenziamento. Un paese, insomma, per troppo tempo ignorato dalle istituzioni e dalla politica che cerca faticosamente di rialzare la testa. Una ripresa ardua, complicata anche dall’incomprensibile atteggiamento di chi di dovere; di chi, ai piani alti, ha deciso che a Nicotera, pur essendo un paese pesantemente gravato dalla criminalità organizzata, doveva nascere un centro di accoglienza e che doveva riempire le case dirupate del centro storico di migranti, quasi tutti provenienti dal centro di Briatico (chiuso perché si scoprì che sulla struttura si era posata la longa manus della ndrangheta). Tornando al tema della videosorveglianza, il Comune dovrebbe beneficiare di altri fondi. Si parla di 160 mila euro. Sono quelli che la Terna commissariale era riuscita a stornare da un finanziamento regionale destinato alla Dieta mediterranea. Le solite lentezze burocratiche ne hanno rallentato l’iter, ma rimangono fondi che potranno essere impiegati a potenziare gli occhi elettronici sulla città.