Nicotera.
Solo
per miracolo i protagonisti del rocambolesco incidente autonomo, verificatori
sulla provinciale verso Nicotera Marina, sono rimasti quasi illesi. Il
servosterzo della Fiat Panda si è improvvisamente bloccato, e il guidatore, un
giovane di trent’anni di Nicotera, non ha potuto più gestire l’auto che ha
cominciato a roteare su se stessa, andando prima a sbattere contro uno dei
massi incastonati nel versante, poi sul
muretto di cinta, fino a capovolgersi, rimanendo con le ruote per aria. In
queste condizioni i primi soccorritori hanno trovato l’auto, appena giunti sul
posto. Chiunque avrebbe pensato al peggio. Accanto al trentenne, la madre.
Anch’essa residente a Nicotera. I due sono stati estratti dall’auto,
visibilmente sconvolti ma vivi. Sono stati trasportati al Pronto Soccorso dello
Jazzolino con dei mezzi privati perché non c’era tempo di aspettare che l’ambulanza
giungesse da Vibo. I protagonisti del sinistro hanno riportato delle ferite al
collo e al braccio. Al guidatore sono stati inoltre applicati dei punti di
sutura al ginocchio. Sul posto sono giunti immediatamente i Carabinieri della
stazione di Nicotera per i primi rilievi.
venerdì 1 marzo 2019
Nicotera. Livello di scolarizzazione medio-basso. La stragrande maggioranza degli abitanti possiede la terza media.
Nicotera.
Possono
sembrare i dati relativi ad un passato oscurantista, eppure a Nicotera esistono
ancora sacche di analfabetismo. Infatti, secondo gli ultimi dati Istat, gli
analfabeti nella cittadina costiera, cioè gli adulti che non sanno leggere e
scrivere in lingua madre e non sono mai stati scolarizzati, sono 131. Le
femmine sono la maggioranza (81) rispetto ai maschi (49). Dato che rappresenta
il retaggio storico di un mondo arcaico che permetteva un minimo di istruzione
ai figli maschi piuttosto che alle bambine, spessissimo relegate in casa a
gestire i lavori domestici. Si tratta, dunque, di persone anziane che non hanno
mai avuto accesso al mondo dell’istruzione ma che sono stati inseriti nel mondo
del lavoro (in genere agricolo) già da bambini. Un numero consistente è
costituito dai cosiddetti “alfabeti”; trattasi di adulti “non scolarizzati che
sanno leggere e scrivere, per quanto debolmente, in lingua madre”, lingua di
cui hanno appreso gli elementi basilari grazie a percorsi informali. In questo
caso, invece, il dato si ribalta, rispetto a quello precedente: gli uomini sono
infatti la minoranza (175) rispetto alle donne (193). Un dato interessante che
sta indicare il desiderio e la vocazione delle donne di apprendere un minimo di
istruzione pur non aver mai avuto la possibilità di accedere ai percorsi
istituzionali. E’ probabile che i cosiddetti “alfabeti” siano nati prima del
1953, e non abbiano quindi usufruito della scolarità obbligatoria. Andando
avanti troviamo le persone munite di “licenza elementare”. Sono 879. In questo
caso a frequentare la scuola elementare sono state di più le bambine: 503
femmine contro 376 maschi. Approdiamo dunque a numeri più consistenti, quelli
relativi, cioè, a coloro i quali hanno la “licenza media”. Ancora una volta
troviamo in testa le donne: 1413 hanno frequentato la scuola fino alla terza
media; i maschi sono invece 809. A Nicotera sono in tutto 2.222 persone, su un
totale di 6192 abitanti. Non proprio il doppio, ma quasi, dei diplomati che
sono 1290. Qui la differenza tra i generi è azzerata, in entrambi i casi
infatti abbiamo 645 persone che hanno frequentato le scuole superiori, conseguendone
un attestato. Giungiamo dunque ai laureati. Essi sono in tutto 531. 256 sono
maschi, 272 femmine. I dati dimostrano dunque un paese con un livello di
scolarizzazione medio-basso, in quanto i suoi abitanti posseggono maggiormente
la licenza media. I laureati e i diplomati sono in numero drasticamente minore,
rispetto a quelli muniti di “terza media”, cioè la scuola dell’obbligo. Questo
dato è probabilmente legato all’età della popolazione, ormai anziana; e anche
al fatto che i giovani sono sempre di meno. Nel 2018 i ragazzi in età scolare
(dai 6 ai 19 anni) sono 825. Probabilmente molti di loro frequenteranno
l’Università, potendo così potenzialmente alzare la media di un paese con un
livello di istruzione deprimente. Ma quasi sicuramente le loro competenze
saranno al servizio di città più evolute.
Comune. Dieci nuovi volontari del Servizio Civile. Due di loro sarano impiegati negli uffici.
Nicotera.
Indetto anche quest’anno il bando di partecipazione del progetto nazionale del
Servizio Civile. Sono dieci i volontari da impiegare: giovani dai 18 ai 28 anni
con dei requisiti specifici. L’area di intervento è l’educazione e la
promozione sociale. Il progetto di quest’anno si intitola “Un tutor per amico”,
e, si legge nelle scheda di presentazione, ha lo scopo “di prevenire la dispersione scolastica, il
disagio e l’esclusione sociale dei ragazzi; intende fornire agli studenti che
frequentano le Scuole dell'obbligo la possibilità di fruire di una serie di
sevizi di sostegno all’attività scolastica, realizzando il tutoraggio
scolastico, forme diverse di accoglienza, e integrazione, offrendo spazi
innovativi (grazie ai quali poter partecipare pienamente e consapevolmente alla
vita sociale e culturale) per
intraprendere percorsi di maturazione e crescita personale”.
I candidati prescelti,
dunque, dovranno immergersi in un settore sociale complesso e irto di non poche
difficoltà. Una recente ricerca dell’Eurispes ha stabilito che la dispersione
scolastica ha origini multifattoriali, per cui è erroneo stabilirne
esclusivamente la causa nella provenienza dell’alunno da ceti meno abbienti. Un
lavoro impegnativo attende dunque i ragazzi: per le loro prestazioni è previsto
un compenso mensile di 433 euro. La novità di quest’anno è che due di essi
dovranno essere indirizzati agli uffici comunali attualmente sprovvisti di
personale. Della grave crisi che ha colpito la pianta organica del comune
costiero abbiamo già ampiamente parlato. Inoltre si intravedono all’orizzonte nuovi
imminenti pensionamenti. Un’evenienza che non farà che complicare le cose.
Anche se, come annunciato, a portare un po’ di sollievo alla macchina
amministrativa dell’ente vi è l’avvio, anche se non in tempi brevissimi, del
bando di concorso per l’assunzione di nuovi quattro dipendenti. Anche per
queste motivazioni è stato disposto che due dei volontari dovranno attivarsi
per rimpolpare la pianta organica. Sembrerebbe, dunque, che sia giunto il
momento per i ragazzi del Servizio Civile di darsi concretamente da fare per la
città e le esigenze dei cittadini. Finora i volontari succedutisi a palazzo
Convento non sono certo brillati per attivismo. E’ anche vero che ogni anno vi
è un progetto a cui omologarsi, ma concedersi delle deroghe, per rendere
servizio migliore alla comunità, non è certo un reato. Pare, insomma, non sia
consentito in tempi così drammaticamente ristretti crogiolarsi in un
immobilismo improducente. Finora, la città ha potuto vedere in azione i
volontari nell’ambito dell’organizzazione dell’evento delle “scarpette rosse”,
quello, cioè, contro la violenza sulle donne. Manifestazione meritoria, ma
assai poco concreta a fronte di un paese che naviga in mille disservizi che
colpiscono soprattutto i ceti più deboli, come gli anziani e gli ammalati, di
cui nessuno più si occupa. Ma i ragazzi del servizio civile hanno un
responsabile che indirizza le loro iniziative. Non servono più parole al vento
e pieces teatrali, ma pragmaticità e concretezza, più di ogni altra cosa.
Cimitero spesso chiuso. L'ufficio tecnico lancia SOS alle associazioni.
Nicotera.
Ancora
irrisolto l’annoso problema degli orari di apertura del cimitero. Una questione
che si protrae da quasi un anno, da quando, cioè, le ristrettezze economiche
dovute alla dichiarazione di dissesto finanziario hanno costretto il Comune a
dimezzare gli orari di apertura del luogo sacro, in quanto non ci sono i fondi
necessari per pagare il custode, se non per poche ore a settimana. Ma non solo.
Sempre a causa dell’impossibilità di far fronte al pagamento di eventuali
straordinari, il cimitero rimane chiuso nei giorni di festa. Abbiamo già
documentato, sulle pagine di questo giornale, quei tristi mazzi di fiori appesi
ai cancelli, in un giorno di festa, quando qualcuno non è riuscito a far visita
a un proprio caro defunto e ha lasciato quel pietoso omaggio tra le sbarre di
ferro. Scene che avrebbero potuto ripetersi anche il Natale appena trascorso,
se non fosse stato per lo spirito di cristianità e il senso civico di alcuni semplici
cittadini che si sono presi l’onere e la responsabilità di aprire quei cancelli.
Il Comune, infatti, non poteva disporre del custode, né di qualche altro
dipendente. E così si è mossa la cittadinanza. Ma ora, la sensazione condivisa
è che non sia più prorogabile la soluzione di tale disservizio. A sentire
l’ufficio tecnico, e come si poteva immaginare, la questione deve essere
risolta “a costo zero” perché i soldi per aumentare lo stipendio del custode
non ce ne sono. Dunque, la risoluzione del problema la si potrebbe trovare
nella disponibilità di eventuali cittadini. Anzi, per essere più precisi, nella
buona volontà delle associazioni di cui Nicotera pullula. Stesso discorso vale
per i ragazzi del Servizio Civile i quali potrebbero impegnare il loro tempo
anche per far fronte a questo disagio.
Il dirigente
dell’Ufficio Tecnico, Carmelo Ciampa, interpellato sull’argomento, non ha fatto
mistero del fatto che il Comune non ha le risorse economiche necessarie per
fronteggiare la problematica in atto. «Eventuali associazioni- ha spiegato
Ciampa- potrebbero attivarsi per venire incontro al Comune nella soluzione del
problema cimitero. L’ente è disponibile a contrarre con una di esse una
convenzione per cui, nei giorni in cui non c’è il custode, il sodalizio si
assume il compito di aprire e chiudere i cancelli del luogo sacro». Un ruolo,
ha spiegato il responsabile dell’Utc, che si limiterebbe alle semplici
operazioni di apertura e chiusura, anche perché, ha precisato, «il cimitero è
stato recentemente munito di telecamere». La determinazione e la volontà,
dunque, che alcuni cittadini hanno mostrato lo scorso 25 e 26 dicembre sarebbe
la via maestra per uscire da questa situazione. Bisognerà ora attendere che i
civici sodalizi presenti in paese facciano il primo passo. Se ciò non dovesse
avvenire, vorrà dire che si ripresenteranno situazioni in cui figli che hanno
perso i padri e genitori che hanno perso i figli si ritroveranno ancora una
volta di fronte a un cancello chiuso, senza la possibilità di portare un fiore
sulla tomba della persona cara. Così è accaduto per l’ennesima volta il giorno
di Capodanno. Si consideri che Nicotera è un paese di immigrati e molte
persone, non appena rientrano a casa per le feste, desiderano fare visita ai
loro defunti, alle tombe delle persone che hanno dentro al cuore: come ha
scritto Gabriel Garcia Maquez “appartieni alla terra dove sono sepolti i tuoi
morti”, e su questi sentimenti non si può ragionare con supeficialità.
Il grande patrimonio culturale custodito all’interno del Museo diocesano di Nicotera.
Nicotera.
Oltre 45 sale espositive,
suddivise in sei sezioni: marmi; argenti; paramenti sacri; mobili; statue;
manoscritti. Tale è l’immenso patrimonio
culturale custodito nel museo diocesano d’Arte Sacra di Nicotera, uno dei più
ricchi di reperti dell’intera regione. Esso ha, inoltre, un’area etnografica;
una biblioteca che comprende almeno 12 mila volumi dal 1500 in poi; un’area
dedicata alla numismatica che espone 1400 monete, dal VI secolo a. C.; la
preziosissima pinacoteca, che conserva 135 tra quadri e disegni, tra i più noti
autori di arte religiosa: Caivano, Ricciolino, Rubino, Girolamo Imparato,
Domenico Russo; l’archivio storico vescovile, che annovera matrimoni, nascite e
morti del territorio nicoterese, a partire dal 1500. Insomma, un portentoso
patrimonio artistico e culturale, dal valore inestimabile. Il museo d’arte
sacra è un patrimonio della Chiesa e dell’intera collettività che ha assoluta
necessità di essere inserito nel circuito di quel turismo culturale. E’
necessario, soprattutto, che venga smantellato quell’arcaico modello di museo,
secondo il quale esso altro non è che una mera esposizione di reperti. In
teoria, ma soprattutto in pratica, dovrebbe attenersi allo statuto
dell’International Council of Museums, secondo il quale esso è «un'istituzione
al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie
ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell'umanità e
del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le
espone a fini di studio, educazione e diletto». Dovrebbe avere, dunque, un
carattere dinamico, attivo, volto ad indottrinare i cittadini
sulle origini del loro territorio, a raccontare la storia della loro città, a
promuovere eventi culturali.Il fatto che la struttura attragga dei turisti è un
inequivocabile valore aggiunto per la città, ma esso ha, principalmente, un
valore pedagogico, a completo beneficio di una società che deve di
riappropriarsi del proprio senso di identità
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