venerdì 1 marzo 2019

Rinvenuto sulla spiaggia di Nicotera Marina delfino agonizzante.


Nicotera. E’ stato rinvenuto nella tarda mattinata di ieri il delfino che vedete nella foto a corredo di questo articolo. Il cetaceo era parzialmente avvolto da un involucro di plastica e, nel momento in cui alcuni pescatori si sono accorti della sua presenza, il povero animale sembrava desse segni di vita. Ma erano solo i flebili sussulti della morte perché in una manciata di minuti è rimasto immobile, e gli occhi che fissavano disperatamente il mare si sono velati di una luce opaca. Non si è potuto dunque fare niente per salvare il cetaceo. Ignote le cause dello spiaggiamento. Impossibile stabilire se sia dovuto alla tremenda mareggiata di ieri o alle irresistibili correnti del mare. Una analisi sommaria della carcassa farebbe tuttavia escludere la morte in seguito a una ferita, ad esempio a causa di un’elica di un natante. In tema di spiaggiamenti di cetacei, gli scienziati hanno stabilito che i delfini sono animali capaci di suicidarsi quando le condizioni della loro vita diventano insopportabili. Una predisposizione dovuta alla spiccata sensibilità di uno degli animali più intelligenti al mondo. Recentemente il geologo Jim Berkland ha stabilito che lo spiaggiamento dei delfini è dovuto al cambiamento del campo magnetico terrestre, un mutamento che è una delle cause dei terremoti.  Non sappiamo quanto la teoria di Berkland abbia trovato l’approvazione del mondo scientifico, sta di fatto che due giorni fa San Ferdinando è stato l’epicentro di due terremoti; mentre lo Stromboli continua a disturbare la pace del Mediterraneo con i suoi boati sottomarini.

Pronto intervento dei Carabinieri nei confronti di un anziano in preda a un malore.


Nicotera. Pronto intervento dei Carabinieri di Nicotera nei confronti di una anziano che si è sentito male. Francesco Arcuri, un signore novantenne, residente in via Pozzo, nella mattinata di ieri ha avuto un malore all’interno della sua casa, dove vive da solo. Incapace di usare il telefono per chiedere aiuto ai suoi familiari, il signor Arcuri si è portato sull’uscio di casa, sperando così di attirare l’attenzione di qualcuno che gli fornisse soccorso. Il poveretto si è poggiato sul muro della sua abitazione, pallido e debole, oltre che in preda alla preoccupazione sentendo che le forze gli venivano a mancare. In quel momento transitava di là una pattuglia dei Carabinieri. I due militari si sono accorti che c’era qualcosa che non andava in quell’anziano dall’aria assente appoggiato al muro. Si sono così fermati per chiedergli come stava e se avesse bisogno di qualcosa. Hanno compreso subito che il signor Arcuri era stato colto da malore. Hanno così prontamente avvisato la Guardia Medica, mentre reperivano una sedia per far mettere comodo l’anziano. Frattanto che il medico di Guardia si recava sul posto per valutare le condizioni dell’anziano, i Carabinieri cercavano di tranquillizzarlo e di manifestargli affetto e vicinanza come dei nipoti farebbero con un nonno. Il signor Arcuri, confortato dai militari, piano piano ha ripreso colore in viso. Il medico di Guardia ha poi visitato il signor Arcuri, che adesso si trova in compagnia dei suoi cari. Di certo non dimenticherà facilmente l’umanità e l’apprensione di quei militari che l’hanno rassicurato in un momento difficile.

Museo Diocesano chiuso al pubblico: il direttore è ammalato. Disappunto dei visitatori. L’intervento di Peppe Cavallari.


Nicotera. Il Museo d’arte sacra di Nicotera è uno dei dieci musei diocesani esistenti in Calabria.  Allocato nel palazzo vescovile trecentesco, conserva al suo interno opere di grande pregio e cimeli di un passato lontanissimo. Eppure, una così grande risorsa culturale è, nella settimana che anticipa il Santo Natale, interdetta al pubblico: le sue secolari porte sono chiuse ormai da giorni. Causa: il direttore Natale Pagano sarebbe stato colto dall’influenza, per cui il Museo non è fruibile ai visitatori. Inutile sottolineare la delusione di chi, approfittando di una breve vacanza a Nicotera, avrebbe voluto visitarlo, come è successo a Peppe Cavallari, che da anni vive a Parigi dove insegna Filosofia e Cultura digitale.
«Speravo di poter visitare il Museo di Arte Sacra con la mia compagna, - ha dichiarato Cavallari-  invece alle 11 di mattina ho trovato chiuso. Chiedendo informazioni ho saputo che ultimamente il suo direttore, Natale Pagano, non gode di buona salute, e che gli orari di apertura del museo ne risentono. Il tutto senza alcun avviso o indicazione utile per i visitatori. L'unica altra persona autorizzata a assumersi l'onere dell'apertura sarebbe la figlia. Mi sembra scandaloso- aggiunge l’insegnante- che la Diocesi lasci che un Museo così importante sia affidato ad una gestione così tanto estemporanea e familistica. Spero che le condizioni di salute del signor Pagano migliorino velocemente, anche per poter visitare il museo prima del mio ritorno in Francia». Trattasi, in effetti, dell’ennesimo disservizio in fatto di orari delle visite ed apertura al pubblico. La struttura è gestita, come sottolineato, dal direttore Natale Pagano e dalla figlia. Sono loro a doverne garantire l’apertura. Ma spesso così non è, come nel caso in specie, a causa delle cattive condizioni di salute di Pagano.
Nato nel 1975, il museo ormai da qualche tempo è al centro di una serie di polemiche. Infatti, benchè esso sia inserito nel paragrafo Luoghi della cultura nel sito del Ministero dei Beni e delle attività culturali, sembrerebbe che non sia pienamente fruibile da parte del pubblico. Il 12 giugno del 2013 è stata firmata una convenzione tra la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e l’ente Provincia. In tale convenzione sono disciplinati i rapporti tra le parti, per potenziare e razionalizzare al meglio la fruizione del patrimonio museale. Inoltre, l’articolo 5 di detta convenzione precisa che «spetta alla Diocesi il diritto di nominare un direttore responsabile di fiducia che potrà avvalersi come supporto di associazioni di valorizzazione culturale e turistica». L’articolo 9 stabilisce, inoltre, che «i rappresentanti dei due enti sostenitori, di comune accordo, stante l’impegno profuso nel corso degli anni con passione e dedizione da parte del signor Natale Pagano, stabiliscono di conferire allo stesso la nomina di direttore onorario del museo di arte sacra». Dunque Curia e Provincia si sarebbero trovare d’accordo nell’individuare nella figura di Natale Pagano il direttore del Museo, tuttavia qualcosa non funziona come dovrebbe e, di fatto, la sua gestione sembrerebbe ora avere assunto un carattere ereditario, da padre in figlia; un carattere, insomma, familistico”, come ha sottolineato Cavallari.
Alcuni cittadini hanno provato ad esternare il proprio disappunto al vescovo della diocesi Nicotera-Tropea-Mileto, Mons. Luigi Renzo. Hanno sottoposto all’attenzione del presule  la necessità di rendere il museo più “aperto” al pubblico. Ma novità all’orizzonte non se ne sono intraviste e il grande polo culturale continua a restare lettera morta.

Cataste di eternit alla foce del Mesima.


Nicotera. Cataste di amianto nella foce del fiume Mesima. A fare la scoperta un militante del Movimento 14 luglio che ha fotografato l’ennesimo scempio ambientale. Uno dei fiumi più lunghi della Calabria è già ammorbato da tutta una serie di problematiche correlate agli inquinamenti organici e ambientali. Come se non bastasse c’è chi si disfa dei tetti di eternit deponendoli nei suoi pressi. Una malsana abitudine molto diffusa: non solo nelle foci dei fiumi, ma l’amianto viene spesso lasciato sulle spiagge o in aperta campagna. Un malcostume che attenta alla salute degli esseri umani e dell’ambiente. I Comuni spesso non hanno fondi a sufficienza per poter smaltire regolarmente le lastre cancerogene; né i privati riescono agevolmente ad accedere agli incentivi promessi dalla Regione per chi rimuove le coperture di amianto secondo le normative previste. Ormai dal 1992 è vietato l’uso di amianto in Italia. Esso, com’è noto, è altamente cancerogeno: le sue polveri, se respirate, provocano tumori della pleura e il carcinoma polmonare. Il decreto legislativo 257/1992 stabilisce per gli enti pubblici e per i privati gli obblighi di segnalare gli immobili con presenza di materiale contenente amianto. Ma considerato che non esiste alcuna ingiunzione per la rimozione delle coperture di eternit (a meno che lo stato in cui si trova non sia fonte di rischio), e considerati gli esosi costi di smaltimento, spesso rimane dov’è. Eventuali vantaggi per i cittadini che rimuovono i pericolosi tetti sono di tipo fiscale: sono previste delle detrazioni Irpef per le ristrutturazioni edilizie, anche per quanto riguarda la parte dei costi da sostenere per lo smaltimento dei tetti in eternit o di strutture similari in amianto.

Antonio Ricottili rivela: «Pronto a scendere in campo con lista dei fuoriusciti del “Cantiere”. Partecipo a questa Olimpiade per vincere»


Nicotera. Mancano solo due mesi alla consultazione elettorale che darà il nuovo sindaco a Nicotera. E più i giorni passano più cresce il fermento nelle varie parti politiche. Il Cantiere Civico, che si serve del web per avvisare i cittadini dei loro movimenti e delle novità in campo, appare al momento la coalizione più attiva e agguerrita. Come già precisato, al suo interno sono confluiti vari soggetti. Elementi che arrivano dall’associazionismo, dalla politica, dall’impegno civile e ambientale. Un mondo trasversale che ha preso vita grazie alla “chiamata alle armi” di don Francesco Vardè, parroco di Nicotera, con una spiccata sensibilità politica. L’obiettivo del parroco era quello di riunire vari cittadini: l’intento era di fare una lista competitiva e vincente per le prossime elezioni. Ma, nonostante l’impronta cattolica del gruppo, non sono mancate le epurazioni, per altro repentine e spietate, ai danni di chi ha peccato di velleità indipendentiste, anche se puramente sperimentali. Una defezione giudicata imperdonabile dal “cantiere” e che è costata all’autore dell’assemblea incriminata un indelebile marchio di disertore. L’apostata in questione è l’ever green professore Antonio Ricottilli.
Per un attimo si è pensato che il professore si fosse messo l’anima in pace per dedicarsi anima e corpo agli amati nipotini. Ma evidentemente qualcuno non ha fatto i conti con la caparbietà del democristiano doc, già sindaco di Nicotera negli anni Ottanta. Estromesso dai giochi, Ricottilli non si è dato per sconfitto: infatti sta per rientrare in campo con più grinta di prima, con una squadra più forte della precedente (quella delle elezioni di ottobre 2018, ndr); pronto a riprendersi quella poltrona di sindaco occupata più trent’anni fa. Tante idee per risollevare il paese, ma poche e ferme certezze per questa campagna elettorale. «Sto riorganizzando il mio gruppo» svela il professore, «un gruppo più forte, in quanto ad esso si sono avvicinati i ragazzi che militavano con Rino Isaia; ma non solo: ci sono altre persone che hanno deciso di abbandonare il Cantiere, perché scontenti di certe alleanze», “idridi” che avrebbero generato diffuso malcontento . La lista del professore si propone dunque di fare incetta dei disillusi, che a  Nicotera non sono pochi. «Sull’innesto del vecchio gruppo- spiega- ci sono nuove adesioni. Ho contatti con dei giovani con i quali dialogo e con loro rinasce la mia lista». Il leader della coalizione sarà lui: «partecipo a questa Olimpiade per vincere», chiarisce il professore. Il ruolo di consigliere di opposizione non gli si addice molto, lascia intendere. Il suo compito è guidare Nicotera, con l’ottimismo, la forza e la verve che lo contraddistinguono. I suoi alleati, precisa, dovranno essere persone chiare e cristalline: detesta i doppiogiochisti. A tal proposito rivela «di non comprendere appieno la posizione dell’associazione Nicotera Nostra, con un piede nel cantiere e l’altro non si sa dove». Personaggi in cerca di autore con cui «il dialogo è guastato da troppe ambiguità». E mentre ribolle la passione politica, il flemmatico e attento Pino Marasco (altro candidato alle comunali) osserva l’indaffarato formicaio, pronto a palesarsi davanti ai suoi competitori con il suo fagotto di duemila e passa voti.