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venerdì 1 marzo 2019

Rosario Marra dona alla città un modernissimo defibrillatore.


Si è tenuta nella sala convegni della Biblioteca comunale di Nicotera la cerimonia di consegna di un defibrillatore di ultimissima generazione da parte di un cittadino Nicoterese, Rosario Marra, emigrato a Torino, ormai da moltissimi anni, ma che non ha mai dimenticato il suo paese natale.
Marra, ritorna a Nicotera dopo otto anni, e ha deciso di portare in dono un dispositivo salvavita che, tramite l’associazione “Kreonte”, sarà donato alla Guardia Medica cittadina. Ha collaborato a questo dono speciale anche l’onorevole Michele Novembre di Fratelli d’Italia.
Rosario Marra, ex soldato della Legione Straniera, ha una spiccata sensibilità per i problemi di varia natura che vive il suo paese d’origine, in specie sul piano della sanità. Per questo ha deciso di attivarsi per far avere al paese un defibrillatore completamente automatico, uno degli ultimi usciti sul mercato, e che può essere usato anche sui bambini.
Ma Rosario Marra non si è fermato qui. Ha infatti deciso di fare un altro dono, altrettanto speciale, ai suoi concittadini, cioè due elettrocardiografi, di cui uno palmare. Fondamentali dispositivi salvavita che consentiranno ai medici di Guardia di capire se un paziente ha un infarto in corso. Un presidio importantissimo capace di fare diagnosi immediate tramite una convenzione che sarà stipulata con l’Unita coronarica dell’ospedale di Vibo. I medici potranno inviare in tempo reale i tracciati al medico in reparto che stabilirà se il paziente necessita di un immediato ricovero. Una misura che permette di non perdere tempo prezioso, specie in un paese come Nicotera sprovvisto di 118, e per la quale il più vicino ospedale dista 30 kilometri. Una diagnosi tempestiva consente di non perdere tempo prezioso.
In queste ore sono tantissime le attestazioni di affetto che da Nicotera giungono a Rosario Marra, nicoterese dal cuore grande che ha ancora in mente grandi cose per il suo paese natale.

Pronto intervento dei Carabinieri nei confronti di un anziano in preda a un malore.


Nicotera. Pronto intervento dei Carabinieri di Nicotera nei confronti di una anziano che si è sentito male. Francesco Arcuri, un signore novantenne, residente in via Pozzo, nella mattinata di ieri ha avuto un malore all’interno della sua casa, dove vive da solo. Incapace di usare il telefono per chiedere aiuto ai suoi familiari, il signor Arcuri si è portato sull’uscio di casa, sperando così di attirare l’attenzione di qualcuno che gli fornisse soccorso. Il poveretto si è poggiato sul muro della sua abitazione, pallido e debole, oltre che in preda alla preoccupazione sentendo che le forze gli venivano a mancare. In quel momento transitava di là una pattuglia dei Carabinieri. I due militari si sono accorti che c’era qualcosa che non andava in quell’anziano dall’aria assente appoggiato al muro. Si sono così fermati per chiedergli come stava e se avesse bisogno di qualcosa. Hanno compreso subito che il signor Arcuri era stato colto da malore. Hanno così prontamente avvisato la Guardia Medica, mentre reperivano una sedia per far mettere comodo l’anziano. Frattanto che il medico di Guardia si recava sul posto per valutare le condizioni dell’anziano, i Carabinieri cercavano di tranquillizzarlo e di manifestargli affetto e vicinanza come dei nipoti farebbero con un nonno. Il signor Arcuri, confortato dai militari, piano piano ha ripreso colore in viso. Il medico di Guardia ha poi visitato il signor Arcuri, che adesso si trova in compagnia dei suoi cari. Di certo non dimenticherà facilmente l’umanità e l’apprensione di quei militari che l’hanno rassicurato in un momento difficile.

mercoledì 22 novembre 2017

Nicotera. Soni, ghanese 27enne, ospite in un centro di accoglienza di Briatico, fruga nei cassonetti degli indumenti usati.




Nicotera. Il ragazzo ritratto nella foto a corredo di questo articolo si chiama Soni e ha 27 anni. È ospite presso il Centro migranti di Briatico e ieri mattina di buon ora ha preso il treno per raggiungere Nicotera. Destinazione: i raccoglitori degli indumenti e delle scarpe dell’Anpvi-Onlus, posti nella trafficatissima traversa di via Luigi Razza. Soni ha passato l’intera mattinata a rovistare in quei cassonetti, tirando fuori l’intero contenuto e scegliendo in quel marasma di magliette dai colori sbiaditi, pantaloni dagli orli usurati e giubbotti sgualciti ciò che poteva fare al suo caso.
L'"Associazione nazionale privi della vista ed ipovedenti" ha posto quei cassonetti in virtù di una iniziativa che ha la finalità promuovere un’attività di autofinanziamento, recuperando e riciclando vestiario e scarpe usate. Ma per Soni non sono altro che una buona occasione per rimediare un guardaroba di fortuna. Quando si è diretto verso i cassonetti ricolmi di indumenti probabilmente già sapeva che all’interno di quei raccoglitori gialli avrebbe trovato ciò che gli serviva. È giunto in treno verso le nove del mattino con le tasche piene di sacchetti neri, quelli usati per l’immondizia. Ha percorso il lungo tragitto in salita da Nicotera scalo fino in paese e qui ha cominciato a frugare nei contenitori gialli. Quando ci avviciniamo, reagisce con diffidenza e sospetto, anche se si può cogliere sul suo viso un filo d’imbarazzo per essere stato beccato ad impossessarsi di qualcosa destinato a chissà chi. Lo tranquillizziamo dicendogli che non siamo lì per multarlo o per giudicarlo, ma semplicemente perché vogliamo capire chi è e perché è costretto a rovistare nei cassonetti degli abiti usati.
Soni parla pochissimo italiano, ma dalle poche parole che dice capiamo che non ha di che mettersi addosso, che nel centro di accoglienza di Briatico ha la moglie e un figlio di quattro anni, e che anche per loro sta cercando degli indumenti. Infatti, tra il vestiario accatastato a terra, in attesa di essere imbustato nei sacchi neri della spazzatura, si scorgono abiti da bambino: c’è un giubbottino dalle maniche consumate e delle magliette con su impressa una stampa del cartone Spongebob, destinata al suo figliolo; mentre per la moglie ha trovato una camicetta con dei ricami e dei bottoni gioiello, un capo demodè saltato fuori da chissà quale armadio dopo almeno quarant’anni di confino, con ancora le sfere di naftalina appiccicate addosso. Soni finisce la sua opera di raccolta in tarda mattinata, riesce a riempire almeno quattro sacchi. Si carica il malloppo sulle spalle e si dirige velocemente verso la stazione ferroviaria perchè il treno non aspetta e perché forte è il desiderio di portare a moglie e figlio gli unici regali che gli può fare. Destinazione Briatico, verso uno di quei Centri di accoglienza in questi giorni protagonisti di una vicenda poco edificante che vede delle interdittive antimafia nei confronti di due cooperative che gestiscono le strutture, e conseguente commissariamento di tre centri.  Già noto alle cronache l’incredibile flusso di denaro che passa per le mani di queste cooperative, mentre ora si affaccia l’ombra della mafia. Ma Soni forse nemmeno immagina il lordume che ci può essere dietro, lui, senza scarpe e senza vestiti, pensa solo a come sopravvivere.

venerdì 1 settembre 2017

Uomo muore solo. Nessuno ne reclama il corpo.



Nicotera. E’ morto il 26 giugno, all’ospedale di Vibo Valentia, a causa di una grave malattia. Ma da quel giorno il suo corpo giaceva rinchiuso in una cella frigorifera dell’obitorio del nosocomio vibonese, perché nessuno ne ha reclamato la salma. P.F., cittadino romeno, bracciante agricolo, 46 anni ancora da compiere, e residente a Nicotera, se n'è andato da solo, in un letto d’ospedale, tra le sofferenze di una malattia che non lascia scampo, senza che nessuno lo confortasse, lo accompagnasse nel suo ultimo viaggio, gli chiudesse gli occhi quando si sono spenti per sempre.
Dopo quindici giorni la direzione ospedaliera del capoluogo si è messa in contatto con il comune di Nicotera: bisognava sgomberare la cella frigorifera, da troppo tempo la salma dell’uomo era là, e non si era presentato nessuno a reclamarne il corpo. Il Comune si è così accollato le spese della sepoltura del cittadino romeno. Con un bando di gara, esperito celermente, ad aggiudicarsi il lavoro è stata l’agenzia funebre Rombolà, che ha presentato un’offerta economicamente vantaggiosa per il Comune, “motivata soprattutto da umana pietà”, hanno detto i titolari. Così il corpo del cittadino comunitario ieri è stato sistemato dignitosamente in una bara e trasportato al cimitero di Nicotera dove stamattina riceverà una preghiera di benedizione da parte del parroco, don Francesco Vardè. Poi la tumulazione nel colombaio comunale. Accanto alla sua bara, ieri una mano anonima ha deposto un mazzo di fiori, con un biglietto di commiato. Fiori e parole di cordoglio per una persona vissuta come fosse invisibile in terra straniera. Senza nessuno che ne piangesse la morte precoce.

lunedì 10 luglio 2017

Imprenditore colto da malore. Soccorso lampo effettuato dai Carabinieri.



Nicotera. Soccorso lampo effettuato dai Carabinieri di Nicotera Marina. Erano circa le 19.30 quando, P.P., 60enne imprenditore del luogo, si era recato in caserma per depositare un’istanza, e qui, mentre conferiva con il comandante Fabio Cirone e il commissario Nicola Auricchio (che in quel momento si trovava anch’egli in caserma), è stato colto da un malore. In un attimo l’imprenditore non riusciva più a reggersi in piedi e nel contempo lamentava forti dolori al petto. E’ parso subito chiaro alle persone presenti che l’uomo si trovava in una situazione di grave pericolo dato che faticava persino a parlare. Non c’era tempo da perdere: bisogna condurre immediatamente in Guardia Medica l’infortunato per garantirgli le prime cure in attesa di essere trasportato in ospedale. Il comandante Cirone ha letteralmente preso in braccio l’imprenditore per caricarlo in macchina e poi di corsa, insieme alla collega Sara Di Lullo e al commissario Auricchio verso Nicotera superiore. Qui si è ripetuta la scena inversa, con il comandante che estraeva dall’automobile il malcapitato per condurlo all’interno dell’H24. Tanti gli applausi e gli apprezzamenti degli astanti nei confronti del militare che con grande celerità ha contribuito a salvare la vita a una persona.