domenica 11 febbraio 2018

Nicotera. Scontro tra due furgoni. Due feriti.



Nicotera. Incidente stradale, ieri sera, intorno alle 21, sulla provinciale che da Nicotera superiore conduce alla frazione Marina. Due furgoni si sono scontrati in un frontale su uno dei tanti tornati che caratterizzano il percorso. Il bilancio dell’incidente è di due feriti, di cui uno grave. Entrambe le persone coinvolte nello scontro sono state trasportate all’ospedale di Polistena. Sul posto sono tempestivamente intervenuti i Carabinieri della locale stazione, guidati da Comandante Luca Caravaglio. I militari hanno delimitato la zona al traffico delle autovetture, dirottandone il percorso verso il quartiere San Giuseppe che permette di immettersi nella provinciale senza attraversare la zona interessata all’incidente. Il luogo dello scontro appariva impraticabile, anche dopo che sono stati rimossi i due mezzi, a causa della sabbia sparsa sull’asfalto e i tanti frammenti degli autoveicoli rimasti sulla strada. Ora si attende che i Carabinieri chiariscano le dinamiche dell’incidente.

Nicotera. Operatori ecologici senza stipendio da due mesi.



Nicotera. Solo due giorni fa avevamo dato notizia, su questo giornale, del disagio vissuto dagli operatori ecologici di Ionadi che, a causa dei mancati pagamenti dello stipendio da parte dell’azienda “G.M. dimensione ecologica”, avevano protestato contro la ditta in questione. In loro difesa era sceso in campo Nazzareno Piperno della Slai Cobas. Ma ora scopriamo che il disagio interessa altre zone del vibonese, nello specifico il Comune di Nicotera, anche qui la G.M. detiene l’appalto della raccolta dei rifiuti. Gli operatori ecologici hanno già maturato due mesi di stipendio non pagato (dicembre e gennaio) e si avviano nella terza mensilità. Per questi lavoratori sono giorni durissimi: da due mesi non vedono il salario e tirare avanti è veramente difficile, con una famiglia da mantenere. E’ uno di loro a prospettarci la grama situazione in cui si trovano: «In queste condizioni- spiega- è facile cadere in depressione. Non portiamo a casa lo stipendio da due mesi, ma le bollette, non aspettano, vanno pagate, la spesa va fatta, cosa mettiamo sul tavolo da mangiare ai nostri figli?». Nonostante i mancati pagamenti, gli operai della G.M. continuano il loro lavoro giornaliero di pulizia della città. «Il senso del dovere nei confronti della città ci spinge a continuare a svolgere il nostro lavoro, ma non so per quanto tempo potremo continuare a lavorare senza vedere un soldo», osserva l’operatore ecologico intervistato, che per ragioni di riservatezza e cautela nei suoi confronti lasciamo nell’anonimato.
Nei giorni scorsi questi lavoratori hanno avuto un lungo incontro con la commissaria Michela Fabio. A lei hanno espresso il loro malcontento, oltre che una ferma richiesta, rivolta alla triade commissariale, di risolvere quanto prima la questione con la G.M.
Eppure pare che il Comune sia perfettamente in regola con i lauti corrispettivi a favore della ditta: «I pagamenti sono stati fatti regolarmente- sottolineano da palazzo Convento- siamo assolutamente entro i limiti contratuali». Le delibere pubblicate dall’ente precisano, in effetti, che l’ultimo trattamento economico a favore della G.M. è stato emesso il 24 gennaio, quindi poco più di due settimane fa, per un  totale di 34.912 euro, per il servizio relativo del dicembre 2017.  
Non è chiaro se in questi inspiegabili ritardi c’entri l’imminente stato di dissesto economico verso cui si avvia l’ente costiero, sta di fatto che il default deve essere ancora avviato e già a pagarne le conseguenze sono le fasce più vulnerabili della popolazione, i lavoratori con famiglie a carico. Tuttavia, dovere di cronaca ci spinge a sottolineare che già a dicembre i cinque operatori ecologici nicoteresi erano in stato di agitazione per i mancati pagamenti: due mesi al verde, proprio come adesso. In quell’occasione la ditta bresciana scaricò le colpe sul Comune reo, a suo dire, di non essere in regola con i pagamenti, accuse fermamente respinte dall’ente, con determine alla mano. Sta di fatto che adesso si ripete la stessa bega, una questione che vede vittime, ancora una volta, degli operai addetti a delle mansioni dure e difficili, che continuano a svolgere con abnegazione, nonostante i mancati salari. Nuove indiscrezioni fanno sapere che lunedì il problema dovrebbe essere risolto. Se così non fosse non mancheremo di raccontare le difficoltà e le ingiustizie vissute da onesti padri di famiglia, che chiedono solo di essere pagati per il lavoro svolto. 

domenica 4 febbraio 2018

Dissesto. Azzerati tutti i debiti che il Comune ha in sospeso fino al 31 dicembre 2017.



Nicotera. Con la dichiarazione del dissesto finanziario si chiude un lungo periodo buio della storia economica del Comune costiero. Una pietra tombale su un’interminabile era di mala gestione dell’ente, che ha visto all’opera, nell’indifferenza generale, o tra insospettabili complicità, l’azione nefasta della Sogefil, responsabile di un buco di otto milioni e mezzo di euro. La determinazione a cui è giunta la Commissione straordinaria permetterà di azzerare tutto e di ripartire daccapo. Certo, non sarà una ripartenza spumeggiante, semmai un riavvio all’insegna del rigore e dell’austerity, in cui non sono concesse frivolezze o spese che non siano necessarie.
Intanto, per come prevede la normativa in materia, saranno azzerati tutti i debiti che il Comune ha in sospeso fino al 31 dicembre 2017. Non ce n’è più per nessuno: i pagamenti ricomiceranno con il 2018.
L’assemblea di mercoledì, voluta dal Commissario Nicola Auricchio, rappresenta una novità per Nicotera, in quanto ha affrontato un tema che, spessissimo, è stato trattato dagli amministratori succedutisi a palazzo Convento con gran riservatezza, quasi incomprensibile segretezza, una questione inaccesibile al volgo profano. L’invito della Terna commissariale, però, è parzialmente caduto nel vuoto, in quanto, fatta eccezione per gli attivisti del Movimento 14 luglio, e pochi altri cittadini, Nicotera non ha risposto alla chiamata, trincerandosi nella solita indifferenza, vera matrice del disastro; e ancor più grave è parsa l’assenza dei politici locali, dei soliti promotori di convegni su un futuribile sviluppo e di chi aspira a ricoprire lo scranno di sindaco nel prossimo esecutivo. Tornando all’assemblea di due sere fa, è parsa a tutti chiara l’esclusione di un piano di rientro: sarebbe un’impresa titanica. La situazione debitoria è così allarmante che solo il default paradossalmente può risollevare l’ente. Il dottor Curciarello, responsabile dell’area finanziaria, ha cercato di argomentare tale punto, con una spiegazione tecnica convertita in termini comprensibili dalla traduzione quasi simultanea da parte del Commissario Auricchio. Ma a chi imputare la responsabilità di tale scempio di denaro pubblico? Questa, tra le tante, una domanda che si è levata dalla platea. Una domanda che però ha ottenuto una risposta poco esaustiva: «Non è questa la sede per accertare delle responsabilità», ha tagliato corto Curciarello, preferendo non addentrarsi nella genealogia di un crac finanziario ancora costellata da punti oscuri. Ciò che è certo è che il default annunciato mercoledì ha origini molto lontane: basti pensare che già a partire dal 2004 piovevano annualmente sul Comune le deliberazioni della Corte dei Conti che bocciava la gestione delle finanze: venivano infatti stigmatizzate «irregolarità di varia natura», a cui seguivano delle precise disposizioni secondo le quali il Comune era tenuto «ad adottare le opportune rimodulazioni del bilancio di previsione, con particolare riferimento al rispetto delle norme contabili in tema dell’equilibrio di bilancio, all’accertamento delle entrate di carattere eccezionale, alla composizione dell’avanzo di amministrazione, alla rideterminazione della spesa per il personale». Insomma, già tredici anni fa, secondo l’autorevole giudizio della Corte dei Conti, la situazione era alla sbando; e in tale contesto di quasi anarchia gestionale si è abbattuta come un colpo di grazia la Sogefil, la Società cosentina di riscossione crediti. L’esternalizzazione del servizio è stata ratificata dalla giunta Adilardi e poi di seguito riconfermata ogni anno, sia dalle Commissioni prefettizie che dall’amministrazione eletta. Dal canto suo il Ministero del Tesoro imprimeva il suo placet, dato che la Sogefil era inserita nella lista delle società certificate. Il resto è storia contemporanea. Una storia fatta di tanti punti non chiariti, di complicità mai individuate e di risarcimenti mai arrivati.

Comune. Sulla via del dissesto finanziario.



Questo articolo è uscito il 16 dicembre 2017.
Nicotera. L’ente si incammina inesorabilmente verso la via del crac finanziario e pare che niente più possa salvare un Comune gravato da debiti, ai livelli che solo una completa dichiarazione di resa può, paradossalmente, riportare il municipio medmeo verso la ripresa. Alla corposa mole dei documenti che certificheranno la débacle manca solo la relazione del revisore dei conti. L’ultimo tassello di un quadro dalle tinte fosche che ritrae uno scenario desolante in cui i debiti stanno prendendo, anzi, hanno preso, il Comune per la gola, soffocandolo: la dichiarazione di fallimento appare l’unica scappatoia a una situazione altrimenti senza via d’uscita. Anzi, a parere del commissario Nicola Auricchio, che nella terna commissariale ha il ruolo di funzionario economico, tale decisione andava presa molto tempo fa, perché il passare del tempo non fa altro che far sprofondare l’ente in un pozzo senza fondo di debiti. Ma come si è arrivati a questa situazione? I fattori concomitanti sono stati tanti. In cima alla lista c’è la nota truffa messa in atto dalla Sogefil, ai danni del Comune, e quindi dei cittadini nicoteresi. Un furto sistematico che si è consumato per anni con la complicità della “distrazione” di quanti hanno amministrato (sindaci e commissioni prefettizie). Nessuno pare essersi reso conto di quanto stava accadendo se non quando le cose sono diventate irreparabili: un vuoto economico di quasi otto milioni e mezzo di euro. Soldi finiti chissà dove. Intanto, però, crescevano altri debiti: in primis quelli fuori bilancio per i quali l’amministrazione Pagano ha contratto un mutuo di sei milioni e mezzo di euro. Un sacrificio che grava sulle spalle dei cittadini che non è servito a molto, perché, benchè si sia in parte alleggerito il peso del debito, esso continua a crescere, e quindi l’ente si ritroverà a punto e a capo. Poi c’è la questione dell’evasione fiscale, giunta a livelli preoccupanti. Purtroppo in pochi pagano le tasse: Imu, ruolo idrico, spazzatura; riuscire ad incassare i soldi all’invio della prima bolletta è una pia illusione, solo con la procedura coatta entra qualche soldo, ma non quanto basta per risollevare le sorti delle casse municipali.
«Con il dissesto il Comune dovrà partire economicamente da zero», ha dichiarato il Commissario Auricchio. «Il nostro intento- ha aggiunto- è  quello di consegnare all’amministrazione che verrà un ente privo di questi gravi orpelli, in modo da poter amministrare senza grossi impedimenti economici, ma anche senza l’alibi di una  difficile condizione finanziaria che costringe all’immobilismo operativo». Un’analisi acuta quella del Commissario, che pottrebbe essere applicata anche alla passata amministrazione quando l’operatività era uguale a zero, e ad ogni obiezione la risposta era sempre la stessa: “la grave situazione finanziaria, causata dal furto della Sogefil, ci ha legato le mani”.
Quando l’ente sarà in dissesto bisognerà guarire le ferite ecomoniche del Comune partendo da zero, lavorando sodo, senza alibi o tentennamenti. Ricostruire delle nuove speranze su una tabula rasa. Una bella sfida.

La Commissione straordinaria annuncia l'imminente dichiarazione di dissesto per il Comune di Nicotera.



Nicotera. Il Comune costiero, come già anticipato mesi fa da questo giornale, da troppo tempo marcia pericolosamente sull’orlo del crac economico. L’assemblea tenutasi ieri sera a palazzo Convento, e indetta dalla Terna commissariale, ha spiegato ai cittadini il perché di una scelta difficile. Un vulnus scavato da anni di mala gestione dell’ente ma anche dall’eclatante truffa messa in atto dalla Sogefil che ha depredato le casse comunali di otto milioni e mezzo di euro. Tale determinazione è scaturita da uno studio attento e certosino del quadro generale, passando dalla valutazione dei vari organi deputati ai controlli delle finanze degli enti locali. Ieri sera la Commissione straordinaria era al completo: accanto agli inviati ministeriali Adolfo Valente, Nicola Auricchio e Michela Fabio, sedevano il responsabile dell’area finanziaria Angelo Grande e il dirigente del medesimo settore, Giuseppe Curciarello. Ed è stato proprio quest’ultimo ad illustrare alla nutrita platea il percorso critico che lo ha spinto a concludere che l’unica via per uscire da un pantano di debiti e immobilismo finanziario era dichiarare dissesto. Un prospetto rigorosamente tecnico, materiale per specialisti del settore, benchè Curciarello abbia cercato di usare un linguaggio accesibile ai profani. «Sono tanti i “sintomi”- ha spiegato il dirigente- che ci fanno capire che un ente è sulla strada del dissesto, sei di questi sono più importanti e questo Comune li ha tutti e sei», ha argomentato, aiutandosi con delle slide proiettate su un cartellone alle sue spalle: disavanzo finanziario, ricorso all’anticipazione di cassa, debiti fuori bilancio, contenziosi aperti, residui passivi che non si riesce a monetizzare e tributi non incamerati. Un quadro difficile che non trova altra soluzione se non quella più drastica, ma che, nel contempo, ha osservato il Commissario Nicola Auricchio, pur nelle difficoltà, «permetterà alla prossima amministrazione di poter lavorare senza il peso di una situazione debitoria soffocante». In platea, eccezion fatta per Anna Maria Giofrè (rappresentante azzurra per Nicotera), non vi erano le forze politiche locali, nè i due sindaci precedenti (Reggio e Pagano) che pure hanno amministrato l’ente, e di cui uno presente durante gli anni della gestione Sogefil.