venerdì 26 gennaio 2018

Comune. Dall'8 gennaio in vigore la CIE (carta d'identità elettronica)



Nicotera. Addio alla vecchia carta di identità cartacea. D’ora in poi tale documento sarà elettronico, ovvero avrà l’aspetto di una tessera simile a quella sanitaria o al codice fiscale. La disposizione è partita anche per il Comune di Nicotera, in linea con il resto del Paese. Un progetto partito nel ‘97 ma mai, finora, messo in pratica. Ora, con la completa digitalizzazione della pubblica amministrazione, la vecchia carta di identità era diventata anacronistica. Questo nuovo documento permette inoltre di specificare il consenso o il diniego alla donazione di organi e tessuti in caso di morte,  che sarà inserito nel Sistema informativo trapianti. E’ inoltre dotata di un microprocessore a radiofrequenza per la memorizzazione delle informazioni utili alla verifica dell’identità del titolare. La Cie costa 18 euro per i bambini fino a tre anni, 20 per i ragazzi fino a 18 anni, e 22 euro per gli adulti,  ciò sulla base di quanto stabilito dal decreto del 25 maggio 2016 del Ministro dell’Economia e delle Finanze.  E’ invece gratuita per quanti risultino sotto la soglia di reddito di 3mila euro. La nuova carta d'identità elettronica è difficilmente falsificabile, e si pone in linea con le normative dell’Unione Europea.  Il Ministero dell'Interno prevede che entro il 2018 tutti i Comuni rilasceranno il documento digitalizzato, fermo restando che i cittadini potranno richiedere alla nuova carta a scadenza naturale di quella posseduta.

L'assurdo caso delle villette di via Filippella. I proprietari posseggono la struttura delle case ma non il terreno su cui sono state edificate.



Nicotera. Ancora irrisolta la strana e ingarbugliata vicenda delle trentasei villette site in contrada Filippella. Il Consiglio di Stato ha dato ragione alle proprietarie del terreno: l’intera area su cui sono state edificate appartiene alle due signore che hanno fatto causa al Comune, su cui, in virtù di tale sentenza, adesso grava un debito di 600 mila euro. E che ne sarà ora delle trentasei villette e delle famiglie che vi abitano? Per l’organo giurisdizionale che ha emesso il verdetto agli inquilini delle villette rimane la proprietà dell’immobile, ma non del terreno su cui esso sorge. Una situazione anomala, che per essere compresa appieno è necessario fare  un passo indietro di almeno due decenni.
Siamo agli inizi degli anni Novanta. La magnifica zona panoramica situata al di sotto della Madonna della Scala nelle intenzioni dell’ufficio tecnico comunale doveva diventare una deliziosa area residenziale. All’epoca non era che una zona incolta, in preda alla vegetazione selvaggia. Il Comune decide così, in virtù di un  interesse pubblico, e apponendovi il vincolo urbanistico, di procedere all’espopriazione. Alle due proprietarie del terreno, Cristina Cipriani e Yvonne Castella, spetta, per come previsto dalla legge in materia, l’indennità di esproprio. E proprio a partire da questo momento si è sviluppata l’intera controversia, perché il Comune di Nicotera non ha mai versato quanto doveva alle possidenti: una cifra non certo eccessiva, ma che adesso, dopo tanti anni, è lievitata fino a raggiungere la ragguardevole cifra di 600 mila euro. Il Consiglio di Stato, come precisato all’inizio di questo articolo, ha dato ragione alle due signore che possono far valere i loro diritti sul terreno in questione. La noncuranza dell’ente nicoterese, il non aver fatto le cose rispettando le regole, ha creato una situazione incresciosa che ha legittimamente gettato nella preoccupazione i proprietari delle villette, che, per il tramite degli avvocati delle querelanti, hanno scoperto che il terreno che credevano di aver regolarmente acquistato vent’anni fa, per costruirvi l’agognata villetta, non è di loro proprietà, ma appartiene a Cristina Cipriani e Yvonne Castella. Alla colpevole trascuratezza iniziale si è poi aggiunta l’inierzia delle successive amministrazioni, comprese quelle commissariali, che non hanno mai affrontato la questione di petto, lasciando che il debito crescesse a dismisura, fino ad arrivare ad una cifra astronomica, che adesso qualcuno dovrà pagare. Ed il problema è proprio questo, perché esiste la possibilità concreta che parte del debito venga “spalmato” sui trentasei residenti dell’area espropriata. Cittadini che pensavano di aver ormai pagato quanto dovuto, anzi, qualcuno, per quell’acquisto, sta ancora pagando un mutuo. La Terna commissariale sta cercando una soluzione che non metta in difficoltà i residenti, sta di fatto che in qualche modo la vertenza va chiusa al più presto, perché quelle 600mila euro potrebbero continuare a lievitare senza sosta.

Centro di accoglienza. Anna Maria Giofrè (FI): "Nicotera andava risparmiata"



Nicotera. Anna Maria Giofrè, responsabile provinciale Dipartimento Libertà civili e diritti umani  di Forza Italia, entra nel dibattito inerente l’apertura del Centro di accoglienza a Nicotera. Un tema che continua a far discutere cittadini e forze politiche.
«Stiamo assistendo- esordisce la Giofrè- ad un fenomeno dal quale siamo rimasti estranei per molto tempo, ed osservando le altre realtà speravamo non ci toccasse, ma oggi ne affrontiamo, certo per scelte altrui, le conseguenze». Per l’esponente politica forzista è «opportuno non paventare allarmismi legati al fenomeno e guardare in faccia la realtà in cui viviamo». Nicotera, osserva, «convive da tempo con atti di criminalità che nulla hanno a che fare con il fenomeno migratorio». La giovane avvocatessa ritorna, dunque, ancora una volta sul tema della sicurezza, un punto che ha essa ha soventemente affrontato già ai tempi in cui ricopriva il ruolo di consigliere di opposizione, nella passata amministrazzione: appelli frequenti alla Prefettura e alle più alte cariche dello Stato, «spesso cadute nel vuoto», precisa. «E’ necessario- auspica- incrementare la presenza delle Forze dell’ordine per dare maggiore sicurezza ai cittadini: per quanto mi riguarda, a questo la politica dovrà rispondere». La sua speranza è che «la campagna elettorale ormai aperta sia all’insegna della lealtà e soprattutto che i cittadini sappiano dare valore al loro voto e giusta rappresentanza a questo territorio, e che soprattutto guardino in faccia i candidati che a loro si presentano, alla loro storia ed al percorso politico che negli anni hanno svolto». Sul flusso migratorio sottolinea che «è pura demagogia, far credere che si possa arginare da un giorno all’altro».
D’altro canto, non si può non prendere atto, osserva, «delle storie personali di questi migranti, che sono state nel passato quelle dei nostri avi». La Responsabile diritti umani di Forza Italia si focalizza sul comune nicoterese, per il quale- precisa- sarebbe stato sicuramente opportuno e lungimirante che «l’amministrazione non avesse acconsentito alla richiesta della Prefettura proprio per le difficoltà e necessità di ordine pubblico in cui già versavamo», tenendo anche presente che esso prova «a rialzarsi con il turismo dei singoli, visto che non ha molte grandi strutture ricettive come i Comuni di Ricadi o Tropea, ed i cui cittadini fanno battaglie sociali per beni primari». Sugli insistenti rumors secondo i quali Nicotera avrebbe dovuto accogliere delle famiglie di migranti, la Giofrè osserva che «finora abbiamo visto soltanto ragazzi di giovane età».
Un'annotazione è riservata anche alla Terna prefettizia alla guida di palazzo Convento: «Abbiamo visto che nell’arco di un anno che i Commissari, pur avendo il compito istituzionale di attivare la partecipazione popolare, non hanno indetto una sola riunione con le associazioni né sono riusciti a coinvolgere i pensionati nella vigilanza davanti alle scuole e, ad oltre un mese dalla disponibilità offerta dalla Croce Rossa provinciale, non si vedono risultati fattivi».
Ritornando sul centro di accoglienza, la Giofrè puntualizza che vi sono state delle «ricadute positive per l’assunzione di personale cittadino tra i lavoratori nella struttura e verso i quali auspico non vi siano ritardi e/o irregolarità nei pagamenti».
«È bene ricordare a noi stessi- conclude- che quella di Nicotera è una struttura comunque controllata, con ciò non giustifico tout cort questa presenza verso la quale abbiamo il dovere di vigilare affinchè non si manifestino situazioni di intolleranza reciproca e che l’incidenza non abbia ricadute negative sulle nostre vite».

giovedì 25 gennaio 2018

Carcassa di vitello in un canalone a Preitoni.





Nicotera. Finora vi abbiamo raccontato della svariata e incredibile quantità di materiali rinvenuta nei tanti ruscelli che solcano il territorio nicoterese: dai suppellettili agli elettrodomestici, dall’eternit agli pneumatici ai rifiuti d’ogni tipo. Ciò che ancora non avevamo fotograto era un vitello morto adagiato nel fosso, proprio sul punto dove scorre l’acqua. Accanto ad esso dei grossi sacchi di plastica ricolmi di interiora di animali. Altri pezzi di carcassa, di un non meglio precisato animale, giacevano qua e là, in mezzo al fluire delle acque. Ciò che non è possibile raccontare è l’odore nauseabondo che risaliva sal ruscello espandendosi per ogni dove. Il luogo in questione, divenuto la tomba del povero animale e discarica improvvisata di quelli che sembrano verosimilmente scarti di macelleria, si trova all’ingresso del paesino di Preitoni, frazione di Nicotera. A poche centinaia di metri dalle prime case del centro abitato. A scoprire la discarica la Polizia municipale di Nicotera, in seguito a uno dei frequenti controlli effettuati nel territorio; a supportare i vigili un operatore volontario dell’Enova (ente nazionale operatori volontari ambientali). Il Comune ha provveduto immediatamente ad allertare l’Asp di Vibo e a rimuovere la carcassa del vitello e gli altri resti dal fosso. E’ facile immaginare l’origine di tale scempio: verosimilmente un operante del settore, contravvenendo alla regolamentazione in materia, si è disfatto degli scarti di lavorazione della carne e del vitello morto per ignoti motivi, scaraventandoli nel fosso, compiendo uno spregio alle regole e un attentato alla salute pubblica.

lunedì 22 gennaio 2018

Centro di accoglienza. Piserà (Lega): "Nicotera rischia di diventare una nuova Rosarno".



Nicotera. L’imminente chiusura del Centro di accoglienza per migranti di  Briatico e il trasferimento degli ospiti presso la nuova struttura di Nicotera comincia a sortire degli effetti anche nel mondo politico. Il primo a scendere in campo è Antonio Piserà, originario di Tropea, segretario provinciale della Lega. Una tematica, questa della gestione dei Centri di accoglienza, affrontato dal partito di Matteo Salvini con particolare attenzione. Piserà punta soprattutto a mettere in evidenza il fatto che la Costa degli Dei, forza economica trainante dell’intero territorio, grazie all’industria del turismo, è sulla via del tramonto, grazie a una “politica scellerata dell’accoglienza”. Il territorio, secondo Piserà, doveva essere salvaguardato in tal senso, «evitando che nelle maggiori località turistiche fossero aperti dei centri di accoglienza che possono solo danneggiare il contesto ospitante». E così, spiega il referente della Lega «da Briatico a Nicotera, passando per Tropea e Ricadi, il turismo sfiorirà fino a sparire del tutto. Non è infatti un caso- precisa- che i tour operator prima di indirizzare i propri clienti nelle varie zone si informano se vi sono centri per migranti nel circondario, in quanto tali strutture conferiscono degrado al territorio». Ma il giovane politico salviniano preferisce focalizzare l’attenzione sul neocentro di Nicotera, e non nasconde il suo sconcerto, per una decisione, «evidentemente caduta dall’alto», osserva, «che finirà per cagionare non pochi problemi all’intero contesto». Gli chiediamo di argomentare meglio la sua posizione. «Nicotera- spiega- si trova in punto geografico che la rende assai vulnerabile, ovvero la vicinanza a Rosarno, bomba orologeria sempre pronta ad esplodere (il riferimento è alla corposa comunità africana, talvolta riottosa, che vive nella città in provincia di Reggio). La contiguità con la realtà rosarnese doveva essere una delle motivazioni per cui Nicotera andava esclusa da un progetto del genere. A questo punto- prosegue- non posso non sospettare che vi sia un disegno occulto per affossare Nicotera». Il j’accuse di Piserà, preoccupato per le sorti della cittadina costiera, è rivolto anche alla Terna prefettizia attualmente alla guida del Comune di Nicotera:  «Se avessero aderito allo Sprar- spiega- Nicotera sarebbe stata risparmiata grazie ad una clausola di salvaguardia che avrebbe impedito un arrivo così massiccio di migranti, ma al limite ne sarebbero arrivati al massimo 27. Invece adesso la cittadina non diventerà altro che l’appendice del degrado rosarnese». Il futuro immaginato dal politico salviniano è decisamente a tinte fosche: Nicotera, a suo dire, doveva essere dispensata da tale decisione, in quanto è una realtà già malamente gravata da altri problemi connessi con la criminalità e la sicurezza, ma anche alle prese con un’economia boccheggiante. Alle criticità imperanti- osserva- si andrà ad aggiungere «il degrado che inevitabilmente questi ospiti porteranno, come è successo a Briatico, dove queste persone avevano una condotta spesso al di fuori delle regole del vivere civile, bivaccando sulle spiagge e denudandosi, creando il deserto intorno, e molto spesso hanno oltrepassato la soglia che conduce all’illegalità. Tutto ciò ha contribuito a distruggere il turismo briaticese».
L’esponente leghista vuole comunque precisare di non avere nulla contro i migranti, anch’essi vittime di un sistema più grande di loro. Il suo biasimo è rivolto alla malagestione del Governo: «Il piano Minniti- osserva- non è altro che un organigramma del nuovo capitalismo che importa manovalanza a basso costo, finalizzato allo sfruttamento di queste persone. Un progetto che finirà per legalizzare il lavoro nero, come già succede da decenni a Rosarno e in altre realtà, a tutto svantaggio del territorio che diventerà sempre più degradato». Nicotera, rimarca, "si sta incamminando verso lo stesso destino di Briatico, con sfaccettature, se vogliamo, anche più drammatiche, in quanto gli ospiti del centro rischiano di diventare gli operai della ndrangheta".  Appare inoltre scandaloso, a suo avviso, il fatto che una struttura del genere sia stata aperta nel cuore della città, a due passi dalle scuole: «Doveva essere garantito almeno un minimo di tutela per la cittadinanza».  La questione nicotera, aggiunge infine, sarà portata subito dopo il 4 marzo all’attenzione del nuovo governo, perché la filosofia della Lega è: «come unico interesse prima gli italiani», in questo caso, prima i nicoteresi.