giovedì 16 marzo 2017

Carabinieri di Nicotera. Si è insediato il nuovo Comandante.



Nicotera. Si è insediato lunedì scorso il nuovo Comandante della stazione di Nicotera. Si tratta del Maresciallo Luca Caravaglio, 35 anni, di origine campana. Per molti anni ha prestato servizio presso la Compagnia dei Carabinieri di Gioia Tauro. Con l’arrivo del nuovo Comandante l’organico della Caserma di Nicotera ha ogni tassello al suo posto. Il 1° gennaio di quest’anno il Comandante Raffaele Castelli, che per molti anni ha guidato i Carabinieri della cittadina costiera, è andato in pensione. A sostituirlo  nell’immediato il Maresciallo Ezio Giarrizzo. In seguito il ruolo è stato ricoperto da Vittorio Iacobino, rientrato in caserma dopo una lunga fase di convalescenza in seguito ad un incidente mentre era in servizio. Il maresciallo Iacobino ha guidato i Carabinieri di Nicotera nel ruolo di comandante in sede vacante, in attesa dell’arrivo del neo comandante, già designato mesi fa.
Luca Caravaglio, il nuovo vertice della stazione di Nicotera, guida una caserma che dispone di tredici militari, un numero esiguo per un territorio a forte pervasività della criminalità organizzata come Nicotera in cui una cultura e una mentalità mafiosa, a certi livelli della società, intralciano il lavoro di ripristino della legalità da parte delle Forze dell’ordine. La città è poi completamente sguarnita di un sistema di video sorveglianza, circostanza, questa, che non agevola l’azione di contrasto alla delinquenza dei Carabinieri.
Non è dunque semplice la missione dei militari dell’Arma nella cittadina costiera, dove molti, moltissimi cittadini attendono sicurezza e legalità contro l’arroganza dello strapotere mafioso.

lunedì 13 marzo 2017

Don Francesco chiama a raccolta le sue pecorelle. La sagrestia diventa ancora una volta laboratorio politico.



Nicotera. “Nicotera, quale futuro?”. Questo è il titolo che don Francesco Vardè, parroco della Cattedrale di Nicotera, ha voluto dare ad un incontro con i cittadini, svoltosi lunedì pomeriggio nella sala Giovanni XXIII.
Una chiamata rivolta a tutte le persone di “buona volontà”, ma anche alle istituzioni, alle associazioni, ai comitati civici.
«Il momento storico che stiamo vivendo nella nostra Comunità non è certo facile,- aveva scritto don Francesco nella lettera di invito- il terzo scioglimento per mafia e altri terribili fatti di cronaca, come il vile atto profanatorio al camposanto, potrebbero indurre allo scoraggiamento e allo sconforto». L’intenzione di don Francesco è quella di «riproporre a chiunque lo voglia, un itinerario di autoformazione e di risveglio del senso civico nella nostra realtà, ognuno col suo carico di responsabilità da doversi tributare. Si tratta di dare vigore a percorsi virtuosi di ripresa e crescita ad ogni livello». Il grave fatto di cronaca che ha visto la profanazione della cappella della famiglia Reggio nel cimitero di Nicotera, ha dato l’input a una serie di iniziative, firmate dal parroco, rivolte al risveglio civico della comunità nicoterese. Presenti all’incontro esponenti politici locali e rappresentanti delle associazioni. Nel suo discorso programmatico don Francesco ha fatto il focus dei problemi che attanagliano la città, correlati all’ambiente, alla sicurezza, alla salute pubblica, soprattutto ha posto l’attenzione su quello che ha definito “il problema dei problemi”, cioè «lo sfilacciamento e disintegrazione (scannamento) vicendevole e sociale. La città è dilaniata al suo interno da lotte fratricide, l’un contro l’altro armati, spesso senza un apparente motivo». Poi ha invitato tutti a «fare un sincero mea culpa», della necessità di «intraprendere una nuova mentalità, pena la stagnazione totale. Incentivare iniziative assembleari per la partecipazione attiva ai processi democratici della città, vista la grave situazione dei tre scioglimenti per mafia e la mancanza di vera vitalità politica a favore dei cittadini, superando l'idea affaristica della cosa pubblica». A seguire gli interventi dei vari esponenti di partiti e associazioni. Tutti con una ricetta per uscire da un periodo difficile della storia nicoterese. Sullo sfondo un dato di fatto rimane incontestabile: una realtà sociale che conta una cinquantina di associazioni e vari esponenti di partiti nazionali per creare momenti di dibattito e nuovi sentieri politici ha bisogno di farsi guidare dal parroco: e così la sagrestia si trasforma, ancora una volta, in un laboratorio politico. Fuori da lì mancano stranamente coraggio e determinazione.

venerdì 10 marzo 2017

Rete idrica di Nicotera Marina. Tecnici Sorical al lavoro.




Nicotera. Si è svolto ieri mattina in Marina un primo sopralluogo sulla rete idrica da parte dei tecnici della Sorical. Il team, guidato dall’ingegnere Mainieri, ha per lo più svolto un lavoro preliminare di verifica funzionale e monitoraggio delle grandezze idrauliche, in pratica uno studio della rete finalizzato alla concertazione dei lavori da effettuare sull’impianto della frazione. Come si ricorderà, il 2 febbraio si è svolto un tavolo tecnico al comune di Nicotera, alla presenza dei commissari prefettizi, tra il comitato civico nicoterese e la Sorical, la quale ha assunto subito precisi impegni. Il suo compito sarà adesso quello di risolvere i punti critici della rete idrica della frazione Marina. Un impegno, questo, che sarebbe di esclusiva competenza del Comune. Tuttavia, su impulso del governatore Mario Oliverio, la Società per le risorse idriche calabresi si farà in parte carico dei lavori, mettendo a disposizione del Comune le proprie competenze. Da un’attenta lettura della planimetria dell’impianto idrico della frazione, gli ingegneri Sorical hanno potuto verificare quello che si sospettava fosse la causa del colore giallastro dell’acqua e della presenza del batterio pseudomonas aeruginosa, e cioè la particolare conformità dell’impianto idrico che, dalle pagine di questo giornale, avevamo definito “a pettine”, ovvero caratterizzato da un lungo troncone da cui si diramano una serie di bracci chiusi nei quali l’acqua tende a ristagnare, divenendo in tal modo ricettacolo di batteri, tra i quali lo pseudomonas, che tende a colonizzare proprio i punti “di morta”, come vengono definiti in gergo ingegneristico i rami chiusi dell’impianto. La planimetria del sistema idrico di Nicotera Marina, che il Quotidiano ha avuto modo di visionare con attenzione, mostra chiaramente che vi sono almeno tredici punti chiusi nell’impianto, che sono alla base delle criticità finora lamentate dai cittadini. Il lavoro svolto ieri mattina dai tecnici della Sorical  è stato meticoloso: sono stati aperti i pozzetti per vedere quanti agganci ogni singolo impianto ha con le abitazioni, ma soprattutto si è cercato di capire quale sia la strada da percorrere per arrivare a una soluzione del problema. Un’attenta fase di studio, dunque, quella degli ingegneri, alla fine della quale i tecnici dovranno decidere come risolvere la questione dei rami chiusi. Allo studio ci sono due possibilità: “aprire” i punti chiusi permettendo così all’acqua di flussare; oppure, un’altra soluzione potrebbe essere quella di collegare i punti chiusi tra di loro. Nicotera superiore, eccezion fatta per la zona San Nicola, non ha mai avuto problemi di acqua torbida. Il perché è dovuto al fatto che l’impianto idrico di Nicotera superiore ha forma circolare, e ha pochissimi rami chiusi. Quelli individuati sono nei pressi di zone disabitate. Il problema di Nicotera Marina risale dunque alla costruzione dell’impianto, realizzato senza considerare che l’acqua ha bisogno di circolare per mantenersi salubre. Dopo che la Sorical lo scorso agosto ha realizzato dei costosi lavori all’acquedotto Medma, il problema manganese è stato superato. Adesso il problema attuale, come si è visto, si può risolvere o con la flussazione oppure con il collettamento dei vari rami morti. Per entrambe le tecniche, però, è necessario valutare alcuni aspetti. Per flussare l’acqua occorre individuare  nei pressi di ogni ramo uno scarico fognario dove dirottare l’acqua; il collettamento invece prevede una lavoro molto più complesso e invasivo, per così dire, in quanto è necessario trivellare le strade dove per far passare nuovi tubi. Agli esperti la decisione, di concerto con il Comune.

Dissesto idrogeologico: siamo all'anno zero.



Nicotera. In tema di dissesto idrogeologico il territorio nicoterese continua a detenere la maglia nera. E ciò non solo per la particolarità geologica che lo caratterizza, ma anche perché non sono mai finora stati posti in essere degli interventi volti a contenere i danni derivanti dalle piogge dal carattere tropicale. Le uniche iniziative messe in campo sono quelle derivanti dal risistemare l’area dissestata a danno avvenuto. Non esistono dunque al momento delle efficaci strategie di prevenzione, anzi su questo livello siamo all’anno zero.
Come già ampiamente sottolineato sulle pagine di questo giornale, le aree a rischio dissesto a Nicotera sono molteplici. Tra i tanti fossi di cui è lastricato uno di quelli che genera maggiori preoccupazioni è il San Giovanni. Gli interventi su di esso sono in genere limitati alla pulizia del suo letto da detriti e vegetazione selvaggia, quasi sempre attuati in seguito alle note di allerta inviate dalla Prefettura. Ben poca cosa. E lo dimostra il fatto che le acque alluvionali spesso e volentieri invadono le campagne circostanti rovinando i raccolti e minacciando i centri abitati. Ma il San Giovanni non è il solo pericolo del territorio: ve ne sono altri, alcuni nelle frazioni.
In effetti, lo stato idrogeologico del territorio nicoterese non può certo definirsi ottimale, anzi, le precipitazioni torrenziali, creano, ogni volta, non pochi disagi. La cronaca puntualmente informa di smottamenti e frane. Quello nicoterese è di per sé un territorio altamente esposto ad eventi franosi e ciò non soltanto per la tipologia argillosa del terreno: la sua posizione scoscesa, adagiata su una collina quasi a strapiombo sul mare, facilita gli scollamenti di terreno imbevuto di acqua. Inoltre, esso è caratterizzato da un reticolo di piccole e grandi fiumane che rendono sempre più instabile la tenuta dei versanti. Gli stati di massima allerta scaturiscono dalla consapevolezza della fatiscenza di un territorio sul quale gli interventi di prevenzione sono inesistenti .
E a proposito di prevenzione, c’è un dato che merita una riflessione: in Calabria non si contano gli enti preposti alla difesa del territorio. Le Comunità montane, i Consorzi di Bonifica, l’Afor, l’Arrsa, l’Arpacal e tutti gli altri enti territoriali (i comuni e le provincie). Tutti, a vario titolo, preposti alla cura del territorio.
Come abbiamo appena sottolineato il territorio nicoterese è caratterizzato da un vero e proprio reticolo di fiumane e torrenti, fossi e canaloni naturali. Ce ne sono un’infinità, e continuano, lentamente e inesorabilmente, ad erodere il terreno.
In questo mare magnum di potenziali pericoli per cose e persone, vi sono alcune aree che meriterebbero un maggiore monitoraggio. Zone assai critiche, delle quali questo giornale si è sempre occupato: risale infatti a due anni fa, la scoperta, da parte del Quotidiano di un canalone, in località Agnone, che potremmo definire semi-naturale (in quanto si è formato da un preesistente canale di scolo della ferrovia, costruito durante gli anni Venti), e che la tenacia e la forza delle acque hanno trasformato in una vera e propria voragine che nei giorni di pioggia riversa ai piedi della collina, e a due passi del centro abitato, nella sottostante Marina, fango e detriti di ogni genere. Per tale criticità, lo scorso gennaio, l’assessorato ai Lavori Pubblici della giunta Pagano aveva approntato e presentato alla Regione un progetto per la messa in sicurezza di località Agnone. Costo degli interventi 980 mila euro. Ma di tale progetto nulla più si sa.
Altro punto critico è da individuare al di sotto della strada che lambisce il versante che da Nicotera Superiore conduce a Nicotera Marina. Qui, lo scorso giugno, un canalone naturale, creatasi al di sotto della strada, ha eroso la tenuta della carreggiata che è stata letteralmente inghiottita dalla voragine. Tragedia sfiorata, dunque, in un tratto di strada minacciata da fiumane sottostanti. La grave criticità è stata, anche in questo caso, scaturita dalla mancata manutenzione dei vari reticoli di acqua che segnano l’area. Quando ancora le campagne erano coltivate, la saggezza dei contadini faceva sì che queste acque venissero regimentate, nel rispetto dei loro percorsi naturali, creando una rete di solchi che si collegavano poi ad un canale maestro che raccoglieva le acque piovane poi utilizzate per irrigare i campi.
L’incuria e il mancato monitoraggio del territorio hanno contribuito a generare uno sfacelo sempre più evidente. Urge, prima di ogni cosa, una mappatura delle zone a rischio, ma anche il rispetto delle regole e della natura del territorio, particolari questi, non secondari, che solo il Psc può raccontare.

Nicotera. In dirittura di arrivo il Centro per soggetti autistici.



Nicotera. Il Centro di riabilitazione per minori affetti da autismo sta diventando realtà. E’ stata infatti esperita dall’Asp di Vibo Valentia la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione e adeguamento dei locali, all’interno del nosocomio nicoterese, che dovranno ospitare l’ambulatorio. Ad aggiudicarsi i lavori è stata una ditta di Joppolo- anche la sola, a quanto pare, ad aver presentato istanza di partecipazione alla gara- per un totale di 56.536 euro, su una base d’asta di 69.010 euro. Ad essere interessata ai lavori sarà l’ex reparto di dialisi. Qui verrà allocato il Centro per persone autistiche che si aspetta da anni. Alla ristrutturazione dei locali seguirà la parte relativa, per così dire, alle risorse umane, e cioè il reperimento del personale: medici, psicomotricisti e logoterapeuti, quel team di specialisti, insomma, qualificato a seguire le persone affette da questo misterioso morbo. A giorni dovrebbero cominciare i lavori, e tra qualche mese l’ambulatorio dovrebbe essere pronto. Un vero e proprio sollievo anche per la famiglie di questi ragazzi, costrette a sobbarcarsi gli esosi costi delle prestazioni provate. Il servizio offerto dal Centro che nascerà a Nicotera sarà infatti a carico del Ssn per la durata di quattro anni, o almeno fino a quando saranno disponibili i fondi stanziati per l’erogazione del sevizio. Il sollievo e i benefici che potranno trarne i giovani colpiti dalla sindrome autistica e dalle loro famiglie sarà enorme, specie in un contesto territoriale come quello vibonese, in cui l’assistenza sia ai malati che ai loro familiari è quasi nulla, mentre l’esigenza di sottoporsi a delle terapie è quanto mai urgente per i bambini cui viene diagnosticata tale malattia. In molti non possono permettersi le terapie fornite da specialisti privati e l’intervento del Sistema sanitario nazionale in tal senso sarebbe provvidenziale. L’individuazione dei locali adatti per il centro risale alla scorsa estate, dopo molti anni, e cioè da quel lontano 1999, anno in cui la Regione stanziò due miliardi delle vecchie lire per aprire due centri di riabilitazione per autistici. Uno doveva nascere a Nicotera, l’altro a Pizzo. Ma mentre la città napitina ebbe quasi subito la struttura, Nicotera è ancora in attesa di avere il suo Centro. Nel progetto, per il quale erano stati immediatamente erogati i fondi regionali, era previsto che entrambi gli ambulatori avrebbero fornito prestazioni gratuite all’utenza che ne avrebbe fatto richiesta. Dopo quattro anni, la struttura napitina, per esaurimento dei fondi, non potè più erogare prestazioni gratuite. I servizi che adesso fornisce sono totalmente a carico delle famiglie. Del centro di Nicotera, invece, nonostante siano passati sette anni per molto tempo non si è saputo più nulla. Fino a circa un anno fa, quando l’Azienda sanitaria ha recuperato i soldi del progetto destinato per il nosocomio della cittadina costiera. Fondi regionali, dicevamo, stanziati illo tempore e di cui francamente si era persa ogni speranza. Ma per fortuna tali fondi sono vincolati e non potevano essere stornati per altre finalità. L’esigenza delle famiglie, gravate da pesanti spese economiche, e soprattutto la necessità dei ragazzi autistici di essere seguiti da personale esperto per poter migliorare la loro condizione e la loro integrazione con il mondo finalmente è stata assecondata.