domenica 21 gennaio 2018

Polizia Municipale. A febbraio il concorso per una nuova graduatoria. Poco più di novanta i partecipanti.



Nicotera. Si terrà a febbraio l’esame per accedere alla graduatoria atta a coprire le esigenze straodinarie della Polizia municipale. Venerdì scorso la Terna Commissariale si è riunita per valutare le domande pervenute. Sono poco più di novanta i partecipanti. Tutti ammessi. Il requisito di base per poter presentare la domanda era il diploma di maturità, titolo presente in tutti i candidati. A conferire il punteggio che farà la differenza saranno anche i titoli di servizio contemplati nel curriculum di ogni partecipante. Ad esempio, ai candidati che avranno maturato degli anni di servizio verranno assegnati un totale sei punti. A questi si aggiungeranno altri titoli, come il diploma di laurea che, a parità di punteggio, decreterà la precedenza. Sono state escluse, per come precisato nel bando del concorso, solo le domande giunte fuori termine.
A motivare il Comune ad indire un nuovo bando è stata la scadenza della vecchia gradutoria, per la quale non è prevista alcuna proroga. Infatti, nel decreto governativo “Milleproroghe”, non ne sono previste per i lavori a tempo determinato, come nel caso in specie; contrariamente a quanto prestabilito, invece, per gli impieghi a tempo indeterminato, per i quali la legge ha disposto la procrastinazione di un anno. Attingere, dunque, a una graduatoria scaduta sarebbe un atto fuori legge. Il concorso si è dunque reso necessario, così come lo era stato nel 2014 quando, alla scadenza della gradutoria istituita nel 2010, sotto l’amministrazione Reggio, fu indispensabile rifare il concorso per costituire una nuova classifica di vigili. Poco più di tre anni fa, gli agenti che uscirono idonei da quel concorso furono solo cinque, un numero esiguo per un Comune turistico come quello nicoterese la cui popolazione nei mesi estivi quantuplica. L’obiettivo della Terna è, adesso, creare una sostanziosa lista, di modo che l’ente possa ampiamente attingervi nei momenti critici della vita del paese. In base alle normative vigenti, ogni Comune dovrebbe disporre di un vigile ogni 700 abitanti; l’organico del Comune di Nicotera, dunque, che conta 6500 abitanti, dovrebbe essere composto 8/9 vigili, di cui uno con funzione di comandante. La città costiera, invece, conta solo due agenti e un comandante, un numero esiguo che non può essere potenziato a causa delle condizioni di predissesto in cui versa il comune costiero. La nuova graduatoria non prevede, dunque, degli agenti che entreranno a far parte dell’organico, ma servirà esclusivamente per attingervi in occasioni specifiche, ad esempio durante le estati ricche di persone e mezzi, o le festività.

sabato 20 gennaio 2018

Dietro l’Acuarinto, l’associazione che ha vinto l’appalto del centro di accoglienza a Nicotera, la Gespa, multinazionale francese delle carceri e costola della GdF-Suez multinazionale miliardaria dell’energia.



Nicotera. A gestire il Centro di accoglienza che è in procinto di nascere nella città medmea è l’associazione culturale Acuarinto. Ma cosa si sa dei futuri gestori del Centro nicoterese, oltre al fatto che hanno vinto la gara d’appalto indetta dalla prefettura di Vibo? Si sa che è agrigentina e che da circa un ventennio opera nel settore. A ben guardare, però, l’Acuarinto ha un notevole bagaglio di esperienza, ha nella sua storia dati, numeri, vicende che l’hanno resa ben nota alle cronache nel mondo della gestione dei Cara e dei Cie, ma ha soprattutto è legata a un nome importante: la Gepsa. Chi è a digiuno degli acronimi che siglano le grandi multinazionali questo nome non dice niente; chi, invece, in tale ambiente ci naviga, sa benissimo che la Gepsa è una multinazionale francese specializzata nella gestione delle carceri d’Oltralpe, e che è, a sua volta, controllata, attraverso la Cofely Italia, dalla Gdf Suez, oggi Engie, un colosso mondiale dell'energia, al secondo posto per fatturato nel 2013 con oltre 80 miliardi di euro. La Gepsa in Italia riesce ad aggiudicarsi molti appalti nel settore dell’accoglienza. Ora, la domanda è: che legame c’è tra la grande multinazionale francese e la piccola associazione agrigentina? Quello che si sa è che il loro sodalizio è spesso uscito vincente in molte prefetture italiane, aggiudicandosi diversi appalti, a cominciare da quello famosissimo del Cie di Roma, a Ponte Galeria (dove ha sostituito la società “Auxilium”) a quello di via Corelli a Milano al Cara di Castelnuovo di Porto.
La Gepsa, dunque, e la multinazionale cui fa capo, miravano alla gestione dei centri di immigrazione in Italia, già in tempi non sospetti. Un accordo con l’associazione Acuarinto ha in effetti spalancato le porte ai colossi francesi. E così la Gespa, cavalcando quel cavallo di Troia che era l’Acuarinto, ebbe vita più semplice, un bel passe-partout dal nome italianissimo per iniziare la florida stagione della mietitura dei successi. La tecnica per uscire sempre vincenti nelle gare d’appalto è ormai consolidata anche negli uffici tecnici nostrani: è quella del ribasso, si offre meno di tutti gli altri offerenti e il gioco è fatto. Si pensi che per quanto riguarda il Cie di Ponte Galeria, il duetto Gepsa-Acuarinto offrì 28 euro a persona, a fronte dei 41 della società Auxilium. La stessa cosa si è verificata nella gara esperita dalla Prefettura di Vibo: Acuorinto ha sparigliato la concorrenza offrendo una diaria economicamente vantaggiosa rispetto agli altri.
Il caso Nicotera dimostra che il duetto vincente non punta soltanto alla gestione dei grossi Centri, ma anche ai piccoli. Nel trapanese un alberghetto, l’Hotel Poma di Custonaci, è stato trasformato in Centro di accoglienza, a gestirlo sempre la società francese. Ma focalizziamoci ancora un attimo sugli affari della Gepsa: come abbiamo visto è una costola della Gaz de France-Suez, che oggi si chiama Engie. Tale multinazionale è il quarto produttore mondiale di elettricità e primo distributore in Europa di gas: fattura qualcosa come 80 miliardi di dollari. E’ stata anche azionista della Tirreno Power, la centrale elettrica di Vado Ligure, poi indagata dalla Procura di Savona per disastro ambientale ed omicidio colposo. La GdF Suez deteneva il 50% delle azioni e la Sorgenia, società del gruppo Cir della famiglia De Benedetti, il 39%. Finiti male gli investimenti sulla centrale a carbone, il colosso del gas non ha abbandonato l’Italia come campo d’azione, e, attraverso la Gepsa, si è incamminata nel campo dell’accoglienza, ma, ad onor del vero, non sempre ha ottenuto risultati encomiabili. Si pensi, ad esempio, alla gestione del Cie di Ponte Galeria.
Il Centro di identificazione ed espulsione è stato aperto nel 1999 nella periferia romana. È stato gestito per molto tempo dalla società Auxilium, che ha dovuto farsi da parte per lasciare il posto alla Gespa&co., vincitrice dell’appalto. Gli ospiti della struttura erano circa cento, ma le loro condizioni erano pare fossero al limite dell’umano tanto che il comitato per i diritti umani “LasciateciEntrare”, l’hanno definita la “Guatanamo italiana”.

venerdì 19 gennaio 2018

Nicotera. Apre il Centro di accoglienza. Arrivati i primi 50 migranti.



Nicotera. Il pullman con a bordo i cinquanta migranti provenienti dal centro di accoglienza di Briatico è giunto a Nicotera verso le due e un quarto del pomeriggio di ieri. Il mezzo, scortato dalla Polizia, ha trovato ad attenderli, davanti all’Hotel Miragolfo, i Carabinieri della locale stazione e la Polizia municipale. Gli ospiti sono tutti maschi, giovani, dai diciotto ai trent’anni. Provengono, per la maggior parte, dall’Africa Subsahariana, ma vi sono anche dei pakistani e altri asiatici, prevalentamente musulmani, tuttavia tra di essi vi è chi professa la religione cattolica. Le persone arrivate ieri rappresentano la prima tranche: sono previsti altri due arrivi, infatti il Centro ospiterà in tutto 140 persone. Con la giornata di ieri, quindi, gli insistenti rumors dell’apertura di un centro di accoglienza a Nicotera, hanno assunto le fattezze della concretezza, trasformandosi in realtà. L’Hotel Miragolfo, magnifico albergo a quattro stelle chiuso da anni, riapre i battenti per una causa umanitaria. Ieri sera i suoi sontuosi lampadari da reggia imperiale illuminavano la hall, mentre gli ospiti, non appena arrivati, già abbandonavano la superba dimora per familiarizzare con la città.  La notizia dell’apertura del Centro di accoglienza, già un anno fa, non era stata accolta in paese con particolare entusiamo; anzi, l’dea di avere nel cuore di Nicotera una struttura del genere aveva sortito una certa apprensione nei cittadini, relativamente alle quesioni di integrazione e sicurezza, in un contesto già gravato da una serie di problematiche connesse a un tessuto sociale disgregato e impietrito dalle azioni della criminalità organizzata. Sull’intero iter che ha portato a questa determinazione, è sempre stato steso un velo di silenzio, difficilissimo da squarciare. Tutta la questione, dall’inizio alla fine, è sembrata una faccenda dai contorni misteriosi, e un po’ privati, in cui cittadini e giornalisti non erano tenuti a ficcarci il naso. Infatti, fino all’ultimo momento Nicotera è rimasta all’oscuro di tutto; e una bella mattina (quella di ieri), ha scoperto di avere in pieno centro una struttura di accoglienza per migranti, che arriverà a contare 150 maschi adulti. Qui vi alloggeranno gli ospiti del Centro di Briatico, destinato alla chiusura dopo le note vicende giudiziarie che hanno condotto il prefetto di Vibo, Guido Longo, a commissariarlo.
La struttura nicoterese sarà gestita dall’associazione culturale agrigentina Acuarinto, che da circa un ventennio opera nel settore, ed è legata alla Gepsa, multinazionale francese specializzata nella gestione delle carceri francesi, e che è, a sua volta, controllata, attraverso la Cofely Italia, dalla Gdf Suez, oggi Engie, un colosso mondiale dell'energia, al secondo posto per fatturato nel 2013 con oltre 80 miliardi di euro. La Gepsa, in Italia, riesce ad aggiudicarsi molti appalti nel settore dell’accoglienza, grazie anche al sodalizio con la nostra Acuarinto, a cominciare dal Cie di Roma, a Ponte Galeria, a quello di via Corelli a Milano al Cara di Castelnuovo di Porto. Come evidenziato dal Quotidiano, in un inchiesta di un anno fa, “la Gespa, cavalcando quel cavallo di Troia che era l’Acuarinto, ebbe vita più semplice, un bel passe-partout dal nome italianissimo per iniziare la florida stagione della mietitura dei successi” nel campo dell’accoglienza migranti nel Belpaese, sempre pronto a spalancare i suoi porti alle navi cariche di speranze e nuove risorse.
Nicotera, che stamattina si sveglierà con gli inattesi ospiti, dovrà cominciare a fare i conti con una nuova realtà, di cui l’integrazione è la vera chiave per conviverci al meglio.

martedì 9 gennaio 2018

Criminalità: nuova ondata di furti negli appartamenti.



Nicotera. Festività all’insegna della paura per moltissimi cittadini nicoteresi. Infatti, oltre ai ben noti fatti di cronaca che hanno visto le incursioni dei ladri negli esercizi commerciali e un attentato incendiario ai danni di un grande supermercato, il periodo natalizio è stato funestato anche da una serie di furti perpetrati in numerosi appartamenti, sia a Nicotera centro che nelle frazioni, in specie a Preitoni, paesino pedemontano, da sempre immerso nella tranquillità. 
Qualcosa sta sconvolgendo il pacifico tran tran del piccolo borgo di campagna. Ignoti malviventi si sono intrufolati in diversi appartamenti, quando i padroni di casa erano assenti, e hanno fatto razzìa di quanto hanno trovato. La circostanza si è ripetuta più di una volta e ha gettato nel panico molte persone, specie quelle anziane e sole, che d’ora in poi dovranno convivere con il terrore di essere visitati dai ladri. I blitz dei malviventi hanno qualcosa di fulmineo: essi fanno incursioni nelle case approfittando della breve assenza dei proprietari, in una manciata di minuti mettono a soqquadro le stanze e portano via gli oggetti di valore. Proprio come è successo a un’anziana signora residente a Preitoni. La sera di Natale si era recata a messa. Al suo ritorno ha trovato la casa sottosopra: i delinquenti avevano passato al setaccio tutto l’appartamento per cercare soldi o gioielli, lasciando al loro passaggio un caos indescrivibile. L’anziana signora, pur colta da sconforto e amarezza, ha trovato la forza di denunciare il fatto ai Carabinieri, i quali hanno prontamente raccolto l’esposto della donna, che si è andato ad aggiungere a una ragguardevole lista di altri furti, tutti perpetrati tra Nicotera e Preitoni. In qualche caso i ladri hanno portato via persino un televisone, un computer o altri dispositivi elettronici. Si apre, dunque, per le Forze dell’ordine un nuovo capitolo di indagini, questa volta legato ai furti negli appartamenti. Una pratica criminale, questa, che da qualche tempo sembrava, almeno da queste parti, caduta in disuso, essendo stata sostituita, come fonte di guadagno, dal ben più remunerativo spaccio di marijuana, di cui Nicotera eccelle nella produzione, come hanno dimostrato le efficacissime operazioni dei Carabinieri. E invece adesso si assiste a un ritorno agli “antichi mestieri” delinquenziali, come se, essendo stato messo in ginocchio lo smercio della cannabis, gli adepti del crimine si arrabattassero come meglio possono, e cioè anche derubare le signore anziane mentre sono alla messa di Natale.  I Carabinieri intanto lavorano sodo, raccolgono le denunce di chi subisce un furto, ma nello stesso tempo hanno pochi mezzi per risalire agli autori di fatti che stanno gettando la città in un clima di paura e insicurezza. Non c’è la videosorveglianza, e questo, ormai, lo sanno pure i muri: il Quotidiano da anni ha focalizzato la sua attenzione sul grave gap che sovrasta la cittadina medmea. Ma il problema non è solo questo: manca la collaborazione della gente; manca il potenziamento in termini di unità della locale stazione dei Carabinieri, sebbene promesso svariate volte anche a livello istituzionale. Quello che invece c’è è una delinquenza spregiudicata, che agisce con sfrontatezza. E non è facile stabilire se il motore di tutto è una fame disperata o la volontà di destabilizzare un territorio che vorrebbe rialzare la testa.

Furto con scasso ai danni della storica gioielleria Limardo.





Nicotera. Giusto il tempo della pausa natalizia, e poi i delinquenti sono tornati all’opera. Ad essere presa di mira, questa volta, la storica gioielleria Limardo, sita in pieno centro storico a Nicotera. Un’azione fulminea, probabilmente ben concertata, che ha permesso ai ladri di mettere a segno un colpaccio di circa cento mila euro. A tanto, infatti, pare ammonti il valore della refurtiva, che di certo avrebbe potuto essere molto più sostanzioso se i malviventi non fossero stati interrotti dall’antifurto che ha permesso al proprietario di portarsi immediatamente sul posto e allertare i Carabinieri. Si sono così messi in fuga, uscendo dalla stessa finestra dalla quale erano entrati e dileguandosi nei meandri della retrostante via Foschea.
Di certo, in base ad una prima ricostruzione della dinamica del fatto, il loro ingresso nel negozio non è stato a passo felpato: infatti i delinquenti hanno dovuto buttare giù una finestra murata, e per farlo si sono serviti degli attrezzi in uso generalmente nei cantieri edili, ovvero mazze e martelli. Un’operazione che ha richiesto tempo ed energia: quella finestra era stata diligentemente sprangata dai proprietari dopo una precedente rapina, nel 2010. Una chiusura a prova di ladro che però non ha fatto i conti con la tenacia e la spregiudicatezza dei delinquenti che nel prendere a martellate il muro avranno fatto un gran fracasso, ogni colpo avrà fatto tremare l’intero stabile; l’opera di abbattimento si sarà sentita in tutta la zona, a quell’ora avvolta nel silenzio, dato che erano le quattro del mattino. Ma nonostante tutto, come spesso accade in questi casi, nessuno ha visto o sentito niente. Le indagini dei Carabinieri, quindi, dovranno basarsi unicamente sui rilievi fatti sul luogo del furto, nonchè sul loro intuito, che si spera sia così acuto da poter sopperire alla mancanza della tanto agognata video sorveglianza e alla riluttanza della gente di collaborare. Una volta rimossa la finestra murata, i ladri, all’interno del negozio, hanno cercato, senza riuscirvi, di disattavare l’allarme, armeggiando con l’apparato antifurto. Fallita l’impresa, cominciavano a ripulire le vetrine: nelle loro bisacce sono finiti gioielli e monili. Intanto a casa Limardo i cellulari davano l’allarme, annunciando l’incursione nel negozio: il proprietario si è precipitato sul posto e mentre sollevava la saracinesca i deliquenti sgattaiolavano via dalla finestra infranta.
Le luci dell’alba hanno mostrato una scena di ordinario squallore: il fracasso, le vetrine saccheggiate, il disordine, il terribile passaggio dei delinquenti che nello spazio di un quarto d’ora hanno distrutto tutto, comprese le speranze della famiglia Limardo. La signora Marianna D’Agostino è la moglie del proprietario. La troviamo nel suo negozio, in preda a un comprensibile sconforto. «Se non fosse per i miei figli, chiuderei il negozio oggi stesso», dice, «non è possibile andare avanti così». I commercianti nicoteresi vivono da tempo nella paura di essere rapinati, una paura che spesso, come in questo caso, si concretizza. Ma per i Limardo è già la seconda volta che sono vittime dei blitz dei criminali. Il 30 aprile del 2010 subirono un violento attacco. La signora Marianna lo ricorda ancora bene: sono entrati a volto scoperto e prima di portare via tutto hanno preso a bastonate suo marito. «La soluzione migliore sarebbe andare via da qui, chiudere bottega ed emigrare altrove, ma quando hai dei figli da mantenere non è semplice ricominciare tutto da capo». I Limardo hanno due figli: una ragazza di ventidue anni che sta studiando per la specialistica e il più piccolo, 17 anni,  è alle superiori. La domanda cruciale che tutti i nicoteresi si pongono, e non solo i Limardo, è: che futuro dare, a Nicotera, ai nostri figli ? In un paese sempre più insicuro e abbandonato a se stesso.