Nicotera.
La
manifestazione di solidarietà alla famiglia Reggio organizzata da don Francesco
Vardè non ha avuto un alto profilo istituzionale. Anzi, si può dire che le
grandi assenti erano proprio le istituzioni. Un’assenza che ha un’importanza
che non si può sottacere e che, soprattutto, avrà un suo perché. La clamorosa
defezione dell’altra sera da parte dei delegati dello Stato al partecipato
corteo cittadino ha un suo notevole precedente storico: il giorno seguente il
terribile attentato all’ex sindaco Franco Pagano si celebrò un consiglio
straordinario di condanna all’azione terroristica messa in atto da soggetti
ancora ignoti e per ragioni ancora sconosciute- quanto meno ai profani. Anche in
quella occasione ad essere assenti furono le istituzioni. L’assenza del
prefetto gettò un clima di sospetti e ambiguità su quanto accaduto la notte tra
il 25 e il 26 giugno del 2013, come se il sindaco non fosse esattamente una
vittima inconsapevole di quanto accaduto. Una sensazione, questa, che divenne
un dato di fatto quando, tra le motivazioni dello scioglimento dell’esecutivo
Pagano, vi era proprio l’attentato di quella notte, benché non si specifichi in
che misura e perché. Probabilmente le indagini non sono ancora concluse, e
certamente quel che è emerso dagli accertamenti investigativi è bastato ad
inserire il drammatico evento tra i punti a favore dello scioglimento. Eppure, i
rappresentanti dello Stato, a tutti i livelli, già all’indomani dell’atto
sacrilego al cimitero, sono stati invocati dai protagonisti della vicenda. L’ex
sindaco, Salvatore Reggio, ha chiesto un’azione più incisiva delle istituzioni,
a cominciare dalle Forze dell’ordine. La stessa invocazione è stata proferita
con forza da don Francesco la sera del corteo di solidarietà. La città, dunque,
nelle parole delle vittime del gesto delinquenziale, ma anche in quelle di don
Francesco, pare sentirsi quasi orfana dello Stato. E’ doveroso però chiedersi
quanto essa, o quanto meno, la parte di essa che ha il potere di catechizzare i
cittadini, si sia fatta testimone di legalità e contrasto alla criminalità,
nelle innumerevoli occasioni offerte generosamente dalla cronaca. Nicotera in
questi ultimissimi anni ha conosciuto diversi momenti bui. Come non ricordare
il ferimento di una ragazzina davanti a un bar in pieno centro storico o
l’atterraggio dell’elicottero in piazza, chiara ostentazione del potere
mafioso, o la sparizione nel nulla di una giovane mamma? Ma per nessuno di
questi, o altri episodi, Chiesa, associazionismo e mondo politico si sono
vestiti di indignazione, nè hanno organizzato cortei di protesta. Ora però
qualcosa si è mosso, per ragioni sociologiche apparentemente insondabili. E una
manifestazione di protesta e solidarietà si è celebrata. Don Francesco Vardè si
è fatto portavoce dei Reggio, ringraziando gli astanti, davanti al sagrato
della chiesa, a loro nome. Ma quanto la personalizzazione di un momento cruciale per la
città può aiutarla ad uscire da un degrado senza precedenti? Forse più
verosimilmente Nicotera ha bisogno di un richiamo forte e corale alla legalità.
Per tutti.
venerdì 24 febbraio 2017
martedì 21 febbraio 2017
Marcia di solidarietà "ad personam". Continuano intanto le indagini dei Carabinieri per svelare il mistero dell'atto sacrilego al cimitero.
Nicotera.
La marcia di solidarietà per Manuel Reggio, il figlio dell’ex sindaco
Salvatore, si è mossa da piazza Garibaldi alle 18. Poi, lentamente, il lungo
corteo ha percorso le vie principali del paese. Una processione silenziosa. A
spezzare il silenzio rarefatto della serata solo i passi sul selciato dei
partecipanti. A capo del corteo c’era don Francesco Vardè, parroco di Nicotera,
che ha fortemente voluto la manifestazione. Accanto a lui Manuel Reggio con la
fidanzata. Presente anche il sindaco di Limbadi, Pino Morello, con tanto di
fascia tricolore. La processione, costituita da un centinaio di cittadini, era
composta prevalentemente dagli aderenti al Movimento 14 luglio, dai
rappresentanti della politica e delle associazioni cittadine. Grande rappresentanza
della frazione Marina, verosimilmente al seguito del comitato civico. La marcia
di solidarietà si è conclusa in via Santa Croce, davanti alla chiesetta. Qui il
parroco ha preso la parola. Si è fatto portavoce della famiglia Reggio e ha ringraziato,
a suo nome, tutti i presenti. Il discorso tenuto dal parroco è stato breve.
Egli ha voluto per lo più invocare un’azione più incisiva delle istituzioni.
«Noi vogliamo sperare-
ha detto don Francesco- che questo gesto possa significare qualcosa in più
della vicinanza a Manuel. Che possa significare una presa di coscienza non solo
di noi cittadini ma anche delle istituzioni, a tutti i livelli. Tutti- ha
aggiunto- siamo corresponsabili della crescita della nostra città, che ha
bisogno di tanta liberazione dai mali che l’opprimono». La folla era riunita
intorno al parroco per ascoltare in ossequioso silenzio le sue parole, ma alla
fine del suo breve intervento, tutti gli astanti si sono accalcati verso Manuel
e la fidanzata, per stringere loro la mano e porgere di persona solidarietà e
vicinanza. Per un attimo la scena ha assunto i toni drammatici di un funerale
con l’assembramento di gente intorno ai protagonisti della serata, presi
d’assalto dagli abbracci e dalle parole di conforto dei concittadini. Soltanto
l’improvviso arrivo della pioggia battente ha disperso la calca intorno a
Manuel e ha stemperato l’appassionata reverenza tributata al figlio dell’ex sindaco,
il cui consiglio è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Anche il lungo
applauso, alla fine del breve discorso di don Francesco, era tutto per il
ragazzo oggetto della macabra intimidazione al cimitero. Una manifestazione “ad
personam”, anzi, sarebbe esatto dire, “ad familiam”, quella dell’ex primo
cittadino di Nicotera, e non propriamente “ad legalitatem”, a beneficio
dell’intera città. Saranno state le parole di don Francesco, che si è fatto
portavoce della famiglia Reggio, il clima generalizzato di celebrazione della
persona, ma l’evento di solidarietà è sembrato un atto di ossequio ad una
famiglia più che una occasione per Nicotera di sfilare per la legalità.
Allarme sicurezza. Urge impianto urbano di video sorveglianza.
Nicotera.
Quello
della sicurezza è uno di quei temi che nella cittadina costiera è sempre
attuale e sempre irrisolto. E ciò perché Nicotera è, notoriamente, un paese
contraddistinto da una forte pervasività della criminalità organizzata, e
spesso contrassegnato da episodi di cronaca che hanno lasciato il segno sui
giornali e nella coscienza collettiva dei nicoteresi. Come non menzionare poi
la circostanza che in poco più di dieci anni ha conosciuto ben tre scioglimenti
dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose? Evidentemente la macchina di
epurazione dal malaffare che avrebbe dovuto essere azionata dai commissari non
è stata oleata a dovere e qualcosa non ha funzionato se la città scopre ogni
volta di essere amministrata da esecutivi che operano per gli interessi della
ndrangheta. Anzi, il Comune nicoterese, dalle agghiaccianti risultanze emerse
dalla relazione dell’ultimo scioglimento, quello che ha visto coinvolta la
Giunta Pagano, pare quasi essere diventato l’ala amministrativa del clan
egemone, se ogni delibera, ogni proroga, ogni opera di somma urgenza, ogni atto
vanno tutti in un'unica direzione: avvantaggiare la consorteria tramite i suoi
sodali e luogotenenti sul territorio. Per arginare il male imperante nulla in
questi anni è stato fatto, proprio a cominciare dagli inquilini della casa
comunale. Nel 2014 la Giunta regionale guidata da Giuseppe Scopelliti aveva
promosso dei finanziamenti per la sicurezza urbana. I fondi venivano erogati a
quei comuni che ne avevano fatto richiesta ed erano finalizzati agli impianti
urbani di videosorveglianza. Tra i paesi destinatari del finanziamento mancava
Nicotera, che è certamente uno dei centri a maggiore densità criminale. L’amministrazione
guidata da Franco Pagano non intravide nel progetto regionale una buona
opportunità e la possibilità di dotare la città del sistema di video controllo.
Infatti Nicotera non rientrava nemmeno nella lista dei paesi che aveva
inoltrato richiesta di finanziamento, sebbene la sicurezza è un problema
serissimo nella cittadina costiera: la città va video sorvegliata, per la
sicurezza dei cittadini e anche come aiuto all’azione delle forze dell’ordine.
Ma non dovrebbero
essere solo le strade ad essere osservate dall’occhio attento delle telecamere.
Ad essere sorvegliata dovrebbe essere in primis la stessa casa municipale,
luogo dove si gestisce la cosa pubblica e dove l’amministrazione della città
spesso si intreccia con affari di dubbia provenienza. La stessa sala
consiliare, luogo dei consigli comunali, è sprovvista di un impianto di video
controllo, e il resoconto dei consigli comunali è affidato alla mano del
segretario che compila i brogliacci che andranno poi ad essere riscritti in
bella copia. Esistono poi dei punti critici a Nicotera che meriterebbero, più
che la video sorveglianza, di essere direttamente militarizzati, sono, nella
fattispecie, alcune periferie cittadine che, pare, nelle ore notturne si
trasformino in luoghi di vari intrallazzi. Sono i quartieri storici, ormai quasi
completamente abitati da cittadini stranieri, mentre quelli autoctoni, per
timore o assuefazione, fanno finta di non accorgersi del degrado imperante. In
questi luoghi, di tanto in tanto, vanno a fuoco delle automobili o si prendono
a fucilate le serrande dei garage, e lo schioppo degli spari si sente forte e
chiaro nella sottostante Marina. Quartieri di grande pregio storico e
monumentale che avevano l’ambizione di accogliere i turisti, e sono ormai
ridotti ad essere luoghi prediletti di azioni di tutt’altra natura.
domenica 19 febbraio 2017
Fiaccolata di solidarietà per la famiglia Reggio.
Nicotera.
Si
terrà domani sera, a partire dalle ore 18, la fiaccolata di solidarietà per
Manuel Reggio, il figlio dell’ex sindaco Salvatore Reggio. Come già ampiamente
riportato sulle pagine di questo giornale, ignoti, la notte tra il 14 e il 15
febbraio, si sono introdotti nel cimitero e hanno devastato la cappella di
famiglia dell’ex primo cittadino, imbrattando i muri della stessa con frasi dal
chiaro sapore minatorio. Pare che la fiaccolata sia fortemente voluta dal
parroco di Nicotera, don Francesco Vardè. Dovrebbe essere un modo, nelle
intenzioni del parroco e di quanti hanno perorato questa iniziativa, per
esprimere indignazione nei confronti del grave gesto sacrilego. La Chiesa,
dunque, dopo molte occasione perse, decide di scendere in piazza. L’intento è
di coinvolgere più cittadini possibili in una marcia contro un gesto delinquenziale,
e per dimostrare, verosimilmente, che a Nicotera ci sono molte persone perbene.
E questo è un dato indiscutibile. Rimane il fatto che la società civile e la
Chiesa si siano organizzati per inscenare una manifestazione quando ancora non
sono stati svelati i retroscena dell’atto intimidatorio. Anzi, è ancora tutto
avvolto nel più fitto mistero. Gli inquirenti stanno lavorando per cercare di
dare un senso e un perché a quanto avvenuto, né si può escludere che le
indagini possano svelare eventuali inimmaginabili elementi che potrebbero
celarsi dietro le quinte della macabra minaccia. Intanto è doveroso sottolineare che un fatto
dai contorni indefiniti e nebbiosi diventi l’occasione giusta per dimostrare
che la città è onesta. Ma anche un modo per mostrare vicinanza al segretario
del Pd cittadino, circostanza, questa, che ha sortito la sorpresa di molti, in
quanto non tutti in paese sapevano non solo che Manuel fosse segretario della
sezione comunale del Partito Democratico, ma nemmeno che esistesse a Nicotera
una sezione di partito. A quanto pare il Partito democratico a Nicotera esiste
solo virtualmente in quanto non ha una sede fisica. Ha però un segretario, che
è il figlio dell’ex sindaco Salvatore Reggio, politicamente legato
all’onorevole Pdino Bruno Censore. Un segretario, dicevamo, la cui presenza a
Nicotera può definirsi, senza tema di smentita, diafana. Non si registrano,
infatti, note prodotte dalla segreteria cittadina del partito, in mezzo ad un
mare magnum di eventi che in questi ultimi anni hanno tartassato la città, o la
sua presenza attiva nell’ambito della politica cittadina. L’impegno di Manuel
Reggio in politica è legato ad una sede inesistente di partito, una sede
teorica per un segretario poco incisivo sul piano sociale.
Pare che all’evento
saranno presenti anche le associazioni cittadine. Di certo la città, dopo anni
difficili in cui ha visto per tre volte consecutive il consiglio comunale
sciolto per infiltrazioni mafiose e una serie di eventi nefasti in cui non è
riuscita ad emanciparsi da un atteggiamento omertoso, se non connivente, cerca
di rialzare la testa e di curare la dignità ferità, di mostrare, insomma, di
non essere mafiosa e di disapprovare, senza paura, ogni gesto criminale. “La
famiglia Reggio è una famiglia per bene”, scrivono a decine sui muri di
Facebook, a dimostrare quindi da che parte stanno. La stessa scelta che faranno
i cittadini che parteciperanno alla manifestazione di lunedì sera. Dalla parte
della famiglia Reggio, famiglia perbene. La profanazione di una tomba di
famiglia ha sconvolto tutti in città, ma questo basterà ad azzerare il ricordo
del secondo scioglimento del consiglio comunale, guidato proprio da Reggio
senior, e della pesantissima relazione del Ministro dell’Interno in accoglienza
della richiesta prefettizia o la città è pronta a soprassedere e ad accendere
una candela di solidarietà?
sabato 18 febbraio 2017
Ancora ignoti i motivi dell'intimidazione ai danni del figlio dell'ex sindaco Salvatore Reggio.
Nicotera.
La
profanazione della tomba di famiglia dell’ex sindaco di Nicotera, Salvatore
Reggio, ha suscitato grande raccapriccio in paese. La distruzione delle lapidi
e dell’altare in marmo, i muri imbrattati di messaggi che non lasciano spazio a
dubbi sulla loro natura minatoria, ha colpito un’intera comunità. L’evento ha
suscitato forte impressione perché il cimitero è considerato luogo inviolabile
della memoria e degli affetti che non ci sono più. La morte segna quel confine
di fronte al quale l’odio, la vendetta e il rancore devono essere deposti,
perché essa tutto annulla. “Parce sepulto”, è l’invocazione che lo spirito di
Polidoro eleva al poeta Enea: “perdona i morti”; e, in senso lato, “lascia
stare chi è sepolto”. Nella cultura latina il riguardo per i defunti è
radicato, ma a Nicotera, la notte tra il 14 e il 15 febbraio, anche il rispetto
per i morti è stato violato. Nel biasimo collettivo qualcuno propone una
fiaccolata di solidarietà alla famiglia Reggio. Si contano a decine i messaggi
su Facebok di vicinanza e censura del vile atto. Tra lo sdegno generale si
fanno strada le timide note di Magorno e Insardà, cui si aggiunge quella del segretario
provinciale del Psi, Gian Maria Lebrino. Si perché, il figlio dell’ex sindaco
di Nicotera, a quanto pare il vero destinataio dell'atto intimidatorio, è anche segretario della sezione cittadina del Partito Democratico.
Ma ora, al netto
dell’indignazione generale e di ogni parola di condanna spesa per stigmatizzare
quanto accaduto, rimane la necessità di comprendere il perché di un fatto così
deplorevole. Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Nicotera, guidati dal
Comandante Vittorio Iacobino. A loro un compito arduo: capire chi e perché ce
l’ha a morte con Manuel Reggio. Nel luglio scorso, la sua automobile è stata
incendiata da un personaggio non ancora identificato. Ora, arriva un messaggio
di morte, scandito dal macabro simbolismo del suo nome su una lapide. Di Manuel
si sa che è un ragazzo impegnato in politica. Lavora alla Regione, si occupa di
fondi stanziati dalla comunità europea: il suo ruolo prevede il controllo e la
vigilanza sui finanziamenti già erogati e affidati alle comunità montane.
Ricopre un altro ruolo all’ufficio per l’impiego di Gioia Tauro. Un ragazzo
impegnato, tra lavoro e politica. Più complesse le sue
vicende familiari. Figlio, come dicevamo, dell’ex sindaco di Nicotera,
Salvatore, che nell’agosto del 2010, ha visto sciolto l’esecutivo che guidava
per infiltrazioni mafiose.
La
relazione del Prefetto poneva alla base dello scioglimento la circostanza che “nelle
consultazioni dell'aprile 2008 si sia presentata un'unica lista che annoverava
tra i sottoscrittori anche i figli di un fratello del sindaco da lungo tempo
latitante perche' condannato all'ergastolo per omicidio ed altri reati, nonche'
molti cittadini con precedenti penali e frequentazioni con affiliati alle
locali organizzazioni criminali”. Come sintomatiche di “un pesante
condizionamento nei confronti degli altri candidati sono citate le vicende che
hanno condotto alla decisione, maturata appena il giorno prima della scadenza
del termine, di non presentare le due liste antagoniste”. Si sottolineano inoltre le frequentazioni
del sindaco con “esponenti di spicco ed affiliati della dominante consorteria
criminale, nonché i rapporti con un ex sindaco di Nicotera eletto consigliere
provinciale di Vibo Valentia”. Secondo la relazione della commissione
d'indagine, risulta che Salvatore Reggio aveva sostenuto “la candidatura di
tale personaggio alle elezioni provinciali, essendone ricambiato con analogo
sostegno”. Il suddetto ex consigliere provinciale risultava “legato a soggetti
appartenenti alla medesima cosca, dai quali avrebbe ricevuto cospicue somme di
danaro e la concessione di un esercizio commerciale all'interno di un villaggio
turistico di Nicotera”. Queste le vicende che hanno interessato il padre del
ragazzo. Adesso si attende di capire il significato dell’atto minatorio ai
danni di Manuel: c’è un legame con il passato o più verosimilmente con il
presente, magari con il lavoro delicato svolto dal ragazzo, o con altre
dinamiche ancora sconosciute? Agli inquirenti l’ardua sentenza.
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