Nicotera.
E’
Antonio Leonardo Montuoro il direttore dell’Odmir, cioè l’Osservatorio della
Dieta mediterranea italiana di riferimento. Il decreto di nomina è stato firmato dal presidente della
Regione, Mario Oliverio. A rivelarlo è
lo stesso Montuoro, che ne possiede una copia già orgogliosamente esibita. L’Odmir
è un importante organismo previsto nella legge regionale 40/2017, redatta dai
consiglieri Orlandino Greco e Franco Sergio e approvata dal Consiglio regionale
nella seduta del 30 ottobre 2017. Con la creazione dell’Odmir e la nomina del
suo direttore si può dire che la legge sulla Dieta Mediterranea può ingranare
la marcia e partire, perché è da qui che dovrebbe prendere avvio quell’operazione
di sviluppo e capitalizzazione dell’importante “Bene immateriale dell’umanità”,
per come sancito dall’Unesco nel 2010. La capitalizzazione della Dieta
Mediterranea, affidata all’Odmir, è un’occasione storica, recita la legge in
questione, «per fare rinascere parti rilevanti di territorio ormai abbandonati
o in via di abbandono». Ad essa è anche affidato il recupero delle complesse
filiere produttive agroalimentari che «genererà, in Regione, dai 5000 agli
8.000 posti di lavoro». Ma non solo. La Regione Calabria ambisce a farsi
addirittura antesignana di "una seconda Riforma Agraria". Un progetto,
dunque, assai ambizioso che difatti viene messo nelle mani dell’Odmir. Esso opera
attraverso il Consiglio direttivo e il Comitato scientifico. Ha il compito di elaborare
un regolamento grazie al quale si avvia la procedura per la concessione, la
verifica e il controllo del “marchio”, il cui uso, si legge nel testo della
40/2017, «ha la finalità di rendere maggiormente visibili e più facilmente identificabili
i prodotti del territorio calabrese». L’Osservatorio «istituisce il Premio
Dieta mediterranea, che sarà attribuito ai soggetti pubblici e privati di
livello regionale, interregionale ed internazionale». Dunque, in Antonio
Montuoro la Regione ha inteso deporre un potere straordinario, di notevole
responsabilità. Ma chi è l’uomo che dovrà trasformare la dieta mediterranea in
volano di sviluppo per la Calabria? Classe 1955, residente a Nicotera, ex elettricista,
quale sia il tipo di mestiere che Montuoro svolga per campare, egli è
plurititolato: sono molti e prestigiosi gli incarichi che gli sono stati
assegnati; è, infatti, egli stesso a precisarlo, in un lungo post su Facebook e
nella scheda dell’autore di una sua fatica letteraria, donata alle stampe pochi
mesi fa: «Ministro dell’Ordine Francescano Secolare, Cavaliere dell’Ordine
Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Giornalista, vaticanista, esperto
in finanza ed economia». Inoltre, ha collaborato «per decenni come analista
esterno in ambienti dell’Arma dei Carabinieri, con i servizi centrali operativi
della Polizia, dell’Intelligence nazionali ed estere», nonché «di quelle del
Vaticano, combattendo», asserisce, «con studi e analisi di settore le varie
mafie, terrorismi ed anche le sette sataniche». Ricopre «un ruolo, sin dal
1996, nel ministero dell’Interno come componente della Consulta antiracket;
attualmente membro di un comitato parlamentare di Camera e Senato»; «precursore-
così si definisce- degli studi sulla Teo intelligence, una nuova materia da me
immessa nel circuito universitario delle Agenzie di Intelligence». «Analista
d’Intelligence con Master di II livello. Laurea Magistrale in Coordinatore dei
Servizi Educativi. Presidente dei Lions e direttore di un giornale on line. Un
curriculum di tutto rispetto, dunque, tra Cavalieri templari e Intelligence;
peccato manchi all’appello, nel curriculum dell’eclettico Montuoro, qualche
titolo in merito alle scienze dell’alimentazione o agrarie. In cambio, però, è
presidente dell’Accademia della Dieta Mediterranea, un’associazione che, benchè
non riconosciuta, distribuisce il suo “marchio” dell'Accademia.
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mercoledì 20 novembre 2019
martedì 12 novembre 2019
IL professore Pasquale Barbalace smentisce categoricamente quanto affermato da Montuoro: “Non ho mai detto che la Loscrì ha chiesto del denaro al sindaco Franco Pagano".
Nicotera.
La querelle Montuoro/Loscrì, in merito alla
Dieta Mediterranea, si arricchisce di un nuovo capitolo. Un capitolo scritto e
firmato da uno storico autorevole che ha seguito con i propri occhi gli studi
di Ancel Keys in quel lontano 1957. Il suo nome è Pasquale Barbalace, studioso
che ha dato e dà lustro alla città di Nicotera con i suoi studi rigorosi e
documentati, che mai avrebbe immaginato di essere trascinato dentro una
polemica durissima tra Maria Loscrì, presidente del Club Unesco di Vibo
Valentia, e Antonio Montuoro presidente dell’Accademia della Dieta
Mediterranea. Breve riassunto delle puntate precedenti: il presidente
dell’Accademia per “smentire” la sua avversaria, avrebbe rielaborato a proprio
piacimento le parole del professore Pasquale Barbalace, il quale, tirato in causa
suo malgrado, misconosce categoricamente quanto affermato dal Montuoro. Punto
del contendere della polemica che imperversa da giorni su Facebook è se la
Dieta Mediterranea appartenga a Nicotera oppure no. La Loscrì, pur non negando
gli inizi degli studi, da parte di Keys e del suo team, a Nicotera, amplia lo
spettro di competenza e appartenenza della Dieta Mediterranea ad altri ambiti
del territorio. Ma l’affermazione della Loscrì che ha fatto infuriare Montuoro
sarebbe stata quella secondo la quale “nel 2014 al comune di Nicotera non
avevano ancora ben chiara l’idea e la visione che la dieta mediterranea fosse
diventata patrimonio mondiale”. Per confutare la tesi della Loscrì, il presidente
dell’Accademia ha interpellato il professore Barbalace, dichiarando che lo
stesso avrebbe detto cose di una certa gravità sulla Loscrì, e cioè, che
durante quella famosa trasferta nella città medmea, nel 2014, la presidente Club Unesco chiese al
professore (allora presidente dell’Osservatorio sulla Dieta Mediterranea) di
essere accompagnata al Comune, dove lo storico la presentò all’allora sindaco Franco
Pagano. Testualmente riportiamo quanto, secondo Montuoro, Barbalace gli avrebbe
riferito: «Rimasi sorpreso quando la Loscrì, invece di parlare dell’idea
progetto prospettata in precedenza, chiese al sindaco un contributo economico,
cosa che il sindaco non intese dare, interrompendosi così il rapporto sul
nascere». Ma queste parole sono categoricamente smentite dal diretto
interessato: «Sono fuori sede- scrive lo studioso nicoterese in una nota- e da
parte di alcuni amici mi è stato riferito che circola insistentemente il mio
nome su Facebook, in merito a delle dichiarazioni ch io avrei rilasciato ad
Antonio Montuoro. Ho il dovere- prosegue Barbalace- di fare una precisazione
utile per una polemica inutile: la scorsa settimana venne Montuoro da me
informandomi che la Loscri in un convegno avrebbe negato la storia degli esordi
della dieta mediterranea: intanto nessuno può cancellare la storia; se ciò che
ha affermato la Loscrì è vero, allora ha commesso un errore; tuttavia, la cosa
mi sorprende perchè io ho conosciuto la signora in presenza di un gruppo di giovani
laureati che collaboravano con me; di seguito ci recammo dal sindaco- rammenta
Barbalace- a lui essa espose le linee essenziali del suo progetto chiedendo un “contributo”,
ma il sindaco la interruppe dicendo che il Comune aveva il suo progetto. Tengo
a precisare- chiarisce il professore- che il termine “contributo”, per chi non
vuole arzigogolare, non significa per forza un contributo in denaro (come ha
scritto Montuoro) ma ha un significato di condivisione, solidarietà, patrocinio,
ma anche l’invito di fare un cammino insieme, per raggiungere alcuni scopi,
cosa che, in seguito, venne accolta dal sindaco: infatti richiamò la Loscri, e
firmarono un protocollo di intesa. Io- aggiunge lo storico- conosco la signora Loscrì
come persona capace, attiva, che con
tenacia porta avanti il suo lavoro, e non mi sarei mai permesso, per mia
formazione e cultura, di infangare persone e istituzioni. Non so perché
Montuoro abbia voluto dare un significato venale a queste parole- si domanda
Barbalace- in quanto esistono tanti significati di contributo. E infatti alla
fine il “contributo” richiesto c’è stato: il protocollo d’intesa sottoscritto
pochi mesi dopo».
domenica 3 novembre 2019
DIETA MEDITERRANEA. Montuoro vs Loscrì. Secondo match: "Querelerò chiunque provi a screditare l'Accademia della Dieta Mediterranea"..
Nicotera.
«Nella mia qualità di
presidente dell’Accademia internazionale della Dieta Mediterranea italiana di riferimento
di Nicotera, non posso esimermi dal rispondere alla presidente del Club Unesco
di Vibo Valentia, Maria Loscrì». Così esordisce Antonio Leonardo Montuoro in una
nota stampa, nuovo step di un botta e risposta al vetriolo di cui non si
intravede l’armistizio. Annuncia querele,il presidente dell’Accademia, come del
resto anche la Loscrì: «Altri personaggi- avverte- in precedenza, hanno
incautamente percorso la strada della diffamazione a mezzo social contro l’Accademia
e il sottoscritto presidente i quali, sono stati già querelati e pure
condannati in sede penale».
L’oggetto del contendere, spiega, è un
articolo da egli pubblicato sul giornale on line di cui è direttore. Un
articolo non gradito dalla Loscrì che, sostiene Montuoro, non avrebbe
indirizzato alcuna replica al giornale, ma ha ritenuto rispondere con «diversi
post ingiuriosi sul suo profilo Facebook». «I volgari e diffamatori post sono
incommentabili- precisa- pubblicati con cadenza ossessiva giornaliera, a
partire dall’indomani del convegno del 19 ottobre». Post infarciti da
fantasiose affermazioni, nel goffo tentativo di screditare il sottoscritto e
l’Accademia». Montuoro in pratica non perdona alla Loscrì di aver
affermato nel convegno del 18 ottobre che nel 2014 «al comune di Nicotera non
avevano ancora ben chiara l’idea e la visione che la dieta mediterranea fosse
diventata patrimonio mondiale», né l’affermazione che la dieta mediterranea non
è “dei sette Paesi”, «ma è un patrimonio comune, un patrimonio condiviso,
venuto fuori dall’esigenza che vi fossero delle comunità di riferimento, delle
comunità emblematiche». Una affermazione, a parere di Montuoro, «infarcita da
improvvisazione e inesattezze». La Loscrì avrebbe fatto «un minestrone di
confusione, che ha richiesto la puntuale chiarificazione nella quale, qui,
aggiungiamo che Nicotera è, per l’appunto, città di riferimento dello
studio dei sette paesi interessati
e coinvolti nella ricerca scientifica di Ancel Keys del Seven Countries Study
dove sono state riscontarti vari modelli alimentari legati alla dieta
mediterranea, risultando il più valido, quello di Nicotera». Il termine “Dieta Mediterranea”, spiega, è
stato coniato da Ancel Keys a seguito del Seven Countries Study. Sottolinea con
forza che non si può parlare di Dieta Mediterranea senza parlare di Nicotera,
«che non può e non poteva essere esclusa da nessun dossier Unesco. Un torto che
grida vendetta a tutti i livelli culturali ed istituzionali», e di cui Montuoro
afferma di aver fatto una battaglia culturale che solo l’Accademia porta
avanti, «screditando chi è stato e chi continua ad essere intellettualmente
disonesto, oltre che incolto».
L’Accademia della dieta
mediterranea di Nicotera- scrive ancora con malcelato orgoglio- «ha due
presidenti onorari che sono il prof. Nino Delorenzo e il prof. Flaminio Fidanza
deceduto nel 2012. Quest’ultimo era uno degli scienziati del Seven Countries
Study, lo Studio dei Sette Paesi sulla dieta mediterranea,
avviato a Nicotera nel 1957 da Ancel Keys».
«Se l’Accademia fosse stata fondata
prima del 2010 di sicuro, Nicotera, non avrebbe avuto il torto di essere stata
depredata del suo ruolo insito di città emblematica della dieta mediterranea,
compiuto da parte dell’allora commissione creata all’interno del Ministero
dell’Agricoltura, perché mi sarei accreditato ufficialmente a Nairobi, e non
avrei permesso, a costo di incatenarmi, che venissero ignorati gli studi del
Seven Countries Study e le innumerevoli attività svolte dal 2003 al 2010 con
simposi, convegni internazionali, centro obesità e Osservatorio Provinciale
sulla dieta mediterranea, già presenti a Nicotera, tanto da meritarsi il titolo
di “Città della Salute”». Montuoro racconta, con un diluvio di particolari, il
suo impegno a favore della causa in questione, e la produttività della sua
tenacia. «L’Accademia è l’unica istituzione al mondo che difende Nicotera e il
Seven Countries Study- rimarca- e continuerà a difendere Nicotera dalle
maestrine di turno che si improvvisano cultrici che, pur di avere i riflettori
per effimere passerella di visibilità continuano a calpestare la verità e i
diritti di Nicotera e dei nicoteresi che, di dieta mediterranea, sono
universalmente riconosciuti come i Maestri di riferimento, in assoluto».
giovedì 21 marzo 2019
Peppe Massara: storia di un successo e di un riscatto. Un ristorante italiano a York ispirato alla dieta mediterranea
Nicotera.
E’
partito da Nicotera circa sette anni fa. Il suo obiettivo era ricominciare una
vita altrove, aprirsi un’attività, diventare imprenditore di se stesso. E così,
Giuseppe Massara, 31 anni, ha preparato le valigie e ha preso l’areo per
l’Inghilterra, precisamente verso la città di York, nel Nord Est dell’isola.
Qui, appoggiandosi solo sue forze, ha cominciato a lavorare sodo con un chiodo
fisso nella mente: aprire un ristorante. Intanto frequentava una scuola per
chef dove ha conseguito un diploma, oltre che un corso di catering. Non è stato
semplice, né facile, ma alla fine Giuseppe, detto Peppe dagli amici, ce l’ha
fatta; il primo di marzo ha aperto un locale il cui nome è tutto un programma:
“Italianissimo”. Inutile dire che i piatti tipici sono quelli della cucina
italiana, anzi, per essere più precisi, della cucina mediterranea. Nel menu che
egli propone alla sua clientela c’è scritto chiaramente che la sua cucina si
ispira ai dettami della dieta mediterranea, per cui da lui gli inglesi potranno
scoprire i sapori e i colori della cucina nicoterese: pasta, legumi, ortaggi,
frutta, olio d’oliva e vino
rigorosamente calabrese. Ma non solo. Nei menu del suo locale campeggia il logo
del ristorante, che è lo stemma della città di Nicotera, con il suo castello,
la sua corona e due rami d’alloro intrecciati. Un modo per dire al mondo qual è
la sua patria, dov’è la sua casa, da quale cittadina dell’area mediterranea è
partito per cercare di realizzare i suoi sogni. Un omaggio alla sua Nicotera
che porterà sempre nel cuore, ma dalla quale ha dovuto staccarsi per dare una
svolta a un destino che pareva inesorabile e che, ad un certo punto, sembrava
inchiodarlo ad una sorte già toccata ad altri ragazzi del posto, tra
disoccupazione e rischio di inciampare in scelte sbagliate. Peppe è stato forte
e determinato. Ha preso la sua vita e l’ha portata lontano da un territorio
bellissimo e ricco di risorse, ma che non sembrava potesse offrirgli occasioni
di lavoro e di riuscita. Però si sa, quando si va lontano dalla propria terra,
essa rimane appiccicata nel cuore e sulla pelle e i ricordi del mare, del sole,
sono un tarlo costante; e anche la malinconia del Sud ti sembra magica. Peppe
ha sublimato la nostalgia imprimendo lo stemma di Nicotera al suo locale.
Rivive il paese natale preparando pietanze tipiche: le essenze di basilico e
origano, i capperi e le olive nere sono una costante dei suoi piatti. Piano
piano, spiega Peppe, sta iniziando i suoi clienti all’alimentazione
mediterranea: impresa non semplice per un popolo abituato al ketchup e ai cibi
precotti. Eppure i clienti aumentano di giorno in giorno, le prenotazioni
fioccano: se dapprima gli avventori guardavano con sospetto una fetta di pesce
spada con capperi, pomodorini e origano profumatissimo di Nicotera, adesso
apprezzano sempre di più i sapori forti e deliziosi della cucina di
“Italianissimo”. Anzi, vogliono saperne di più: chiedono a Peppe di
raccontargli qualcosa della dieta mediterranea. E così lo chef nicoterese ha
deciso che allestirà nel suo ristorante una sequenze di foto d’epoca risalenti
agli anni in cui Ancel Keys e il suo staff giunsero nella cittadina medmea per
studiare le abitudini alimentati di un popolo che ignorava cosa fossero i
disturbi cardiovascolari. Ogni foto sarà corredata da una didascalia che
racconterà cosa accadde a Nicotera in quel lontano 1956, nonché i benefici
della dieta mediterranea. Adesso Peppe ha sei dipendenti, e conta di assumerne
altri, man mano che crescerà il volume d’affari. Questa è la storia di un sogno
realizzato e di un riscatto, la storia di uno dei tanti giovani immigrati del
Sud che non dimentica la sua terra.
martedì 12 marzo 2019
Salvatore Reggio spiega gli obiettivi raggiunti dalla sua associazione: "Adimen” (Associazione per la promozione della Dieta Mediterranea di Riferimento Città di Nicotera).
Nicotera.
In
merito all’articolo, uscito su questo giornale, il 7 marzo 2019, con titolo
“Dieta Mediterranea: una delusione” , interviene Salvatore Reggio, ex sindaco
di Nicotera e componente di “Adimen” (Associazione per la promozione della
Dieta Mediterranea di Riferimento Città di Nicotera). –Senza fini di lucro. «Mi preme rappresentare- scrive Reggio- che
l’associazione di cui sono componente, e che ho contribuito a costituire, non
ha fini di lucro e si regge esclusivamente su esborsi personali dei singoli
partecipanti e sull’attività e impegno sempre gratuito di essi. Se qualcuno mi
documentasse un solo euro di contribuzione pubblica a favore della predetta
associazione assicuro che ne farei pubblica ammenda di colpa».
Convegno
sull’Alzheimer. L’Admen, precisa inoltre l’estensore
della nota, ha curato la promozione e l’organizzazione di un convegno a Vibo
Valentia presso la sala della Camera di Commercio, «di grande rilievo
scientifico e medico, con l’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano dove in
contemporanea con analoga iniziativa in Giappone è stato presentato per la
prima volta mondiale, dalla dott.ssa Fusari Imperatrice, uno studio medico e di
ricerca del predetto istituto sui salutari effetti della Dieta Mediterranea
sulle persone ammalate di Alzheimer».
Le collaborazioni con il mondo scolastico... Anche con il
mondo scolastico vi è una costante collaborazione, sottolinea Reggio. E sfodera una ragguardevole mole di attività
nel mondo dell’istruzione e relativi istituti scolastici: «Istituto
Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri, della Ristorazione e per
l’Agricoltura di Vibo Valentia e con il
Polo Tecnico-Professionale “ELAIA” guidato dal prof. Carlo Pugliese e ancora
più recentemente dal dirigente scolastico prof. Pasquale Barbuto; con apposita convenzione, dall’anno 2016, con
l’Istituto Comprensivo Statale di Laureana-Galatro-Feroleto con sede in
Laureana di Borrello (RC) guidato dalla dirigente scolastica Pasqualina
Servelli; con la Fondazione IRCCS CA’ GRANDA di Milano e SIDMe di Pavia
Giornata della Dieta Mediterranea presso l’aula magna del Policlinico Ospedale
Mangiagalli di Milano. Inoltre abbiamo fattivamente collaborato, sempre
gratuitamente, alla realizzazione di progetti PON per la scuola primaria e
secondaria sull’alimentazione e dieta mediterranea».
…e
con grandi figure accademiche. L’Associazione di
promozione della Dieta Mediterranea annovera, inoltre, delle collaborazioni con
grandi nomi della medicina, ad esempio: il professor Italo Richichi illustre cardiologo all’Ospedale di Pavia, recentemente
scomparso. Insieme a lui «la Prima rassegna annuale sulla Dieta Mediterranea
tenutasi per tre giornate nella città di Gioia Tauro, con docenti e ricercatori
di tutto il mondo. Altra figura importante per la grande levatura accademica,
di studio e per gli importanti incarichi che ricopre in Inghilterra, è il Dott.
Simon Poole, con delega del governo britannico sull’alimentazione e le
politiche agricole, che ha pubblicato un interessante lavoro col titolo “The
Mediterranean Diet – The Future” e che ha voluto, insieme a noi, sul posto, a
Nicotera, e sul territorio, conoscere luoghi, persone e
tradizioni».
Politica
regionale. «Abbiamo fattivamente incalzato il Consiglio
Regionale- scrive il componente dell’Adimen- per la promulgazione della Legge
Regionale di Valorizzazione Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento di
Nicotera”».
Il
disciplinare. L’Associazione, spiega Reggio, è,
inoltre, munita di un “disciplinare”, corredato da un regolamento d’uso. «Questi
due documenti- scrive- sono regolarmente pubblicati sul sito della Camera di
Commercio di Vibo Valentia e sono di assoluto rigore scientifico riportando
anche gli indici di Adeguatezza Mediterranea, di qualità nutrizionale, di
trombogenicità. Questo prezioso lavoro è stato fatto dalla Dintec (Consorzio
del Sistema Camerale per l’innovazione tecnologica) e dalla Università Tor
Vergata, con la coordinazione del dott. Antonio Romeo».
Lo
studente giapponese. In chiusura Salvatore Reggio cita
l’episodio, emblematico «dell’importanza della Dieta Mediterranea. «Tre anni fa-
rammenta- venne a visitare Nicotera uno studente universitario giapponese e la
sua fidanzata che studiavano in America e quando al terzo giorno di visite e
fotografie per la città e il territorio gli chiesi il motivo della scelta di
Nicotera mi fece vedere un link della università del Minnesota (USA) che
mostrava le foto, cosa meravigliosa, del nostro paese, dei nostri concittadini
di quel tempo e delle attività mediche fatte dall’equipe di Ancel Keys. Mi fece
notare che tra i tanti link che ci sono nelle pagine dell’Università il
numeratore
di quello sulla Dieta Mediterranea (e del nostro paese) era in assoluto quello
più visitato».
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