sabato 8 febbraio 2014

Il comune costretto a richiedere un'anticipazione di cassa (1.100.000 euro circa) per mancanza di fondi per le spese ordinarie.

Nicotera. Il comune di Nicotera annaspa in problemi finanziari dai quali fatica a riemergere. La Sogefil ha lasciato dopo di sé più che il diluvio il deserto. I soldi non ci sono, le entrate tributarie non bastano evidentemente a coprire nemmeno le spese correnti, meno che mai quelle straordinarie, ad esempio la messa in cantiere di opere pubbliche, di cui la cittadina necessita. Prova ne è la recente richiesta dell’ente di un’anticipazione di tesoreria di 1.178.279,77 euro, cioè una cifra pari ai tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, ovvero il 2012. In base al conto consuntivo di tale anno, approvato con una delibera del consiglio comunale nell’aprile del 2013, le entrate accertate erano pari a 4.713.119,08. Ora, poiché «il Comune dovrà affrontare inderogabili impegni finanziari, per i quali potrebbe non essere assicurata la disponibilità di cassa»- così si legge nella delibera di giunta in merito alla richiesta- si vede costretto a richiedere il finanziamento presso la Banca Carime, in virtù di una convenzione secondo la quale l’ente affidava a tale istituto il servizio di Tesoreria comunale. Come previsto dal Tuel (testo unico enti locali) l’anticipazione di tesoreria è stata istituita affinché l’ente possa far fronte a pagamenti urgenti e non procrastinabili, e che non può onorare a causa della carenza di disponibilità liquide.
In pratica vi si ricorre quando si configura una “incongruenza” temporale tra le uscite e le entrate economiche. E’ dunque un prestito, che dovrebbe risolversi in tempi brevi (entro il 31 dicembre): va infatti restituito man mano che le entrate vengono riscosse.
Il tasso di interesse è stabilito dalla convenzione tra tesoriere ed ente, ma a quanto ammonta non è dato sapere, perché nella delibera in oggetto non se ne fa menzione, quel che certo è che il comune si impegna «ad istituire nel bilancio dell’esercizio in corso, nell’apposito titolo delle uscite il capitolo con il relativo stanziamento al pagamento degli interessi ed accessori in via presuntiva sull’importo dell’anticipazione ottenuta. Ove tale stanziamento dovesse risultare insufficiente, questo ente si impegna ad integrarlo mediante opportuno storno di fondi». In buona sostanza, il comune, entro il 31 dicembre del 2014, dovrà restituire l’anticipazione di cassa al Tesoriere. Si impegna altresì di mettere in bilancio lo stanziamento per il pagamento degli interessi e delle spese accessorie. Qualora l’ente non riesca a garantire il pagamento di tali spese dovrà integrarle stornando eventuali fondi, magari destinati ad altro. Evidentemente, tale evenienza fa parte della convenzione che, a sua volta, si richiama alle regole codificate dal Tuel. Tutto rientra quindi nella logica in materia di finanziamento e bilancio del testo unico degli enti locali, solo che “lo storno” di fondi destinati per opere pubbliche, o ad altre necessità cittadine, si configura per Nicotera come una specie di “deja-vu”: già in passato la città costiera ha visto fondi vincolati e stornati, anche se per salvare un bilancio-fantasma, in un contesto ancora tutto da chiarire. Fantasma perché, pare, le somme non “ancora” versate dalla Sogefil, già Saigese e già chissà cos’altro, non hanno il crisma dell’inesigibilità. Ossia sono ancora lì a “drogare” il bilancio dell’ente perché nessuna sentenza ha statuito nulla in merito. Situazione questa cristallizzata già nel bilancio della gestione della terna commissariale retta dall’ex prefetto Palmieri. I soldi già non c’erano allora: diversi milioni di euro mancanti all’appello e iscritti a bilancio perché garantiti da una fideiussione stipulata dalla commissione straordinaria citata e che non sarebbe stata onorata ad oggi per un “busillis” della convenzione che non coprirebbe casi di ruberie. Se così è, appare evidente che vi è stata quantomeno una grandissima leggerezza nell’accettare la garanzia di una fideiussione così redatta, perché non sarebbe stato necessario il protagonista de “Il profumo” di Suskind per sentire puzza, e non certo di essenza di violette estratta col metodo “enflorage a huile”. E’ da annotare comunque che la vicenda della Sogefil appare come un filo che unisce diversi corsi politici e amministrativi nicoteresi. E secondo la mitologia greca il filo del destino era retto dalla Moira Lachesi, il cui volto in questa storia rimane oscuro e inquietante, malgrado le risultanze delle indagini.







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