sabato 9 febbraio 2019

Elezioni comunali di maggio. Nasce il "Cantiere civico".


Nicotera. Pronto il questionario redatto dal “Cantiere civico”. Il formulario, che a breve sarà distribuito tra i cittadini, ha il fine di capire cosa essi pensino, di cosa abbiano  bisogno, quali siano le loro aspettative.
«Il questionario- ha detto Tony Capua- attivista del Movimento 14 luglio- è importante per dare voce alle persone, uno stimolo alla partecipazione». L’obiettivo è anche quello, così come proposto dall’ingegner  Antonio D’Agostino, quello di «coinvolgere i parroci, farli diventare parte attiva e proporlo ai cittadini». Porte aperte, dunque, anche alla Chiesa e ai suoi pastori. Una cosa, in effetti, più che ovvia visto che a tenere a battesimo la nascita del “cantiere” è stato proprio don Francesco Vardè, colui che ha dato il là all’iniziativa, e a cui non si può dire mai di no. I parroci, insomma, come un passaporto per arrivare alla gente, la vera grande assente delle assemblee.
Il “Cantiere”, dunque, non fa mistero del fatto che qualche strappo è da ricucire e che bisogna ritrovare un filo diretto con la cittadinanza. Un filo diretto che non passerà certo attraverso la candidatura alle elezioni comunali, così ha sottolineato D’Agostino. Il ruolo del Movimento 14 luglio, sarà quello di continuare ad essere la “sentinella” dell’amministrazione che verrà. Ma di liste, al momento, non se ne parla. (solo due giorni dopo, però, il Movimento ha dichiarato di aver cambiato idea, e quindi di candidarsi)
Un punto che è chiaramente emerso nel corso dell’ultima riunione tenutasi nella frazione Preitoni. Nella gelida saletta attigua alla chiesetta dedicata a Maria regina della Pace si sono ritrovate le associazioni e i gruppi politici che hanno risposto alla chiamata di don Francesco. Riuniti, come ogni lunedì, per discutere sul da farsi, e cioè, su come risollevare Nicotera dai suoi ancestrali problemi, cominciando a «ritessere le maglie di un tessuto sociale disgregato», come ha osservato Gaetano Aurelio, di “Nicotera Nostra”. Operazione ambiziosa e certamente irta di ostacoli, in quanto gli stessi convenuti hanno riconosciuto che riconquistare la fiducia dei cittadini non è affatto una cosa da poco, dato che ormai la gente è fin troppo disillusa. Un’impresa che, dunque, rischia di incagliarsi nei mari incerti della condivisione popolare. Quel che è lampante è che il “cantiere” ingloba in sé tutti quei corpi intermedi che hanno oggettivamente latitato nei momenti critici vissuti da Nicotera, e per momenti critici si intendono tutti quei frangenti in cui la criminalità organizzata ha alzato pesantemente il tiro o quando il sangue dei morti ha bagnato l’asfalto. Un associazionismo, insomma, che si è sempre guardato bene di non mettere le mani là dove passa l’alta tensione. La novità, dunque, tarda ancora a palesarsi all’orizzonte. Ciò che invece si intravede è un pout-pourri fatto di diverse anime e sensibilità che non hai davvero oltrepassato le barricate di certi silenzi. In esso convergono realtà politiche e associative nicoteresi che tentano di proporsi come un elemento nuovo, munito di nuovi obiettivi e rinnovato entusiasmo, ma che, a ben vedere, è un ritrovo di personaggi notissimi ai nicoteresi, per la storia e le vicende politiche che li hanno riguardati. Consociato del “cantiere” è anche il Pd cittadino, nella persona di Salvatore Reggio, ex sindaco di Nicotera. Le intenzioni, loro dichiarano, vogliono essere nuove. Ma tali novità, a ben vedere, si basano su prerogative consunte. Il Pd nicoterese, ad esempio, ed è doveroso sottolinearlo, ha il peccato originale del familismo, nel senso che è stato gestito da un ristretto circolo di persone legate da un filo parentale. Sempre per dovere di cronaca, val la pena di sottolineare che il volto del partito renziano è un ex sindaco il cui consiglio è stato sciolto per mafia. Anche se, sul tema degli scioglimenti, Enzo Comerci ha tenuto ad “assolvere” Reggio, sottolineando che «le giunte comunali nicoteresi non si erano macchiate di fatti così gravi da meritare lo scioglimento», e anche «la dichiazione del dissesto economico poteva essere evitata».  L’ex sindaco, dal canto suo, osservava l’evolversi dell’assemblea, certamente pronto a tendere la mano a nuovi compagni di un impegnativo percorso.

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