venerdì 11 aprile 2014

Toponomastica. Costo incarico fiduciario tecnico esterno: 13 mila euro. Ma una nuova toponomastica già esiste.







Nicotera. In corso d’opera in questi giorni, nella cittadina costiera, la redazione del piano di aggiornamento della toponomastica esistente, per le nuove vie e numerazione civica. L’incarico fiduciario è stato affidato dal comune al geometra Giuseppe Gallizzi, per la cifra di 13 mila euro. In effetti la città da troppo tempo necessita di una nuova toponomastica, che in alcuni casi non è un semplice aggiornamento, ma si tratterebbe di attribuire delle denominazioni ad aree che ne sono sprovviste. Si pensi ad esempio al quartiere case cooperative, che di fatto non ha una definizione. Eppure quello che è un tentativo di mettere ordine in città, potrebbe invece creare un nuovo caos, per un fatto molto semplice: la toponomastica già c’è, esiste, malgrado il Comune si appresti a realizzarne una nuova. La commissione antimafia con la delibera n. 4 del 19 gennaio 2006 diede incarico a tre studiosi nicoteresi, Pasquale Barbalace, Giuseppe Neri e Domenico Calogero, di redigere la parte squisitamente storico-culturale della toponomastica. I tre esperti profusero il loro impegno a titolo gratuito. La parte tecnica fu affidata al geometra Lello Di Leo.
I quattro professionisti lavorarono sodo per due anni. Nel gennaio del 2008 la toponomastica era pronta, con tanto di placet della Commissione di storia patria.
In particolare, il lavoro del geometra fu assai arduo. Aggiornamento di numerazione civica, aggiornamento cartografico, dello stradario e delle sezioni di censimento. Insomma, tutto il complesso e certosino lavoro oggi affidato al nuovo geometra, Giuseppe Gallizzi. Un incarico fiduciario da parte del Comune il quale però non ha tenuto conto del lavoro svolto dal geometra Di Leo, che nel frattempo è deceduto. Un lavoro finito e consegnato al committente (il comune di Nicotera) e del quale non si mai saputo nulla. Solo adesso, a distanza di molti anni si parla di toponomastica. Si parla di un nuovo geometra, di un nuovo lavoro, di una nuovo corrispettivo (13 mila euro), ma della prestazione professionale del compianto geometra Di Leo non si fa menzione.  
Che ne sarà dell’opera redatta dal professionista quasi dieci anni fa? Di Leo non potrà reclamare più nulla, ma in difesa della sua memoria parla adesso la vedova, Rosa Capria.  E parla in difesa di quel lavoro intenso e minuzioso svolto con passione dal marito. «Che fine farà il lavoro di mio marito? Chiedo rispetto per la sua prestazione professionale. Se una toponomastica già c’è perché farne un’altra ex novo? Io difendo la sua memoria, e non accetto che il suo lavoro venga buttato via. In tal caso gli amministratori dicano cos’ha che non va quanto da lui certosinamente realizzato».
Raggiunta presso la sua abitazione la signora ci mostra i due faldoni contenenti l’accurato lavoro del marito: la carta planimetrica, il lavoro cartografico, persino gli appunti presi in corso d’opera e meticolosamente conservati dalla moglie con infinito affetto.
Inutile sottolineare che Di Leo non ha mai visto un centesimo da parte del Comune. E nemmeno la signora rimasta prematuramente vedova ha mai beneficiato del corrispettivo dovuto al marito. Per lei si riapre il discorso toponomastica ma solo per apprendere che, evidentemente, il lavoro del coniuge è da cestinare. Al via quindi la nuova seconda toponomastica, annunciata con gran clamore.  Mentre la prima giace in un cassetto, insieme alla speranza della signora Capria che l’impegno del marito venga apprezzato e onorato.


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