martedì 16 settembre 2014

Nicotera Marina dice No alla cabina elettrica nella storica piazza del paese.





Nicotera. Quando ieri mattina sono arrivati gli operai che dovevano attuare i lavori per la realizzazione della cabina elettrica, sono stati accolti dai manifestanti che, con tanto di striscioni, hanno protestato contro l’impianto della centralina. L’area preposta era completamente coperta da suppellettili e rifiuti di ogni tipo, per impedire la messa in opera del progetto. La struttura è larga due metri ed alta sei. Appare dunque assai possente: un vero gigante di energia. In effetti, Nicotera Marina, da questo punto di vista, necessita di essere potenziata, in quanto alcune zone necessiterebbero di essere foraggiate da un maggiore voltaggio. Ma ciò che non va giù ai cittadini è che tale opera sia edificata in un luogo considerato poco adatto, che potrebbe diventare un’area verde con un parco gioco per i bambini, ma non la culla di una mastodontica centralina.  Per questa ragione è nato un Comitato spontaneo per la difesa del centro storico del Marina. Ad aderire sono in tanti, non c’è un presidente, ma il desiderio collettivo di proteggere un’area che, riferisce il Comitato, «è stata donata al Comune da un privato, affinchè vi facesse nascere un luogo ameno, nella tutela dello spirito di una cittadina, con vocazione turistica». Qui, riferisce ancora il Comitato, «la mattina presto è possibile trovare i pescatori e i contadini con i frutti del loro lavoro: turisti e residenti si fermano per acquistare prodotti nostrani». Ma ora, secondo quanto stabilito dal Comune, i contadini e pescatori dovranno dividere la loro storica piazza con un gigante di metallo, o trasferirsi altrove.
A delineare le ragioni del Comitato è l’ingegner Antonio D’Agostino.
«Innanzitutto- ha argomentato l’ingegnere- ci troviamo di fronte alla mancanza di segnalazione e di messa a conoscenza dei cittadini, che hanno dei diritti precisi, hanno diritto di sapere; è necessario, inoltre tutelare i piccoli operatori commerciali: non si può passare sopra con le ruspe, non solo metaforicamente. Questi progetti devono essere sottoposti e condivisi dai cittadini. Nelle città evolute, questa è una prassi consolidata».
«Abbiamo chiesto un incontro con l’ingegnere Ciampa,- ha precisato D’Agostino- responsabile dell’area tecnica del comune; importantissimo settore: qui si rilasciano i permessi di costruire. Purtroppo l’incontro non si è potuto tenere in quanto l’ingegnere era fuori sede. Vorrei comunque sottolineare che, per come impone la legge, anche se si tratta di un prefabbricato, tutte le carte devono essere in regola: dove dovrebbero iniziare i lavori manca il cartello con dati autorizzativi, con il nome dei responsabile dei lavori. E’ dunque anche un discorso di tipo legale». Il Comitato ha informato i Carabinieri, perché è sembrato inconcepibile la messa in opera la trasformazione del suolo senza il cartello delle autorizzazioni.  
«Inoltre- ha chiarito l’ingegnere- va considerato anche l’impatto rilevante della centralina sul contesto abitativo. E’, soprattutto, tale progetto è previsto nel Psc? Le reti tecnologiche sono un capitolo importante del piano regolatore, vi sono delle precise norme da salvaguardare».

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