venerdì 20 aprile 2018

Tentato omicidio del maestro di violino, la Corte di Cassazione annulla la condanna di Caterina Cananzi in merito all’accusa dei “futili motivi”.


L’accusa di tentato omicidio a carico di Caterina Cananzi nei confronti di Domenico Lombardo deve essere connotata dall’aggravante dei futili motivi? E’ questo che il processo di secondo grado dovrà stabilire. Un processo da rifare, in quanto la condanna a quattro anni di reclusione è stata annullata con rinvio dalla prima sezione penale della Cassazione, proprio limitatamente all’aggravante dei futili motivi. Una nuova sentenza che potrebbe prevedere la rideterminazione del trattamento sanzionatorio. Per la Suprema Corte, l'azione delittuosa, al netto di ogni implicazione morale, è scaturita da un movente che non possiede caratteristiche di futilità. Ritenute valide, invece, sia la sussistenza del dolo omicidiario, ovvero la volontà di uccidere, comprovata dalla reiterazione dei colpi esplosi verso la vittima, che l'aggravante della premeditazione. La Cananzi, infatti, si procurò l’arma e la portò con sè sul luogo dove sapeva che avrebbe incontrato l’insegnante di violino.
Era la mattinata del 22 novembre del 2014. Nel cuore di Vibo Valentia si consuma un fatto di sangue. Caterina Cananzi, 50enne di Rizziconi, entra nel Conservatorio “Fausto Torrefranca”. Quando si trova davanti il maestro di violino Domenico Lombardo gli punta contro una pistola calibro 7,65 ed esplode numerosi colpi. L’insegnante, 47 anni, si accascia a terra. Dei sette colpi sparati, almeno cinque lo hanno attinto al volto e all’addome. Insieme a lui c’è la figlia di quella 50enne, armata di pistola e pessime intenzioni, una ragazza di 23 anni, che quasi subito si scoprirà essere la motivazione del gesto scellerato della madre. Mentre l’insegnante di violino veniva trasportato a tutta velocità al Jazzolino di Vibo, Caterina Cananzi, beccata con la calibro 7,65 ancora fumante in mano, veniva arrestata dalla Polizia. Condotta in questura per essere interrogata, gli inquirenti e il pm, che poi ne avrebbe disposto il fermo per tentato omicidio, non hanno impiegato molto tempo a capire le ragioni che soggiacevano a quell’iniziativa sanguinaria: sua figlia, che studiava violino al Conservatorio, aveva da un anno iniziato una relazione sentimentale proprio con Domenico Lombardo, docente al Liceo musicale di Vibo e maestro di violino al Conservatorio dove aveva conosciuto la 23enne. L’uomo, di 24 anni più grande della ragazza, era divorziato. La relazione era fortemente osteggiata dalla Cananzi: non è ben chiaro se non gli piacesse la notevole differenza d’età o il fatto che l’uomo fosse divorziato, o entrambe le cose, sta di fatto che aveva pensato di risolvere a modo suo la questione. Domenico Lombardo, pur sfuggendo miracolosamente alla morte, ha riportato una serie di gravi  lesioni. In primo grado, con rito abbreviato, Caterina Cananzi era stata condannata dal gip di Vibo a 5 anni di reclusione.

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