martedì 3 aprile 2018

Lido Medameo quasi completamente inghiottito dal mare. Gli effetti nefasti dell'erosione costiera.



Nicotera. Erosione costiera. La situazione dell’arenile della Marina di Nicotera si fa sempre più allarmante. A destare maggiori preoccupazioni è il lato Nord della spiaggia, nello specifico lo storico lido Medameo: tra il mare e il muretto contenitivo saranno rimasti ormai una manciata di metri. Il mare sta lentamente, ma inesorabilmente, erodendo la spiaggia, e il rischio concreto è tra un decennio questo tratto di arenile non esisterà più. Un allarme lanciato frequentemente, e non solo in seguito alle mareggiate invernali, quando i  flutti con una zampata sfiorano le prime case affacciate sulla spiaggia, ma anche all’inizio di ogni stagione turistica. In quel momento i gestori dei lidi si accorgono che lo spazio loro dato in concessione sembra che si sia assottigliato con vistosa evidenza. Un fenomeno conosciutissimo, dunque, da queste parti, tant’è vero che sono stati spesso gli stessi lavoratori nell’ambito turistico, i pescatori o comuni cittadini, a evidenziare un’emergenza sempre attuale. Proteste puntualmente cadute nel vuoto, in quanto nessuno mai, finora, ha affrontato la situazione con fermezza e determinazione. Un lassismo che sta costando caro a una cittadina, da sempre animata da velleità turistiche, che rischia di perdere pezzi di spiaggia. L’effetto erosivo del mare, come precisato, si vede in tutta la sua evidenza nei pressi del Lido Medameo, quindi verso la scogliera “Preicciola”. Stesso problema lo si può notare nelle zona della pineta. Più lenta appare dunque l’erosione nel lungo grembo della spiaggia, dove insiste un’insenatura naturale, più lenta ma non meno corrosiva.
Il problema dell’erosione costiera, com’è noto, interessa tutti centri affacciati sul mare. Tuttavia, c’è da rilevare, che mentre per Ricadi e Tropea si è pensata e messa in atto una strategia di salvataggio del prezioso arenile, Nicotera è rimasta, come al solito, arroccata nel suo immobilismo. Nei casi delle città viciniore, si deve certamente a una politica più attiva il contrasto all’invadenza del mare; alle attenzioni massicce fornite da alti livelli regionali, dove un santo in Paradiso aiuta a risolvere qualche problema. Nel caso della cittadina medmea, una sfortunata congiuntura ha favorito lo sfacelo: la mancanza di una classe dirigente agguerrita e l’assenza del famoso santo in Paradiso, che, se pur un miracolo lo elargiva, era sempre a beneficio di pochi. E i risultati sono adesso sotto gli occhi di tutti.
Uno spiraglio sembra però arrivare dalla Regione. Nel 2017, infatti, palazzo Alemanni ha stanziato 65 milioni di euro per affrontare il problema. Un’opportunità da cogliere al volo, senza ulteriori perdite di tempo. Il Comune nicoterese, che non ha mai beneficiato di interventi in tale ambito, deve darsi una mossa e avvicinarsi senza timidezze a questo ricco buffet. Anche se, c’è da sottolineare, non ha uno straccio di progetto da attuare. Serve quindi il super lavoro di team tecnico per poter porre in essere gli interventi per la creazione della tanto agognata barriera soffolta, opera ingegneristica già realizzata a Capo Vaticano e alla Marina di Tropea. Tornando al finanziamento regionale, esso fa parte del decreto della giunta regionale numero 355 del 2017, denominato “Documento programmatico di difesa del suolo”. I soldi arrivano dai fondi Por 2014/2020 e da quelli del “Patto per lo sviluppo della Calabria”. Ne viene fuori un totale di tutto rispetto: 233.740.500 milioni di euro di cui 65.424.795 riservati alla messa in sicurezza dei tratti di litorale aggrediti dal fenomeno erosivo. Nello specifico, tre milioni e mezzo sono stati destinati al tratto costiero Nicotera-Capo Vaticano e altri cinque a quello Tropea-Pizzo.

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