sabato 24 maggio 2014

Pagano espulso dal Pd: ha "flirtato" con il Nuovo Centro Destra.

Nicotera. Aveva aderito al Pd lo scorso novembre, in concomitanza delle primarie. Un’adesione last minute, quando, per la giunta, era diventato improrogabile posizionarsi all’interno della scacchiera politica, «per una maggiore forza contrattuale nelle opportune sedi», dissero gli esponenti della giunta Pagano. Ora, a distanza di sei mesi il partito gli restituisce la tessera. La richiesta di espulsione parte dalla segreteria provinciale, che, prima di procedere ha coinvolto e atteso il placet di Ernesto Magorno, segretario regionale.
Da questi arriva piena copertura: Franco Pagano è fuori dal partito. Quale sia la motivazione ufficiale è presto detto.
Pagano, pur restando sotto l’ombrello del Partito Democratico, da qualche tempo non partecipava alle riunioni, non ha fatto campagna elettorale in vista delle europee, e ha continuato a mantenere un atteggiamento ambivalente, viste e considerate le sue “frequentazioni” con esponenti del Nuovo centro destra, il partito nato dalla costola di Forza Italia. Il riferimento è ad una convention, un’iniziativa del partito di Alfano per pianificare nuove strategie per la buona riuscita della campagna elettorale, tenutasi a Pizzo Calabro lo scorso 17 maggio. Qui, Pagano sindaco piddino, sedeva al tavolo dei relatori insieme a Nazzareno Salerno e ad altri tre sindaci alfaniani (Bruno Rosi di Serra San Bruno, Roberto Caputo sindaco di Capistrano e Maria Brosio, primo cittadino di Parghelia).
Questa, dunque, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il partito ha tenuto conto non solo della sua partecipazione alla convention, ma anche di una serie di segnalazioni informali giunte alla segreteria.
La vicenda, comunque, è sintomo delle numerose contraddizioni all’interno della maggioranza di Pagano così come del panorama politico nicoterese. Da un lato il primo cittadino si è “tenuto le mani libere” in campagna elettorale, nel 2012, dando vita sì ad una squadra piuttosto eterogenea, con esponenti di destra e sinistra, ma senza un partito ben preciso, fedele al motto “voto non olet”. Solo in un secondo momento sono arrivate le tessere. Ma Pagano, una vera anima raminga, un personaggio in cerca di autore, ha vissuto con inquietudine e distacco il suo approcciarsi ai tanti partiti cui ha aderito. Apolide, vecchio comunista, operaio, anzi, metalmeccanico del diritto, così ama definirsi. Un uomo di sinistra con vigorose virate a destra. Ha accolto a Nicotera Scopelliti per la chiusura della campagna elettorale e, quasi come in un brano tratto da un mistero doloroso, ha chiesto all’ex governatore della Calabria di ricordarsi dell’isolata cittadina costiera, quando sarà nel regno di Bruxelles.
Per ciò che concerne l’espulsione dal Pd,  sebbene i dirigenti si siano trincerati dietro la motivazione ufficiale dell’ambivalenza, suona piuttosto come un’elegante ritirata. Ovvero, hanno evidentemente stigmatizzato la volontà del sindaco di stare sotto l’ala protettiva del PD in tempi e modi sospetti ed ora che l’aria si è fatta decisamente più pesante per un paventato scioglimento, l’ennesimo, i dirigenti del partito di Renzi non intendono dare sostegno ad un uomo che non ritengono dei “loro”. A ciò si aggiunga che l’apparente spregiudicatezza del sindaco nelle segnalate frequentazioni a destra, potrebbe avere una motivazione “scaramantica”. Si sa, infatti, che Serra S. Bruno, ha evitato, inaspettatamente, lo scioglimento. Il Nuovo centro destra potrebbe essere stato percepito come l’amuleto contro la maledizione che minaccia da anni ormai le amministrazioni nicoteresi.


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