domenica 11 maggio 2014

Quei vandali armati di motosega. Ennesimo schiaffo alla comunità.





Nicotera. Eclatante atto vandalico la notte tra venerdì e sabato. Ignoti hanno tagliato e portato via le robuste assi di legno delle sedute di ben quindici panchine, su un totale di diciassette, poste sul marciapiede della panoramica via San Francesco. Nelle prime ore del giorno, alcuni irriducibili della passeggiata mattutina, si sono accorti che le panchine erano vistosamente danneggiate, ed hanno prontamente avvisato la polizia municipale, la quale a sua volta ha informato i carabinieri dell’incomprensibile scempio. Il lungo viale, dove si è consumato l’atto teppistico, gode di una vista spettacolare, oltre ad essere accarezzato, nelle belle giornate, da una piacevole brezza marina che induce molti pensionati a ritrovarsi qui per trascorrere i quieti pomeriggi di provincia. La sera, invece, il viale è appannaggio di coppiette in cerca di tranquillità e romanticismo, data la bellezza mozzafiato del paesaggio, dove, nelle sere di plenilunio, l’astro notturno disegna sul mare ombre argentate.
Ma adesso questa magia, e questa preziosa comodità, sia per giovani che per anziani, ma anche un bene comune a disposizione dei cittadini, è irrimediabilmente spezzato, proprio come le panchine private dalle loro sedute. Non si sa chi, stavolta, abbia sferrato l’ennesimo schiaffo alla città, sta di fatto che mani vandaliche hanno sfregiato un’area cittadina di pregevole valore paesaggistico, oltre che storico e culturale (poco vicino c’è l’antichissima chiesa consacrata al Santo paolano). E’ inoltre da tenere presente che chi ha reso inservibili le panchine ha avuto tutto il tempo per tagliarle e gettarle nell’area sottostante la ringhiera dell’affaccio. Operazione che, com’è facilmente immaginabile, richiede tempo e pazienza. I vandali hanno dunque agito indisturbati, certi che né gli occhi di vetro di un sistema di videosorveglianza, e, tanto meno, gli occhi di uomini in divisa avrebbero potuto spiarli o beccarli sul fatto, poiché la città, causa la solita spending-reviw, non dispone di una ronda notturna.
E tale circostanza getta una coltre di inquietudine sulla vicenda, in quanto parrebbe che qualsiasi vandalo possa dare libero sfogo ai propri impulsi distruttori, se solo glielo comanda un whisky di troppo, l’innata scelleratezza, o la semplice noia.
Eppure, in diverse circostanze, in genere ogni volta che la città subiva un attacco delinquenziale, esponenti della minoranza, avevano chiesto alle istituzioni maggiore tutela e monitoraggio del territorio. Ma i baluardi della legge devono fare i conti con la logica del risparmio che comprende una nuova dislocazione delle forze dell’ordine sul territorio, prova ne è la prossima chiusura della brigata della Guardia di Finanza a Nicotera Marina.
Ora resta da stabilire chi e perché abbia assestato l’ennesima randellata morale (e materiale) a una Nicotera sempre più mortificata, dove la “banalità del male” sembra pericolosamente prendere corpo nell’assuefazione generale.
Comunque appartiene ormai al paesaggio, fissa e mai cangiante, una situazione economica disastrosa, un associazionismo per lo più inoperoso e non incisivo. La popolazione è chiusa, la vita civile involuta, la vita amministrativa parcellizzata. La questione Nicotera, perché tale è ormai, non viene affrontata nel suo complesso da nessuno. E, va detto, le amministrazioni commissariali non hanno evidentemente inciso. Ma si sa, quando arrivano i nostri, possono anche non essere americani.
Ora si attendono delle riposte, ma finora ha tuonato solo la voce del silenzio, mentre sembra già di sentire in lontananza l’arrivo dell’ennesima bufera. Intanto, i pensionati abituati a trascorrere qualche ora su una panchina in viale San Francesco a chiacchierare, dovranno trovare altri luoghi dove tentare di vincere la noia dei giorni sempre uguali.

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