venerdì 23 novembre 2018

Videosorveglianza. Il Ministero corrisponde al Comune 190mila euro per un capillare impianto di occhi elettronici.


Nicotera. La domanda per poter accedere al bando del finanziamento per la sicurezza, indetto dal Ministero dell’Interno, era stata presentata nel dicembre del 2017 dalla Commissione straordinaria guidata da Adolfo Valente. In questi giorni sul sito del Viminale è stata pubblicata la graduatoria nella quale sono contemplati i Comuni ammessi ai finanziamenti. Tra essi c’è anche Nicotera. Al municipio costiero saranno corrisposti esattamente 190 mila euro; l’incidenza della criminalità, nel caso di Nicotera, è definita “elevatissima”, secondo i tecnici del Ministero che hanno redatto la lista dei comuni che necessitano di un sistema di monitoraggio del territorio. Finalmente, dunque, Nicotera potrà dotarsi del tanto agognato impianto di occhi elettronici. Un tema affrontato da questo giornale già in tempi non sospetti, quando ancora la criminalità gestiva i suoi traffici in un clima di silenzio e omertà istituzionale. Quando, cioè, sotto la coltre di una vita di paese relativamente e apparentemente tranquilla la manovalanza della ndrangheta aveva colonizzato i quartieri storici nicoteresi, facendoli diventare la base logistica per il confezionamento e lo spaccio di quantitativi industriali di marijuana. Grazie allo splendido lavoro condotto dai Carabinieri molti di questi covi sono stati scoperti e messi sotto sequestro. La droga ivi contenuta opportunamente distrutta. Ma Nicotera non ha solo il problema degli stupefacenti: i sequestri di armi da fuoco non si contano più. A possederle sono spesso dei giovanissimi. In almeno tre casi le Forze dell’ordine hanno beccato tre minorenni in possesso di armi pesanti; come quel kalashnikov detenuto da un 17enne nel garage della propria abitazione. In questo quadro allarmante non si possono non citare i quattro efferati omicidi che hanno funestato la primavera e l’estate di questo anno difficile. Un resoconto agghiacciante che serve a dare l’idea di quanto Nicotera necessiti di maggiori controlli e sicurezza. Tuttavia, come sottolineato dal Capo della Polizia Franco Gabrielli, giunto a Nicotera per una conferenza lo scorso agosto, per la cittadina costiera niente commissariato di Polizia. La Terna commissariale, però, era riuscita ad ottenere dal prefetto di Vibo la promessa di un potenziamento della caserma dei Carabinieri in termini di unità. Ma non si è visto niente di tutto questo. Un dato certo è che la Terna ha ottenuto dal Ministero venti mila euro per la ristrutturazione del piano superiore della caserma dei Carabinieri: un ampliamento dei locali in vista del futuribile potenziamento. Un paese, insomma, per troppo tempo ignorato dalle istituzioni e dalla politica che cerca faticosamente di rialzare la testa. Una ripresa ardua, complicata anche dall’incomprensibile atteggiamento di chi di dovere; di chi, ai piani alti, ha deciso che a Nicotera, pur essendo un paese pesantemente gravato dalla criminalità organizzata, doveva nascere un centro di accoglienza e che doveva riempire le case dirupate del centro storico di migranti, quasi tutti provenienti dal centro di Briatico (chiuso perché si scoprì che sulla struttura si era posata la longa manus della ndrangheta). Tornando al tema della videosorveglianza, il Comune dovrebbe beneficiare di altri fondi. Si parla di 160 mila euro. Sono quelli che la Terna commissariale era riuscita a stornare da un finanziamento regionale destinato alla Dieta mediterranea. Le solite lentezze burocratiche ne hanno rallentato l’iter, ma rimangono fondi che potranno essere impiegati a potenziare gli occhi elettronici sulla città.

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