lunedì 30 dicembre 2019

Muore la mattina di Natale, davanti alla Cattadrale.


Nicotera. E’ morto la mattina di Natale, davanti alla Cattedrale dedicata all’Assunta, Fausto Mercuri, 60 anni. Ad accorgersi del suo corpo esanime riverso a terra un passante che ha immediatamente allertato i soccorsi. Ma il medico di Guardia non ha potuto che constatare il decesso. Per lui, infatti, non c’era più niente da fare: a stroncarlo, secondo una prima ispezione della salma, un infarto fulminante che non ha lasciato scampo. Sul posto sono giunti anche i Carabinieri della locale stazione. Fausto è morto improvvisamente e per cause naturali. Caso chiuso. Rimane, tuttavia, altro da raccontare di questa storia e di questa morte avvenuta per strada la mattina di Natale, mentre le campane suonano a festa per la nascita del Redentore. E’ una storia soprattutto di solitudine, una solitudine probabilmente scelta come stile di vita e non necessariamente subita, ma che non alleggerisce il quadro di una vita vissuta all’insegna di un ritiro dal mondo e del ruolo di una società che forse è poco attenta a chi non è propenso ad omologarsi allo stile di vita caotico e ultra social di questi tempi. Fausto non era sposato, viveva con suo fratello maggiore, un uomo anch’esso solitario e amante dei libri, tanto che la sua camera da letto è sommersa da volumi. Entrambi amavano leggere e vivere mille storie e avventurose vicende attraverso i loro amati libri. Umberto Eco una volta scrisse che «chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito… perché la lettura è una immortalità all'indietro». E così Fausto e suo fratello cavalcavano le ali del tempo grazie alla loro fornitissima biblioteca. Ma, all’infuori di queste entusiasmanti esperienze letterarie, la vita sociale vera e propria si riduceva a ben poca cosa. Fausto soleva uscire in bicicletta. Ogni tanto lo si vedeva per le vie del paese: si recava ad acquistare qualcosa da mangiare o per una boccata d’aria. Poi il rientro a casa a riprendere la vita di sempre, tra un libro e l’altro. A Fausto e suo fratello non manca nulla a livello economico, dato che provengono da una famiglia agiata. Il grande gap è forse quell’isolamento che, per quanto scelto, dovrebbe destare attenzione da parte della comunità e attivare le antenne di coloro i  quali sono spesso dediti alla solidarietà, magari attuata verso chi vive dall’altra parte del mondo, ma quasi mai spesa nei confronti di chi vive a due passi da casa nostra. Fausto è morto la mattina di Natale, da solo, davanti alla chiesa matrice di Nicotera che si apprestava a spalancare le sue porte per accogliere i fedeli in festa. Un giorno particolare in cui la tristezza, come la gioia, possono dilatarsi enormemente; e in cui la solitudine pesa come un macigno e può non lasciare scampo.

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