lunedì 23 marzo 2015

Discarica di eternit e altro materiale inquinante in campagna.




Nicotera. Ancora una volta dovere di cronaca ci impone di segnalare una discarica abusiva a cielo aperto di eternit. Ancora una volta sottoponiamo all’attenzione dei lettori delle foto che ritraggono impietosamente uno scempio ambientale. La discarica qui presentata si trova in un’area di campagna, alle spalle del fosso San Giovanni, e comunque ai limiti di una strada interpoderale percorsa abitualmente dagli agricoltori che si recano nei loro apprezzamenti di terreno. L’accumulo di eternit abbandonato può essere definito un vero e proprio attentato alla salute pubblica, infatti le lastre di amianto sono spezzate in più parti, a tratti sbriciolate. Ed è noto ormai a tutti che la polvere di amianto causi il temibile carcinoma polmonare. Le stime, a tal riguardo, diffuse dall’Arpa (sistema nazionale per la protezione dell’ambiente) sono agghiaccianti. Ben il 50% dei carcinomi occupazionali della pleura e dei polmoni sono proprio causate dall’esposizione all’eternit. Ma la polvere di amianto può essere facilmente sospinta dal vento per ogni dove, come un alito malefico che distrugge la salute delle persone, ignare di essere a contatto con il pericoloso elemento.
Il territorio nicoterese è purtroppo puntellato da questi cumuli letali. E le segnalazioni sono state tante. Nel torrente Britto, abbiamo fotografato lastre di eternit, portate in braccio dalla corrente e consegnate al mare, quando la fiumana si ingrossa a causa delle piogge. Quando il torrente è secco, l’amianto giace sul letto del fiume consunto dal sole e dagli agenti atmosferici. Eppure fino a vent’anni fa Britto una località amena, un luogo ideale per trascorrere una domenica a contatto con la natura, ora è una fonte di pericolo per la salute. Lo stesso dicasi della spiaggia  di Nicotera Marina, o presso l’incantevole pineta a due passi dal mare. O, addirittura, nel centro storico Palmintieri. Aree di notevole valore paesaggistico e monumentale deturpate da questi odiosi cumuli che, oltre ad essere indecorosi, cagionano gravi problemi alla salute dei cittadini.
L’ultima discarica, in ordine di tempo, è questa che vi  presentiamo adesso, tra gli agrumeti e le distese di campi di bieta e scarola. Proprio a due passi dei prodotti della terra, qualcuno ha pensato bene di disfarsi della propria copertura di eternit, praticamente a costo zero, ma senza considerare l’azione nefasta del proprio agire. E così che si avvelenano l’ambiente e le persone. Rimuovere un tetto di amianto ha un costo elevato, in molti, non avendo incentivi economici in tal senso, da parte delle istituzioni, preferiscono ricorrere al “fai da te”. Gli unici aiuti da parte dello Stato è di tipo fiscale.
Intanto non è chiaro se il Comune abbia mai effettuato una mappatura dell’eternit presente nel territorio comunale. Ma ciò che al momento appare necessario è attivarsi per rimuovere il materiale tossico accumulato nei vari punti segnalati. Nella tutela della salute pubblica.

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