domenica 20 marzo 2016

Nicotera. Anche il Comitato pro 118 contro il decreto Scura.



Nicotera. Il decreto n. 30, quello firmato da Scura, commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario,  continua a far parlare di sé. A scendere in campo adesso, unendosi al coro indignato dei “no” contro un provvedimento che va a ledere il diritto basilare alla salute dei cittadini, è il Comitato pro 118 per il territorio del basso Vibonese, che lo scorso anno si è attivato per ottenere il presidio di emergenza urgenza da allocare presso il nosocomio nicoterese. Il civico sodalizio ha avviato una petizione. Le firme raccolte sono state più di tremila. E le istituzioni attenzionate dell’emergenza, da parte del Comitato, sono state praticamente tutte: dalla Prefettura, ai dirigenti Asp alla Regione. Nelle mani dei vari attori politici e istituzionali è stata consegnata la petizione, chiara espressione di un disagio intollerabile e di un’emergenza continua. Ma, a quanto parte, per il territorio i “mala tempora” continueranno visto e considerato come si stanno mettendo le cose, a livello regionale. A parlare per conto del Comitato, ancora in attesa di vedere riscontri, è Enzo Comerci, che del civico sodalizio è il coordinatore.
«Il famigerato decreto Scura- esordisce in una nota- è riuscito ad unire, dal Pollino allo Stretto, politici, sindacalisti, associazioni, cittadini più o meno impegnati socialmente in un unico coro per dire no!». Comerci, senza girarci troppo intorno, incrimina Scura di «aver fatto più danno di quanto i politicanti di casa nostra hanno fatto in passato». Il coordinatore del Comitato prosegue, motivando il suo dissenso, ma anche sottolineando il fatto che «tutti, giustamente, hanno gridato al ridimensionamento ed alla riduzione di posti letto, di reparti, di servizi, ma nessuno, e questo è grave, ha speso una parola per evidenziare anche lo scippo di una postazione di emergenza territoriale che dalle cinque attuali, con il decreto 30, dovrebbero passare a quattro. Qui non si tratta di numeri- tuona Comerci- qui si tratta di un servizio salva vita! Già per diversi motivi- argomenta ancora- la vita delle persone viene messa costantemente in pericolo per i tempi, enormi, di intervento del mezzo di soccorso. E’ facile immaginare quanti danni irreparabili può causare la riduzione di una postazione di emergenza».
Il decreto 30 ha dimostrato che tra Scura e il presidente Oliverio vi è una mancanza di collaborazione. E questo fatto, per Comerci, lo si evince anche fatto che nel documento firmato dal commissario ad acta non c’è traccia dell’istituzione di una postazione del servizio territoriale di emergenza urgenza per il territorio nicoterese, mentre invece il 19 marzo dello scorso anno, in occasione della consegna della petizione popolare nelle mani di Oliverio, il presidente assicurò, anche attraverso un comunicato stampa, che si sarebbe attivato per la richiesta avanzata dai cittadini.
Quindi, anche per questo, sottolinea Comerci, il decreto 30 «va ritirato e riscritto in un modo più adeguato alle esigenze delle popolazioni, non dimenticando i cittadini di Nicotera e dei comuni del comprensorio, che non vogliono rassegnarsi ad essere considerati figli di un dio minore».

Nessun commento:

Posta un commento