domenica 13 marzo 2016

Rutilante attività per l'assessorato ai Lavori Pubblici. Trascurati ambiente, sicurezza e servizi ai cittadini.




Nicotera. Probabilmente l’amministrazione Pagano sarà ricordata come quella che più di ogni altra ha posto in essere una serie di interventi nell’ambito dei lavori pubblici. Alcune opere sono state ereditate dalle scorse amministrazioni, altre invece realizzate con le risorse provenienti dagli incassi tributari. La prima riguarda il rifacimento dello storico Quartiere Baglio. Il progetto risale al 2009, quindi all’epoca della giunta Reggio, l’importo è di 750 mila euro.
Altro progetto, ereditato, questa volta, dalla terna commissariale, è quello in fase di attuazione e riguarda il cosiddetto restyling della pineta della frazione Marina. Un progetto sontuoso, dal valore di un milione di euro. Tanti i pini tagliati per far posto ai marciapiedi di cemento, ma il risultato alla fine sarà eccellente, parola dell’assessore ai Lavori Pubblici Federico Polito. Ma molti interventi sono stati promossi dalla giunta Pagano, alcuni non particolarmente amati dai cittadini, come l’inutile piattaforma di cemento presso il Lido Medameo. Trattasi di un’opera di cui si fatica a cogliere il senso, eppure è costata qualcosa come 28 mila euro, insieme ad un intervento in località Papatolo. Anche nelle frazioni sono stati messi a punto dei lavori volti a riqualificare le piazze principali dei piccoli borghi. Dovunque pile di mattoni e quintali di cemento attendono di essere trasformati in architettura. Il desiderio di spalmare il territorio di opere cementizie nasce da una precisa filosofia amministrativa abbracciata dal sindaco Franco Pagano, e da egli stesso espressa nel corso dell’ultimo consiglio comunale: «voglio essere ricordato- ha detto-  come il sindaco che ha realizzato sul territorio delle opere visibili». Una concezione lodevole, forse tipica di certi governi improntati alla propaganda,  che meriterebbe il massimo encomio se non fosse che al notevole fiorire di opere pubbliche, quelle visibili, non vi è lo stesso atteggiamento interventistico nei confronti delle enormi criticità che attanagliano un territorio. Una delle prime è forse quella riguardante l’emergenza acqua sporca in Marina. E più precisamente l’acqua che arriva nelle case di cittadini. Contaminata dal manganese, dallo pseudomonas oltre che di vistose tracce di fango. Tali da renderla marrone. Non si contano le proteste e le prese di posizione dei cittadini riunitisi in comitati spontanei, lettere, esposti e ora persino il Codacons. Alle proteste dei cittadini il comune risponde con un inspiegabile silenzio. Stesso dislivello tra la creazione di opere e la carenza dei servizi, in primis quelli relativi al trasporto dei bambini a scuola: pulmini vecchi e insicuri. Anche il settore sanitario appare vittima di una certa indifferenza. Pur nel difficile contesto storico in cui versa la sanità calabrese, Nicotera è completamente tagliata fuori da ogni forma di servizio. Il tema della sicurezza è un altro punto interrogativo: infatti non si capisce perché l’amministrazione, pur avendo speso un patrimonio di opere pubbliche, non si sia mai attivata per trovare in fondi necessari per un impianto di video sorveglianza.
Dulcis in fundo, l’Ambiente. Un tema troppo complesso e bistrattato che va dalle pessime condizioni del mare, al mancato monitoraggio e pulizia dei fossi che, come un reticolo, disegnano il territorio comunale. Trascurarli significa aggravare quella spada di Damocle che è il dissesto idrogeologico che minaccia il territorio. Può essere che mattoni e cemento, in una realtà complessa come quella nicoterese, debbano avere sempre la priorità ?

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