sabato 20 ottobre 2018

Gli obiettivi raggiunti dalla Commissione straordinaria.


Nicotera.  Sono molti gli obiettivi centrati dalla Terna commissariale. Obiettivi che spaziano dalla bocciatura del Piano regolatore a quelli relativi al decoro della città. Un lavoro che però non basta a definire il quadro completo della programmazione che la Terna si era prefissata di portare a termine già all’indomani del suo ingresso nel municipio costiero nel gennaio del 2017.  Diciannove mesi sono passati da allora e, anche se gli inviati commissariali hanno tentato di risollevare la cittadina da uno stato di perdurante abbandono, molto altro attende ancora di essere risolto. Il settore finanziario è stato quello su cui la Commissione ha puntato maggiormente l’attenzione. Un settore da troppo tempo gravato da una spada di Damocle- il dissesto economico- che incombe su palazzo Convento dall’agosto del 2012, quando, cioè, la prima denuncia, sporta dalla Terna commissariale guidata dall’allora prefetto in quiescenza Palmieri, rivelò che il Comune costiero era stato sistematicamente e impunemente depredato dalla Sogefil, società cosentina di riscossione tributi. Un saccheggio che costò ai contribuenti nicoteresi più di otto milioni di euro, finiti nelle tasche di chi sa chi, anche se ufficialmente a pagare per tutti sono stati i titolari della società cosentina. Le cose da allora non sono andate che peggiorando: l’aumento dei debiti fuori bilancio nonché una serie di altri debiti maturati dal Comune nei confronti della Regione, di altri comuni, di privati, la mala gestione delle casse dell’ente e la continua richiesta di anticipazioni di cassa durante l’esecutivo Pagano non hanno fatto altro che aggravare la situazione. Essendo impossibilitato a pagare i debiti, e nel contempo a progettare investimenti per la città, il Comune, a parere della Commissione straordinaria, non poteva fare altro che dichiarare dissesto economico. Una scelta estrema ma necessaria. D’altronde era ben chiaro a tutti che ormai da troppo tempo il municipio costiero marciava sull’orlo del precipizio finanziario, mancava solo la sua formalizzazione ufficiale, che è stata firmata dall’attuale commissione antimafia.
Altro punto perennemente all’ordine del giorno è il ripristino della legalità. Una delle azioni più efficaci è stata quella relativa alla lotta degli allacci abusivi alla rete idrica comunale da parte di centinaia di cittadini, quasi tutti residenti in Marina. Nel contempo è stata posta in essere l’informatizzazione degli uffici comunali al fine di poter monitorare meglio la gestione della cosa pubblica, in specie nell’area tecnica, settore strategico da cui sono passate storture e malefatte ormai documentate.
Sempre nell’ambito della pubblica amministrazione la Terna ha programmato la creazione di un’anagrafe tributaria informatizzata per combattere l’evasione fiscale. Altri due punti fondamentali sono l’assegnazione dell’appalto della raccolta differenziata, che dovrebbe partire a metà ottobre e la partecipazione a un bando emesso dal Ministero dell’Interno, e riservato ai Comuni sciolti per mafia, che permette al municipio costiero di poter accedere a dei finanziamenti per l’installazione della video sorveglianza. Sempre sul piano della sicurezza è stata sottoscritta formale richiesta alla Prefettura di potenziare la stazione dei Carabinieri e l’apertura di un distaccamento del Commissariato di Polizia, che dovrebbe essere allocato nell’Elefantino rosso, immobile confiscato alla cosca locale. Sul piano del rimpinguamento delle casse dell’ente, il Comune ha proceduto al recupero delle somme di occupazione del suolo pubblico e quelle relative all’occupazione del mercato settimanale. Per quanto riguarda il settore tecnico, è stato rimosso dal ruolo di responsabile il plurindagato ingegnere Carmelo Ciampa. Ora al suo posto c’è l’architetto Bruno Doldo. Con al timone il nuovo dirigente si è provveduto a mettere in stand by l’approvazione del Piano regolatore messo a punto dalla Giunta Pagano. Anzi, il documento è stato proprio bocciato in attesa di ricevere significative manomissioni nel segno di un radicale miglioramento oltre che ripulirlo da una sospetta conversione di decine di terreni agricoli in edificabili.

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