martedì 30 ottobre 2018

La rivelazione della lista Marasco.


Nicotera. La sconfitta di Pino Marasco alle ultime elezioni apre il varco a una serie di dati di fatto che meritano di essere sottolineati, in quanto possono raccontare il grado di maturità politica del tessuto sociale nicoterese. La lettura della geografia dei voti, così come sono stati distribuiti tra i candidati, svela se Nicotera è riuscita ad emanciparsi dalle logiche familistiche così marcate nei piccoli paesi del Sud Italia. Se ha saputo, cioè, subodorare il candidato migliore al di là dell’appartenenza alla “gens” spezzando il laccio dei legami genealogici.
I voti andati esclusivamente a Pino Marasco, leader della lista “Rinascita nicoterese” (le schede, cioè, senza preferenze) sono seicento. Preferenze libere da parte di quegli elettori che hanno voluto tributare il proprio apprezzamento all’infermiere forzista, persona molto conosciuta in paese, decisamente affabile e disponibile. Tuttavia, scorgendo le preferenze accordate agli altri componenti della lista qualche sorpresa salta fuori. In particolare merita una riflessione il caso di Maria Rosaria Corigliano, l’unica candidata a seguire di poco il piazzamento del leader. Infatti ha messo a segno 423 voti, un gruzzoletto di tutto rispetto che agli occhi di molti è giunto inaspettato, se confrontato alla popolarità di cui gode la Corigliano in paese, praticamente bassissima, dato che essa non vive a Nicotera ormai da molti anni, in quanto stabilitasi da tempo a Vibo. Perfettamente spiegabile il consenso se invece si considera che l’avvocatessa in corsa per palazzo Convento proviene da una famiglia nicoterese ampia e ramificata, il che potrebbe oggettivamente essere l’unico motivo per cui ha fatto incetta di voti. Un surplus di preferenze da far impallidire, ad esempio, Patrizia Rocchi, stabilmente residente a Nicotera da svariati anni e soprattutto ampiamente impegnata nel sociale, dove eccelle per le sue doti umane e la sua disponibilità. La Rocchi ha infatti incassato 106 voti (la quota più bassa della lista), esattamente 317 in meno dell’avvocatessa vibonese di adozione. Allo stesso modo, la Corigliano ha superato di 300 voti Pino Leone (124 preferenze), nicoterese doc e noto per i suoi report culturali. Come interpretare, dunque, il successo elettorale di Maria Rosaria Corigliano rispetto ai candidati più presenti e incisivi nel territorio nicoterese? La spiegazione più logica che si possa dare è che l’en plein sia dovuto esclusivamente, come si accennava, all’estesa famiglia di cui proviene. Un consenso, il suo, quindi, di tipo familistico, come nelle migliori tradizioni dei paesi di provincia, quando a prevalere, nelle consultazioni elettorali, è la scelta del parente, fino al terzo o quarto grado, piuttosto che la persona che meglio possa incarnare i criteri per una ferrea difesa degli interessi dei cittadini e del territorio, che non può non partire da una capillare conoscenza dello stesso. Ciò rivela che Nicotera è ancorata ad assunti in vigore quarant’anni fa e che non accennano a venire meno. Della Corigliano possiamo infatti affermare che la sua forza è l’entourage familiare e la parrocchia di provenienza, ma non certo l’impegno sociale e politico concreto sul territorio nicoterese.

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