martedì 8 ottobre 2013

"Decreto svuota province": Marasco auspica la fusione dei comuni di Nicotera e Limbadi, con la conseguente formazione di un'unica grande cittadina.



Nicotera. Le improcrastinabili esigenze di risparmiare soldi pubblici rende urgente un ripensamento complessivo dell’attuale assetto dell’ordinamento locale. Il ridisegno delle circoscrizioni comunali, attraverso l’accorpamento dei comuni di minore entità demografica, è contenuto del “Decreto svuota province” siglato dal governo Letta. Decreto di recentissimo varo, esso risale infatti a poco più di due mesi fa. Questo decreto, oltre a riprendere le intenzioni del governo Monti di sopprimere le province, prevede anche l’accorpamento dei Comuni che non raggiungono i 5mila abitanti.
La fusione dei piccoli comuni porterebbe un significativo risparmio per lo Stato, in quanto sarebbe di gran lunga razionalizzata la spesa per il sostentamento di tali enti. Inoltre, secondo gli estensori del decreto, l’accorpamento produrrebbe sicuri vantaggi alla nuova realtà politica e territoriale nata dalla fusione di più enti. Vantaggi in termini di rappresentanza  e promozione del territorio. Notevoli sarebbero i risparmi in termini economici (in luogo di tre sindaci, ad esempio, ne avremmo solo uno, mentre è prevista la rappresentanza di un certo numero di consiglieri per ogni comunità; riduzione e semplificazione degli apparati pubblici), e, accanto alla riduzione della spesa, sono previsti maggiori trasferimenti di denaro statale (aumenterebbe del 20%).
I comuni italiani sono attualmente 8092, di cui ben 1959 sotto i 1000 abitanti. Ben 5672 (il 70%) sotto i 5mila abitanti. I comuni al di sotto dei 5mila abitanti sono definiti “comuni polvere”, e, quasi al pari delle province, sono considerati uno spreco di risorse pubbliche, cui urge correre ai ripari.
In Calabria vi sono 409 comuni.  50 nella provincia di Vibo Valentia. In quest’ultima, solo 6 comuni, escluso il capoluogo, sono al di sopra dei 5mila abitanti; essi sono: Pizzo, Mileto, Serra San Bruno, Tropea, Nicotera e Filadelfia.
E’ necessario, dunque, che molti comuni del Vibonese comincino a familiarizzare con l’idea di fondersi con altri enti, superando ogni forma di vuoto campanilismo. Perché, sembra che, se non provvederanno spontaneamente ad intraprendere questa nuova forma di dimesionamento, si procederà con l’accorpamento forzoso (qualora il decreto, com’è prevedibile, si tramuterà in legge).
Per quanto riguarda Nicotera, essa in teoria, non è interessata direttamente al decreto svuota province, in quanto al di sopra dei 5mila abitanti, tuttavia potrebbe essere interessata ad “annettere” a sé il comune di Limbadi. I Comuni dell’entroterra vibonese, che devono contemplare seriamente l’eventualità di un accorpamento con i municipi viciniori sono molti, ma per alcuni di essi, come ad esempio Limbadi, potrebbe essere di gran lunga vantaggioso fondersi con la vicina Nicotera. E’ questo l’auspicio dell’assessore al bilancio Marasco, un auspicio ma anche un invito ai limbadesi a riflettere sugli indiscutibili benefici che l’accorpamento con Nicotera potrebbe loro derivare.
«Ho sempre auspicato che Nicotera e Limbadi si fondessero in un’unica realtà- ha dichiarato l’assessore Marasco- in quanto ritengo che l’annessione di Limbadi a Nicotera non possa che arrecare sicuri vantaggi ad entrambe le cittadine. Questi vantaggi derivano innanzitutto dalla creazione di un grande comune che, per estensione  e numero di abitanti, sarebbe una ente che non passerebbe certo inosservato, accrescendo così il suo potere contrattuale in termini politici. Io sono di Badia, frazione che si trova al centro dei due comuni, e ho sempre accarezzato l’idea che un giorno essi divenissero una cosa sola: la frazione Badia, rappresenta un anello di collegamento tra Nicotera e Limbadi: questo piccolo borgo rappresenta un ”trait d’union”, anche strutturale, tra i due comuni. Se crollassero i campanilismi così duri a morire potrebbe nascere un’unica grande cittadina, e spero che il decreto svuota province rappresenti questa svolta epocale per il nostro territorio. D’altronde- ha osservato ancora Pino Marasco- se è crollato il muro di Berlino, non vedo perché non possa crollare il  muro del campanilismo e del particolarismo».
Abbiamo chiesto all’assessore di enumerare eventuali vantaggi pratici che Limbadi potrebbe cogliere accorpandosi a Nicotera. Marasco sfodera degli argomenti piuttosto convincenti. «Pensiamo alla dieta mediterranea- ha argomentato l’assessore- Limbadi con la sua grande tradizione gastronomica potrebbe trovare in Nicotera una formidabile vetrina per i suoi prodotti. Pensiamo al mare, anche da questo angolo di Mediterraneo Limbadi potrebbe trovare buone occasioni di sviluppo. Noto è infatti la fattività e lo spirito imprenditoriale dei limbadesi. Altro elemento non trascurabile: la dirigenza scolastica. In qualità di consigliere- ha aggiunto Marasco, avviandosi alla conclusione- propongo, in vista di questo decreto legge che a breve potrebbe diventare attuativo, di creare una commissione mista, fatta di limbadesi e nicoteresi, che valuti i punti di incontro, le ricchezze, le potenzialità di queste due cittadine, per poterne trarre vantaggio l’una dall’altra, al fine di dare vita a una nuova “persona giuridica”, previa metabolizzazione di tale nuova trasformazione».
Naturalmente, quando si procederà all’accorpamento dei comuni, sarà una consultazione referendaria a decidere da quale parte i limbadesi vogliono stare. Se lato mare (Nicotera), o lato montagna (San Calogero).
Enza Dell’Acqua







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