martedì 12 agosto 2014

Vandali in azione alla Madonna della Scala






Alla luce dei molti atti vandalici registrati nella cittadina costiera dall’inizio dell’anno, si può argomentare che esiste a Nicotera una agguerrita squadra di teppistelli che ammazza la noia della vita di provincia danneggiando quanto appartiene al patrimonio comune. Oggetto dell’attenzione dei malviventi l’incantevole affaccio di Madonna della Scala. Qui, nel giro di una quindicina di giorni si sono consumati ben tre gesti vandalici. L’ultimo risale a sabato scorso. Nella notte, i soliti ignoti hanno preso di mira le fioriere che decorano il piazzale antistante la chiesetta;  al loro interno le piante amorosamente curate dagli aderenti del Comitato restauro Madonna della Scala. I grossi vasi di terracotta sono stati divelti, alcuni si sono rotti, e i fiori calpestati. Gesti immotivati e deprecabili, a cui non si riesce a dare una chiara lettura.
Circa una quindicina di giorni fa, una panchina è stata distrutta; di seguito, olio per motore è stato versato sul pavimento dello spiazzo di fronte la chiesetta, rovinando irrimediabilmente le mattonelle. Spetta adesso ai Carabinieri della stazione di Nicotera, guidati dal comandante Raffaele Castelli, stabilire se tali gesti siano firmati dalla stessa mano (come, fin da  subito, è parso plausibile), o se, invece, abbiano regie diverse. Quel che è certo è che per l’intera comunità nicoterese tale scempio è un atto grave e deprecabile, verso il quale in  modo unanime è stata espressa aperta condanna.
La Madonna della Scala è posta sull’acropoli nicoterese. E’ decisamente il punto più alto e incantevole della collina. Da lì lo sguardo abbraccia la vastità azzurra del mare, la piana di Gioia Tauro, i paeselli arrampicati alle pendici dell’Aspromonte; nelle giornate serene si vede addirittura Messina e le retrostanti colline. Uno spettacolo mozzafiato. Molte coppie scelgono questa chiesetta da favola per coronare il loro sogno d’amore.
Solo da poco questo luogo incantevole ha ritrovato il suo antico splendore. Un gruppo di cittadini, circa un decennio fa, sotto la guida di don Francesco Vardè, ha dato vita a un Comitato, il cui compito è quello di restituire all’intera area la sua innata bellezza, in nome e in ricordo dei tanti ragazzi vittime della strada. Nel corso degli anni hanno raccolto i fondi necessari- circa cento mila euro- per iniziare i lavori di ristrutturazione, grazie all’annuale allestimento della Festa del Dolce, fortunatissima manifestazione che si svolgeva nel cuore dell’estate. Si è fatto tanto, ma urgono nuovi interventi di riqualificazione, per cui non si esclude, da parte dello zelante comitato, il ripristino dell’evento estivo dedicato ai dolci.
L’atto vandalico di sabato sera ha creato non poco sconcerto. Grandi le manifestazioni di solidarietà da parte dei compaesani. Solidarietà che non si è fermata alle semplici parole, ma molti hanno voluto offrire un aiuto materiale e concreto. E intanto si riapre l’eterno dibattito cittadino intorno alla sicurezza e alla video sorveglianza.


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