mercoledì 14 agosto 2013

«Con buona pace dei gufi nostrani ed esterofili che vorrebbero rovinare l’immagine della nostra città»



Nicotera. Fin dalle primissime ore del mattino un grosso automezzo per la movimentazione della terra ha cominciato a scavare nei pressi della foce del fosso San Giovanni, vicino al vecchio depuratore. La ruspa ha rimosso tonnellate di terra. Cosa cercava? L’arma del delitto, ovvero il presumibile tubo che potrebbe essere la conduttura di quei liquami color marroncino che quasi ogni giorno striano il mare di Nicotera Marina, conferendogli un’aria decisamente poco invitante. Ma, a quanto sembra nulla è stato trovato. L’operazione è stata voluta dal Comune. Lapidario ma efficace il sindaco nello spiegare il senso di questa iniziativa. «Abbiamo messo in atto questo intervento presso il fosso San Giovanni al fine di fugare ogni dubbio in merito alla questione mare. I risultati di tale escavazione ci danno ragione, ovvero possiamo escludere, allo stato attuale, che non esistono fonti di inquinamento. Le nostre affermazioni sulla bontà delle nostra acque è supportata dai fatti. A breve- ha continuato ancora il primo cittadino- indiremo una conferenza stampa, nel corso della quale offriremo i documenti inconfutabili sul lavoro che è stato fatto». Franco Pagano mostra di non voler lasciare nulla di intentato, e di volere quindi abbinare a delle incontrovertibili prove di laboratorio, anche i risultati di un lavoro sul territorio, nel quale si dimostra che il “tubo fantasma” resterà solo, per l’appunto, un fantasma. «Con buona pace dei gufi nostrani ed esterofili che vorrebbero rovinare l’immagine della nostra città», ha aggiunto il sindaco, con l’aria di chi si sta togliendo un sassolino dalla scarpa.
Ormai da molte settimane si trascina la questione mare, che assume sempre di più i toni di una tragicommedia un po’ surreale. Un consiglio comunale con relativo editto del sindaco, le voci rassicuranti dei comandanti delle capitaneria di porto di Vibo e Gioia Tauro, l’arrivo imminente degli esiti dei prelievi effettuati presso le acque di Nicotera Marina, non sono bastati a convincere i bagnanti che «il mare è sporco ma non inquinato» e che dunque non attenta alla salute umana, benché il suo aspetto, a partire da un certo orario in poi, sia davvero rivoltante e faccia fuggire via tutti i bagnanti dall’arenile. Ha aderito alla tesi del mare inquinato anche il consigliere Dimasi, mosca bianca nella maggioranza cui appartiene. Nel corso del consiglio straordinario del 26 luglio, seppur scusandosi tra le righe per aver sollevato un polverone, suo malgrado, ha timidamente confermato quanto detto. In questa situazione un po’ difficile da decriptare, con le sue fazioni contrapposte, è difficile comprendere dove alloggi la verità. Quel che è certo è che le associazioni non credono affatto alla tesi del «mare sporco ma non inquinato», e si stanno perciò mobilitando.
Esercenti e  cittadini sono ormai sul piede di guerra. Hanno già organizzato per il 6 di agosto una riunione in piazza cui sono invitati tutti, ma proprio tutti, per discutere sulla questione male.
Enza Dell’Acqua





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