mercoledì 14 agosto 2013

Il sindaco Pagano abbraccia il Pd



Nicotera. E così il consiglio di giovedì ha visto la nascita di una nuova geografia politica in seno alla maggioranza. Alla nascita del gruppo consiliare del PdL, che ha visto l’adesione di Mollese, Polito e un vistosamente ringalluzzito Dimasi, deve essere annoverato l’abbraccio del sindaco Franco Pagano al Partito Democratico, ala renziana.
«Come maggioranza abbiamo deciso di passare alla seconda fase della vita amministrativa,- ha dichiarato Pagano- ovvero caratterizzarla politicamente. Sono successi alcuni eventi che non consentono più di rimanere nella vaghezza, per cui abbiamo ritenuto opportuno formare dei gruppi che si richiamano ai partiti politici per cercare di dare sia maggiore visibilità all’amministrazione, sia per dare maggiore credibilità alla nostra città, allorquando si andrà ad interloquire con le istituzioni. Vogliamo sgombrare il campo dell’idea che nella giunta non vi è alcuna spaccatura  divisione,- ha precisato- l’accordo che cementificava la maggioranza è vivo e vegeto e più forte che mai. Abbiamo sempre saputo che questa maggioranza è composta da sensibilità politiche diverse, c’è una parte che si richiama al centro destra, mentre io aderisco al Pd, richiamandomi alla sensibilità politica espressa da Matteo Renzi. Quanto prima andremo a costituire, accanto alla nascente gruppo consiliare Pdl, il gruppo consiliare del Pd».
Il sindaco dunque, da sempre professatosi comunista, è ora passato in un’area moderata della sinistra.
Il palazzo rimane sempre lo stesso, diciamo solo che il primo cittadino ha cambiato appartamento.
Operaio del diritto Osservando la storia politica del sindaco, dal suo insediamento ad oggi, possiamo dire che essa appare assai variegata. L’avvocato Pagano si è sempre definito comunista, tant’è vero che nella sua pagina facebook, alla voce professione, si legge «operaio del diritto», volendo, probabilmente, con questa espressione, rimarcare la sua simpatia verso il mondo operaio, motivo di lotte appassionate della veterosinistra alle cui idee egli ha sempre dichiarato di aderire. Tuttavia, nel candidarsi alle elezioni amministrative del novembre 2012 egli avrebbe ottenuto ampi consensi da parte dell’elettorato di destra; evenienza questa che comprova la massima vespasiana, riadattata ai tempi moderni, «voto non olet».
Prova di questa tacita simpatia con la destra è stata un’altra circostanza degna di nota: durante la campagna elettorale per le politiche del febbraio 2013, il presidente della regione Giuseppe Scopelliti, solo due sere prima del voto, si presentò a Nicotera, con un bel codazzo di accoliti, per raccogliere consensi. Ad accoglierlo nella sala consiliare della cittadina tirrenica c’era proprio l’operaio del diritto Franco Pagano, che poi si assise alla sua destra, durante l’appassionato discorso del presidente della Regione.
Si può affermare che il PdL è stato l’unico partito che il sindaco si è ritrovato accanto nei momenti cruciali della sua amministrazione.
Si pensi ad esempio al tristemente famoso attentato del 26 giugno. Il consiglio straordinario indetto per il giorno seguente vide la presenza di un bell’esponente del PdL, Nazzareno Salerno. Il partito capeggiato da Silvio Berlusconi fu l’unico, in quella difficile situazione, a materializzarsi nella sala consiliare del Palazzo Convento. A parte i vari messaggi di rito giunti dalle più disparate parti politiche, in quella occasione solo il PdL si fece vivo, nella persona dell’assessore Salerno, che tuonò un discorso di fuoco vòlto a sostenere l’attività del sindaco.
Ora la nascita del gruppo consiliare del PdL, benedetto da Franco Pagano. Mentre si attende l’esordio del gruppo consiliare del Pd.
Quel che ne viene fuori, da questo colorito mosaico, è un amministrazione ibrida, una specie di “governo delle larghe intese” (rimpicciolito su scala nicoterese), come si suole dire elegantemente adesso, perché il termine “inciucio” ferisce le orecchie degli attori protagonisti di questo variegato caleidoscopio politico.
Ciò che emerge con chiarezza dalla seduta consiliare di giovedì, è che il sindaco ha lasciato intendere che continuerà la sua attività amministrativa, e che la nuova corazza politica gli servirà per affrontare meglio la dura vita di un sindaco di provincia nel profondo Sud.
Per quanto concerne il futuribile gruppo consiliare del Pd abbiamo chiesto all’assessore alla cultura Pina Lapa se potrebbe farne parte.
«Al momento non assumo posizioni politiche, non ho una precisa ideologia politica. Schierarmi in questo momento- ha aggiunto l’assessore- significa farlo non per un motivo ideologico, ma per motivazioni diverse. E’ importante che la giunta abbia un colore politico, ma ci vuole anche un fondo di motivazioni, ispirate da un’ideologia».

Enza Dell’Acqua









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