giovedì 27 ottobre 2016

Comune commissariato. E' in arrivo il vice prefetto vicario Lucia Iannuzzi.



Nicotera. Sarà Lucia Iannuzzi, vice prefetto vicario di Vibo Valentia, il commissario prefettizio che reggerà le sorti del Comune costiero per un periodo che non è ancora possibile quantificare. La comunicazione è arrivata ieri mattina al segretario comunale Vincenzo Calzone, dopo che lo stesso aveva notiziato il prefetto Casabona che le dimissioni di Franco Pagano erano divenute effettive, essendo trascorsi i venti giorni concessigli per ritornare sui suoi passi. Ma la decisone di Pagano è stata irremovibile. Non un’esitazione, nessun cenno di ripensamento. Gravato dalle note vicende giudiziarie e mediatiche, oltre che da problematiche familiari, ha lasciato una poltrona che era ormai diventata incandescente. L’amministrazione dimissionaria lascia un comune oberato dalle difficoltà. Preso d’assalto, quasi ogni giorno, dai cittadini stremati da criticità con cui oggettivamente è difficile convivere. Alla commissaria prefettizia Iannuzi, dunque, è affidato un compito non semplice: la gestione del lascito dell’amministrazione Pagano alla città. Un’eredità irta di punti difficili, che si trascinano da anni e non hanno mai trovato una soluzione. Patate bollenti che passano nelle sue mani e che essa dovrà cercare di risolvere con i poteri che per legge le sono stati conferiti: ovvero, le stesse funzioni del sindaco, della Giunta e del consiglio comunale. Probabilmente sin da subito si confronterà con una cittadinanza pervasa dal malcontento. E il suo compito, oltre che pratico, sarà anche morale: far rinascere nei cittadini la fiducia perduta nelle istituzioni, dopo un lungo periodo di latitanza della giunta Pagano, in cui la città pareva navigare a vista, senza una guida ferma e sicura. Ma sarebbe limitativo soffermarsi esclusivamente sull’amministrazione uscente. La fiducia che i cittadini devono recuperare è anche nei confronti dei commissari prefettizi, piena espressione dello Stato nel territorio. Nicotera è un paese sciolto per mafia per due volte in dieci anni, mentre una nuova commissione antimafia potrebbe presto varcare le soglie di palazzo Convento. L’esperienza dei nicoteresi in fatto di commissariamento non è certamente stata da immortalare. Anzi. I problemi di sempre sono rimasti tali e quali. Ora, posto che la Iannuzzi non è un commissario antimafia, rappresenta comunque quel tipo di gestione inviata dal Governo che non ha lasciato un buon ricordo nei cittadini. La vicenda Sogefil è lì a dimostrarlo: uno scandalo che si è consumato anche sotto gli occhi della terna commissariale. E’ necessario, insomma, riscattare l’idea che la città ha dei commissariamenti, quali prolungamenti dello Stato. Ma non solo. Il pensiero dilagante è la necessità di valutare quanto utile sia alla causa della legalità la gestione commissariale del comune. Nel senso che due commissariamenti non hanno ripulito la macchina amministrativa: gli scioglimenti per mafia non hanno portato ad inchieste e relative sanzioni nei confronti di chi ha condotto il paese sull’orlo del precipizio. Insomma: controlli, accertamenti penali e condanne non se ne sono mai visti. E gattopardianamente tutto è rimasto com’è, nonostante sembrava che tutto stesse cambiando. La Iannuzzi, chiaramente, è un commissario prefettizio il cui tempo di permanenza a Nicotera dipenderà dalla decisione del Consiglio dei Ministri. E’ però una rappresentante di quello Stato troppe volte invocato dai cittadini perbene. C’è bisogno della sua autorevolezza, della sua presenza risoluta, del ripristino del rispetto della legalità. Di credere, insomma, nelle Istituzioni.

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