domenica 30 ottobre 2016

Lavori alla pineta. Avviso di garanzia per Carmelo Ciampa e i responsabili della ditta esecutrice dei lavori.





Nicotera. L’inchiesta sulla riqualificazione del water front della pineta prometteva, sin dal suo esordio, importanti sviluppi. I primi risultati delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, su impulso della Procura di Vibo, hanno cominciato a dare i loro frutti. Infatti, ieri mattina gli uomini delle Fiamme Gialle si sono portati sul water front, appena ultimato, dove vi hanno apposto i sigilli. L’opera, quindi, da ieri mattina è sotto sequestro su disposizione della Procura a seguito delle risultanze prodotte dai febbrili accertamenti svolti nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza. Ma non solo. Ci sono anche degli indagati. Si tratta di Carmelo Ciampa, dirigente dell’ufficio tecnico comunale; Raffaele Galati, amministratore unico della ditta appaltatrice; Gaetano Artusa, direttore dei lavori. Ma potrebbe non essere finita qui, e altri nomi potrebbero saltare fuori nelle prossime settimane. Intanto, le tre persone raggiunte dagli avvisi di garanzia sono accusate di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. La cosiddetta riqualificazione del water front è finita sotto la lente di ingrandimento della Procura a seguito della denuncia presentata da un imprenditore, arrivato secondo nella gara d’appalto, e che aveva ravvisato una serie di irregolarità nella procedura di assegnazione dei lavori. L’esposto ha dato il via alle indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, guidato dal maggiore Alessio Iannone. Una settimana fa, come riportato dal Quotidiano, si è svolta una articolata operazione della Guardia di Finanza. Erano ben 27 i militari delle Fiamme Gialle dislocati tra il water front, il municipio e la Sua. Sono stati acquisiti e sequestrati i documenti inerenti i lavori oggetto delle indagini. Ieri, i clamorosi sviluppi, ma, pare, vi siano nuove sorprese all’orizzonte. La riqualificazione del water front della pineta, opera assai discussa in città, fin dalla posa della prima pietra, non è mai stata salutata con entusiasmo dai cittadini, perché ritenuta lesiva delle bellezze naturali del posto, ma soprattutto a far sorgere grandi perplessità era, ed è, il fatto che quel manto di asfalto e cemento si estende su un’area gravata da enormi criticità relative al sottostante impianto fognario. A ciò si aggiunga che i materiali usati non sarebbero di eccelsa qualità, dato che, secondo le Fiamme Gialle, si prospetta anche il reato di truffa in pubbliche forniture. Vi è poi la questione del ribasso offerto dalla ditta vincitrice (la Chiariello Groups). Addirittura del 30%. Offerta imperdibile che ha favorito la Chiariello sulle altre. Val la pena ricordare che la procedura dei ribassi nelle gare d’appalto era uno dei must degli amministratori guidati dall’ex sindaco Pagano. Un vero e proprio punto di orgoglio, un “sistema”, a loro dire, congegnato per far risparmiare soldi all’ente. Eppure, non sempre le cose filavano lisce e l’inchiesta sul water front è lì a dimostrarlo. Una nuova tegola, dunque, colpisce il Comune costiero. Dopo la vicenda dell’atterraggio dell’elicottero in pieno centro, e relativi avvisi di garanzia, arriva un’altra batosta. Anche questa volta coinvolto Carmelo Ciampa, il dirigente di un ufficio tecnico che è il motore pulsante del Comune. Da capire solo chi è il vero azionatore di un meccanismo inesorabile, che da troppo tempo stritola il rispetto di ogni regola.

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