mercoledì 5 giugno 2013

Sparirà anche l'ufficio di collocamento



Nicotera Strano clima si respira in questi giorni a Nicotera. Sembra essere nel bel mezzo di un film di guerra dal titolo evocativo “I giorni del saccheggio”, infatti dopo la notizia (accolta malissimo dai cittadini) che presto la Guardia di Finanza, dopo ottant’anni di permanenza, lascerà la sede di Nicotera Marina, adesso la cittadinanza attonita è di fronte ad una nuova notizia di trasferimento di un servizio essenziale: si tratta dell’ufficio di collocamento che presto sparirà dalla cittadina tirrenica e troverà la sua nuova sede altrove. La cosa sembra ormai certa. L’avrebbero già stabilito i commissari prefettizi di stanza alla Provincia. Anzi, sembra che già due impiegati siano trasferiti a Vibo. Presto lo saranno tutti gli incartamenti e tutto ciò che può essere un servizio utile alla comunità.
L’ufficio di collocamento, che adesso si chiama Cilo (centro impiego locale occupazionale), svolge mansioni utilissime: qui i lavorati fanno domanda di disoccupazione quando chiudono un rapporto di lavoro; qui informazioni intorno al mondo del lavoro; notizie di eventuali possibilità lavorative vengono fornite al sempre più corposo popolo dei disoccupati; qui i bandi per sostenere famiglie in difficoltà; vaucher di sostegno ad utenti indigenti per poter sostenere le spese dell’asilo per i figli. Insomma servizi irrinunciabili cui i cittadini dovranno comunque dire addio.
Le motivazioni di questa spoliazione sono le solite: non ci sono i soldi per mantenere aperto l’ufficio, perché tutte le spese, comprese quelle dell’affitto, sono sostenute dalla Provincia. Le sole spese di locazione mensili si aggirerebbero intorno alle 1200 euro. Tuttavia, un bel po’ di tempo fa, il consigliere di opposizione Anna Maria Giofrè ha chiesto al sindaco Franco Pagano, tramite richiesta regolarmente protocollata, di occuparsi della questione Cilo, perché la notizia di quest’ennesima spoliazione era nell’aria da tempo. La richiesta della Giofrè cadde nel vuoto e adesso l’eventualità di un trasferimento dell’ufficio è diventato un fatto reale. Ciò che veniva chiesto all’amministrazione era che il rischio di questo nuovo depauperamento di una risorsa indispensabile per la comunità fosse dribblato, cercando di trovare dei locali, di appartenenza del Comune, che potesse ospitare l’ufficio.
Sembra che nel Vibonese gli uffici di collocamento che non sentiranno il peso della crisi saranno: Tropea, Mileto, Filadelfia e Pizzo. Tutti gli altri saranno spazzati via, compreso Nicotera, che finora ha servito anche l’utenza di Joppolo.
Sulla notizia della chiusura del Cilo è intervenuto anche il consigliere d’opposizione Pino Brosio, che così si è espresso: “Se la notizia della chiusura del centro per l’impiego locale e occupazionale trova conferma penso che qualsiasi cittadino possa sentirsi autorizzato a pensare che il comprensorio nicoterese si trovi al centro di una strategia istituzionale mirata al suo completo impoverimento. In passato- ha aggiunto il consigliere- non sono stati pochi i servizi persi a vantaggio di altre realtà. Oggi, dopo il provvedimento di chiusura della caserma della Guardia di Finanza di Nicotera Marina, arriva anche quello che pone fine all’attività pluridecennale di un ufficio che nel 2012, pur in presenza di un drastico taglio del personale, ha espletato quasi 3500 pratiche. Un carico di lavoro enorme legato al fatto che la competenza del Cilo nicoterese riguarda anche il comune di Joppolo”.
“Alla base della decisione ci sarebbe, ancora una volta,- ha aggiunto Brosio- l’esigenza (in questo caso della Provincia) di tagliare le spese destinate al pagamento di fitti di musei, associazioni e altre strutture. Nel nome del risparmio si cancellano i servizi di primaria importanza abbandonando il territorio nel degrado assoluto. Non è giusto, non è accettabile, non è proponibile!- ha tuonato l’esponente di Nicotera Mediterranea, che ha continuato: “Adesso è allarme sociale. L’amministrazione comunale non potrà stare a guardare di fronte a tanto sfascio. Ad essere penalizzati saranno i giovani, disoccupati, precari e inoccupati, cioè le categorie meno abbienti che troveranno grosse difficoltà a raggiungere Vibo o Tropea o un qualsiasi altro centro per il disbrigo delle tante pratiche che le riguardano. I gruppi di opposizione in consiglio comunale- ha promesso Brosio- saranno in prima linea per sbarrare il passo ad ogni scelta che penalizzi la collettività”.
Enza Dell’Acqua

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