domenica 1 settembre 2013

Criminalità, si alza il livello.



Nicotera. Vandali in azione la notte di giovedì presso la scuola elementare. Gli ormai soliti ignoti hanno forzato la porta della scuola elementare, vi hanno fatto ingresso e svuotato un estintore. L’ennesimo atto di vandalismo si colloca ormai pericolosamente in quel piano della normalità  e della quotidianità, mentre la rabbia monta tra la gente che non vuole arrendersi alla “banalità del male”. Tra l’altro, il gesto vandalico presso la scuola elementare si è consumato esattamente poche ore prima della clamorosa rapina al gioielliere, un agguato verificatosi nel cuore della mattinata, in pieno centro storico. Questo drammatico evento ha portato comunque alla ribalta in città il tema della sicurezza, una tematica questa che, per la verità, non era mai stata deposta in cantina, per il semplice fatto che Nicotera sfoggia una bella rosa di atti delinquenziali e vandalici che si arricchisce, ogni volta, di nuovi episodi criminosi. Il tempo di dimenticarsi degli assalti dei malviventi proprio non c’è, e la cronaca di questi ultimi mesi ne dà piena testimonianza.
Dall’inizio dell’anno a Nicotera si sono registrati una serie ininterrotta di gesti vandalici. Presi di mira dai teppisti lo storico liceo classico, l’istituto tecnico industriale e la scuola elementare. Danneggiati anche alcuni esercizi commerciali e delle abitazioni private. Le macchine incendiate sono state invece almeno due. Insomma, la cittadina tirrenica non si è fatta mancare proprio niente. A questi episodi devono aggiungersene altri che vanno ad innalzare il livello criminale di quelli finora esposti. Si tratta di almeno tre rapine a mano armata, verificatesi, in ordine di tempo, presso la filiale della banca Monte di Paschi di Siena, in pieno centro cittadino, lo scorso aprile; a luglio i ladri hanno fatto incursione in un discount di Nicotera Marina, mentre la rapina al gioielliere di giovedì, nel cuore della mattinata e in pieno centro storico, è attualissima cronaca di questi giorni.
Tuttavia, si è raggiunta l’apoteosi la notte del 26 giugno, quando qualcuno armato di un fucile di guerra, ha sparato contro la villetta del sindaco la bellezza di 37 colpi di kalashnikov, catapultando un’intera città nello sconcerto più totale.
La cittadina costiera è così in balìa di piccoli e grandi criminali, e la sensazione che serpeggia tra i cittadini è quella si sentirsi abbandonati da parte di chi invece dovrebbe tutelarli.
Negli ultimi mesi la città ha dovuto combattere per scongiurare il trasferimento della Guardia di Finanza presso la tenenza di Tropea. Un risultato lo si è ottenuto: si è riusciti a prorogare il trasferimento dell’importante avamposto di legalità di un anno. Passato quest’anno bisognerà ricominciare a lottare per salvare la Fiamme Gialle. Ciò che i cittadini si aspettano, e che il consiglio comunale ha chiesto in modo univoco, è che si potenzino le forze dell’ordine, che sia garantita la sicurezza. Ma quello che dovrebbe essere un diritto, assume invece le sembianze di una grazia ricevuta dall’alto, una gentile concessione. La gente è impotente, oltre che contro le logiche criminali che animano un territorio di frontiera come Nicotera, anche contro le logiche economiche che prevedono tagli e depauperamenti di importanti presidi di legalità. Stretta nella tenaglia della malavita e del silenzio delle istituzioni, Nicotera si regge dignitosamente in piedi grazie alla sete di giustizia della stragrande maggioranza dei suoi abitanti, gente perbene che non sa arrendersi e che combatte con le armi che ha a sua disposizione, le armi della rabbia e dell’esasperazione: le bottiglie frantumate di birra davanti alla gioielleria assalita giovedì dai delinquenti ne sono il segno più eloquente. Quei cittadini che hanno aggredito i ladri a colpi di bottigliate sono il segno di quel coraggio che nasce da un malessere profondo, quel “non poterne più” che ti spinge a compiere atti che mettono a repentaglio la tua vita.
Quello che Nicotera si aspetta adesso è che i delinquenti siano assicurati alla giustizia. Cercando però anche di comprendere le cause sociali e culturali che soggiacciono ai vari crimini.
I vandali notturni, volendo azzardare analisi criminologiche, probabilmente agiscono per noia e forse perché amano immaginare di essere i protagonisti di un video game cruento e brutale. Forse quella stessa noia che qualche settimana fa ha spinto tre bravi ragazzi americani ad un uccidere un uomo, solo perché si annoiavano e non sapevano cosa fare.
Chi invece compie le rapine agisce spinto dalla famosa crisi o, molto più verosimilmente, dall’innata vocazione al crimine.
Come osservò una volta lo scrittore William Maugham «se dedicassero la stessa perseveranza, la stessa intelligenza, lo stesso spirito di risorsa ad attività oneste, guadagnerebbero senza dubbio molto denaro, ma sono fatti così: amano il delitto». Ma il miracolo si può sempre compiere, e per redimersi c’è sempre tempo.
Enza Dell’Acqua




Nessun commento:

Posta un commento