venerdì 13 settembre 2013

Don Francesco Vardè: "La Chiesa non sia diffamata".




Nicotera. Dopo le dure esternazioni dell’assessore Federico Polito nei confronti della Chiesa (esternazioni sottoscritte e condivise dal sindaco Franco Pagano, in una successiva dichiarazione alla stampa), don Francesco Vardè, parroco arciprete della Cattedrale di Nicotera, ha inteso rispondere per amore della verità. Ha così stilato una nota, nella quale analizza le accuse rivolte alla Chiesa locale, e con grande concretezza invita alla riflessione sincera e pacata, sui dati di fatto.
La nota, oltre ad essere una replica esauriente e puntuale, apre uno scenario sulle condizioni complesse nelle quali opera un parroco in una realtà, non semplice, come quella meridionale e nella specie nicoterese. Le parole di don Francesco bandiscono ogni intento polemico: anzi, in esse vibra l’invito al dialogo e al confronto, per il bene della comunità.
«Con molto dispiacere- esordisce don Francesco- ma anche con serenità evangelica, apprendo la notizia, da molti fedeli e istituzioni che mi hanno attestato il loro solidale affetto, di affermazioni mendaci rese pubbliche dalla stampa, che offendono non l’uomo ma il Sacerdote che rappresenta la Chiesa cattolica e il suo impegno religioso e sociale, da parte di un esponente dell’amministrazione comunale di Nicotera. Tutti siamo passibili- si legge nella nota- di critica sull’operato e su scelte condivisibili o meno, ma arrivare alla menzogna e diffamazione non si addice a chi è rivestito di pubblica autorità, che dovrebbe risplendere per onestà intellettuale e morale».
Le accuse. Ecco le accuse rivolte a don Francesco: «fare riunioni in sagrestia per parlare di turismo, mare, rifiuti e organizzare liste politiche».
I fatti. «Già nel marzo del 2012- rammenta don Francesco- durante la visita pastorale si S.E. il Vescovo nella nostra città, egli stesso propose di istituire un Forum delle associazioni, per mettere in rete i vari sodalizi ecclesiali e civili. Fui quasi costretto ad accettare il coordinamento, nonostante già molto impegnato pastoralmente in una comunità numerosa e complessa come Nicotera. Da subito nello statuto- precisa il sacerdote- si evidenziò la natura apartitica del Forum».
Don Francesco tiene a sottolineare che, fin dal suo esordio, il Forum metteva sul tappeto le varie criticità vissute dai cittadini, e il clima che si respirava a Nicotera non era certo dei più sereni, a causa delle desolanti problematiche che si stagliavano sullo sfondo della comunità nicoterese.
Grazie alle attività del Forum, tese a ridare vitalità a una Nicotera che scivolava inevitabilmente nell’apatia, «ci fu un grande entusiasmo e le acque cominciarono a muoversi»; don Francesco elenca una infinita serie di iniziative promosse dal coordinamento dei civici sodalizi.
«Immediatamente dopo l’insediamento della odierna amministrazione- si puntualizza nella nota- il Forum si è subito posto in dialogo, invitando più volte assessori e consiglieri a prendere parte alle riunioni del Forum, e ciò risulta dalle lettere di convocazione». 
Anche sulla questione mare il Forum si è attivato per tutelare la più importante risorsa economica del territorio. Mentre, precisa ancora il parroco, grandi energie sono state spese per «organizzare, di concerto con l’amministrazione, la festa dell’Assunta e i vari eventi estivi», che hanno animato l’estate nicoterese, «cedendo anche il programma del Forum al comune per fare insieme un unico calendario, come era avvenuto a Natale». 
Riunioni a porte spalancate «Caro assessore- obietta don Francesco- davanti a questi fatti e dati inconfutabili di dialogo e grande rispetto mi chiedo: perché screditare la Chiesa locale e diffamare i suoi rappresentanti? Perché queste accuse gratuite e infamanti di “riunioni in sagrestia”?».
«Le riunioni ci sono state eccome- ribadisce ancora il parroco- ma del Forum, nel salone sopra la sagrestia, a porte spalancate, come dal primo giorno, per la comodità di avere un luogo spazioso, affrontando le problematiche con passione civica e spirito di volontariato. Per quanto riguarda la formazione di liste, addirittura al plurale, guardi- osserva rivolgendosi all’assessore- che le elezioni sono state 12 mesi fa! Siamo seri! ».
A questo punto della nota don Francesco rivela un dettaglio, per altro già noto a molti in città: «quando durante le riunioni del Forum- rammenta- qualche membro di un’associazione aveva palesato la possibilità di una eventuale candidatura, il sottoscritto, con totale fermezza, non ha più consentito di usare il salone per riunioni col fine di formazione di liste civiche e a maggior motivo per fini di partito».
L’impegno sociale e culturale. «Per quanto riguarda il mio impegno sociale e culturale- chiarisce il sacerdote- spero che questo aumenti sempre di più! Quando l’assessore era tra i banchi di scuola il sottoscritto parroco fondava, dopo anni di fatica e sudore, l’Oratorio Parrocchiale, accogliendovi molti giovani, togliendone molti dalla strada, dalla droga, dalla delinquenza, dal male. Costruire la civiltà del bene, seminare nelle coscienze e nei cuori di giovani il senso della legalità e del rispetto delle leggi, fronteggiare con ogni mezzo pastorale e pedagogico la spirale della logica del sopruso, della disonestà del male». Questo il duro compito di un parroco di una provincia del Sud schiacciata dal peso della malavita.
Dalla parte dei bisognosi «Chi vede i fatti sa bene che ogni giorno in sagrestia c’è un via vai di persone che ti chiedono, oltre ai sacramenti della Fede, un litro di latte per i figli, una bombola di gas, i soldi per pagare la bolletta della luce. A tutti cerchiamo di dare speranza e fiducia nel Signore; cerchiamo di aiutarli materialmente, cercando di guidare tutti sulla via di Dio. Se questo significa “fare politica” allora do le dimissioni da parroco; se invece tutto questo fa parte del ministero apostolico, sancito anche dalle leggi canoniche e civili, allora sono fiero di dare un contributo alla crescita religiosa, morale, culturale della bellissima città che cerco di servire da 15 anni».
Invito al dialogo «Possibile che a Nicotera non è consentito esercitare diritto di espressione e di organizzare iniziative atte alla crescita della comunità? Lo sa lei- osserva don Francesco rivolgendosi all’assessore Polito- che non ha nessun diritto di diffondere calunnie e perciò di ledere il diritto alla buona fama di un Ministro della Chiesa?  Le “anime” di cui lei parla non hanno solo esigenze spirituali, hanno anche un corpo, dei bisogni concreti, il diritto alla salute, ad aver un ambiente sano e condizioni di vita migliori, questi diritti devono essere garantiti dalle amministrazioni che sono pagate per fare concretamente quanto previsto. Buon lavoro e occupi il suo tempo prezioso a risolvere i problemi della città, anzi la invito a organizzare riunioni proprio sui temi più urgenti, nella casa comunale, invitando, se ritiene, associazioni sociali ed ecclesiali a discutere delle criticità che attanagliano Nicotera, e troverà la totale collaborazione del sottoscritto. La prego- chiosa il sacerdote- di non diffamare più la Chiesa locale e rivedere, se vuole, il suo giudizio alla luce dei fatti e della verità. La verità ci rende liberi, dice il Cristo!».

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