giovedì 12 settembre 2013

Le esternazioni di Federico Polito sulla Chiesa.



Nicotera. L’estate si avvia alla conclusione, quale il momento migliore per fare dei bilanci sulla stagione appena trascorsa? Federico Polito, assessore all’ambiente, evidenzia con orgoglio quanto fatto dalla giunta Pagano. «Noi siamo l’amministrazione del fare- ha ribadito ancora una volta Polito- e ciò che facciamo per Nicotera, lo facciamo senza clamore, lavoriamo in sordina, senza farci troppa pubblicità, quello che ci interessa è avere la simpatia e la stima dei cittadini». Per l’amministratore, mentre tutti intorno si sprecano in fiumi di parole, la giunta Pagano lavora sodo, e lo fa con i pochi soldi che ha in cassa. Polito ritiene di aver poco tempo per polemizzare: il dover programmare una nuova giornata piena di incombenze da affrontare, gli lasciano poco tempo per discutere, anzi, preferisce impiegare le sue energie in qualcosa di costruttivo per una cittadina complessa come Nicotera. Adesso però ha trovato il tempo per rispondere alle varie associazioni che nel corso dell’estate hanno rivolto critiche all’amministrazione in merito alla gestione della cosa pubblica, e le sue risposte sono fatte di atti, delibere e documenti che comprovano l’industriosità della giunta Pagano. «Ben 41 persone lavorano con dei voucher dedicati a sopperire al disagio della popolazione- ha sottolineato Polito- uomini e donne, cittadini con basso reddito sono stati impegnati, a rotazione, a svolgere lavori che gli consentono di guadagnare qualcosa. Piuttosto che pagare una ditta preferiamo investire il denaro retribuendo le persone  più bisognose. Ma questa cosa, finora non è mai state detta». Polito evidenzia ancora l’avvio della differenziata nelle frazioni di Marina e Badia, l’avere puntato sull’arredo urbano, la pulizia delle strade, il tutto mentre le casse comunali sono quasi vacanti. L’amministrazione opera in un contesto di grande disagio economico, essendo il comune di Nicotera teoricamente in dissesto, a causa della nota questione Sogefil. Ma a Polito sta a cuore mettere in rilievo un'altra questione, già anticipata qualche giorno fa sulle pagine di questo giornale e ovvero al frammentazione politica e la proverbiale divisione che vi è fra i nicoteresi. L’assessore tiene a precisare che la cittadina costiera è spesso teatro di vari incontri o adunanze popolari nelle quali il sindaco non viene invitato; si parla di turismo, di mare, di rifiuti, e si discute come se Nicotera non avesse un primo cittadino con il quale confrontarsi per trovare le giuste strategie per uscire dalle criticità. «Questa divisione- osserva il giovane assessore- non è certo positiva per la città che semmai avrebbe bisogno di unità di intenti».
Sembra quasi che a Nicotera ognuno parli un proprio linguaggio, una sorta di Torre di Babele in cui comunicare diventa complicato, anzi, un po’ come i galli di Renzo, ci si becca in continuazione, pur condividendo lo stesso destino. «Siamo disponibile al confronto e al dialogo- ha precisato Polito- i problemi vanno discussi con l’amministrazione».
La chiesa Nel parlare di divisioni e scarso dialogo, Federico Polito, per la prima volta nella storia del comune di Nicotera, punta il dito contro la Chiesa, perché proprio la massima autorità religiosa dovrebbe garantire il dialogo, e invece, a detta di Polito, qui a Nicotera fomenta divisioni. Divisioni nel momento in cui «invece di occuparsi della salvezza delle anime organizza liste politiche». Per l’amministratore, il fatto che «nella sagrestia si tengano riunioni, senza tra l’altro invitare il sindaco, è indice che qualcosa non va per il verso giusto». Per Polito, è necessario «essere uniti, e la Chiesa, dovrebbe garantire confronto e unità; essa rappresenta l’autorità morale e spirituale, non deve certo organizzare incontri per discutere di mare, turismo o rifiuti, e semmai discetta di cose del genere è bene che inviti il primo cittadino, perché- ha aggiunto ancora- la soluzione di queste problematiche è appannaggio dell’amministrazione, e non certo della Chiesa, che dovrebbe occuparsi dei disagi spirituali dei fedeli».
Enza Dell’Acqua




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