martedì 24 settembre 2013

Nicotera, città con la vocazione per l'associazionismo: annovera ben 52 civici sodalizi.




Nicotera. Rispetto all’ultimo censimento Istat, le associazioni in Italia sono raddoppiate. Nel 2002 erano 235.000, nel 2012 sono lievitate a 474.765. Le istituzioni non profit, coinvolte nel censimento, sono suddivise in tipologie: associazioni culturali, sportive e ricreative, enti ecclesiastici, organizzazioni di volontariato, ecc.
Per i più attenti osservatori, questa fioritura è strettamente correlata con l’assenza delle funzioni sociali di Stato e politica. Molto spesso queste associazioni coprono un vuoto assistenziale, sopperiscono alla distrazione e alla miopia delle istituzioni.
Un focus sulla cittadina costiera ci permette di affermare che essa ha una particolare vocazione per l’associazionismo. Basti pensare che annovera la bellezza di 52 associazioni. Di queste, 11 sono ecclesiali, 36 socio-culturali, 5 sportive. Di queste, circa 42 hanno aderito al Forum delle associazioni.
Un po’ di storia Grazie al giornalista Giovani Durante, esperto di storia dell’associazionismo nicoterese, ci è possibile fare un excursus nel mondo delle associazioni della cittadina costiera, a cominciare dai suoi gloriosi prodromi. Nicotera infatti, come ci ricorda lo studioso «è da sempre stata centro di un’intensa attività culturale di cui già dagli inizi del ‘900 furono protagonisti circoli letterari e culturali, società operaie, associazioni teatrali e musicali e gruppi religiosi». Le odierne associazioni nicoteresi hanno avuto dei grandi antenati se si pensa che nella cittadina costiera esisteva il “Circolo Letterario”. Siamo nel 1896 e a dirigerlo era il celebre filosofo Antonino De Bella.
«Questa prima  e feconda ondata associazionistica si perpetuò e si irrobustì negli anni successivi al secondo dopoguerra- continua Durante- quando in città, nel solco della tradizione, si formarono altri circoli culturali e ricreativi, come ad esempio il Mesmano, il Medameo, il Nicotera, il Nicotera Nostra e, per ultimo, l’ancora attivo Proposte. Altri sodalizi sorsero nel settore sportivo e in quello artistico, tra  quali vanno menzionati la Filodrammatica delle Acli, vari cori liturgici e musicali, la Compagnia d’arte e la Pro-loco».
Questa intensa attività culturale però conobbe ad un certo punto una battuta di arresto. «A partire dalla seconda metà degli anni ’80 e ’90 del secolo appena trascorso- precisa Durante- il processo di destrutturazione del quadro socio-politico-economico e culturale cittadino, produsse i suoi effetti anche sul tessuto associativo locale che cominciò a disgregarsi, anche a causa dell’immigrazione e della mancanza di risorse e di spazi di aggregazione destinati alle associazioni stesse».
Attualmente assistiamo a una nuova fioritura delle associazioni cittadine, si propongono tutte di risollevare la cittadina costiera dal decennale torpore in cui versa. E infatti è lo stesso Durate a ricordarci che nel 2003 si ebbe un «primo sussulto di riscossa».
La Consulta comunale Nel febbraio del 2005 fu approvato all’unanimità dal consiglio comunale il regolamento di istituzione e funzionamento della Consulta comunale delle associazioni. Lo spirito di questo organismo civico era quello di dare un riconoscimento ufficiale al ruolo delle associazioni. Ideatore ed estensore del regolamento era Giovanni Durante, che poi, sempre in sede di consiglio comunale, venne eletto anche segretario della Consulta. L’anno successivo, sempre su ispirazione di Durante, si adottarono due importanti atti formativi: il regolamento che istituiva l’albo comunale delle associazioni e il regolamento per l’utilizzo delle realtà associative nei servizi e nelle strutture comunali.
A seguito dei commissariamenti, la Consulta smise di funzionare e i suoi regolamenti decaddero. Solo nel corso del 2013 l’ex assessore alla cultura Pina Lapa aveva cercato di ridare vita all’importante organismo civico che aveva il compito raccogliere sotto la sua egida i vari civici sodalizi.
Il Forum Nel marzo del 2012, su interessamento delle autorità ecclesiali locali, è nato il Forum delle associazioni, coordinato da don Francesco Vardè. Il Forum si propone di unire le varie associazioni nell’intento di creare un proficuo incontro tra le stesse e per programmare e mettere in cantiere progetti volti a rivitalizzare la città.
L’associazionismo può definirsi una grande risorsa per una comunità e, laddove agisca di concerto con le istituzioni, arreca benefici alla città e alle persone. Dello stesso parere è l’ideatore della Consulta: «Il fenomeno associativo oggi- ha dichiarato Durante- deve essere parte interante di un  nuovo processo di sviluppo della città, pur agendo nella consapevolezza che il quadro delle associazioni si esprime meglio se esercitato nel quadro di regole certe e condivise, e di modelli organizzativi che le mettano i condizione di esprimere una programmazione concreta, univoca e razionale ».
Le più vispe Tra le associazioni che attualmente si stanno distinguendo per il loro impegno sociale e culturale ricordiamo, innanzitutto la storica Proposte, poi: Abracalabria, Nicotera Nostra, Laboratorio Trama e Ordito, l’associazione culturale Musica Nova; il Comitato Madonna della Scala, il Comitato dell’Assunta, l’associazione Fronte Comune. 





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