giovedì 5 settembre 2013

Nicola Di Bella sul turismo



Nicotera. Nel riuscitissimo incontro di lunedì sera sono emersi diversi punti d’osservazione sul turismo, l’unica risorsa che può garantire un futuro al territorio. Tra i vari interventi vale la pena di menzionare quello di un attivista dell’associazione Nicotera Futura, Nicola Di Bella. Ma inquadriamo bene lo scenario e i protagonisti.
Ci troviamo in uno dei più suggestivi posti di Nicotera, la sede del palazzo vescovile. Presenti alcune autorità politiche, presenti gli esponenti di associazioni politiche e culturali, presenti molti cittadini, e, ovviamente, anche la stampa. Ci sono proprio tutti. No, proprio tutti no. Manca il sindaco o un qualsiasi altro rappresentante della maggioranza. L’organizzatore dell’incontro Enzo Comerci fa sapere che l’evento era aperto a tutti, d’altra parte da Palazzo Convento dicono di non aver ricevuto alcun invito. Sta di fatto che a rappresentare la compagine di governo lunedì sera non vi era nessuno. Questo dato è da rilevare unicamente perché Nicola Di Bella nel parlare del turismo, il grande volano di sviluppo, ha tirato in ballo l’amministrazione e il sindaco, e il modus operandi per tutelare l’enorme potenziale che Nicotera possiede. Per Di Bella l’atteggiamento del sindaco nei confronti delle problematiche nicoteresi, a cominciare dal mare, è stato «elusivo e negligente», dunque perfettamente in linea con quello delle passate amministrazioni che non hanno mai affrontato in modo deciso il problema del mare. Si, perché il turismo a Nicotera non può certo prescindere da questo angolo di Mediterraneo. «Il sindaco- ha aggiunto Di Bella- ha sottovalutato la questione mare, adagiandosi sui dati dell’Arpacal», ignorando le chiazze marrone che solcavano la superficie delle acque. «Io stesso- ha raccontato l’attivista di Nicotera Futura- ho visto sulla spiaggia delle famiglie di turisti, che, vedendo le condizioni del mare, hanno abbandonato il lido dove erano ospiti».
Per Di Bella non ha senso recarsi alla Bit di Milano per vendere agli operatori turistici un’immagine di Nicotera splendente e luccicante, quando poi la verità è un’altra, allora la Bit potrebbe trasformarsi in un boomerang. Il relatore ha poi offerto alla platea un altro dato su cui riflettere: ovvero che a Nicotera manca «un assessore con delega al turismo». La delega al turismo la deteneva Pino Dimasi, il quale però, ad un certo punto, l’ha rimessa nelle mani del sindaco, motivazione ufficiale: troppi impegni personali.
Nel prosieguo del suo discorso Di Bella, ha tenuto a precisare che il suo non è affatto un discorso politico, ma un intervento motivato dalla rabbia nel vedere «una cittadina come Nicotera di notevole bellezza, ricca di grandi potenzialità, con un affaccio unico nel suo genere, piena di storia e bellezze naturali che paga un notevole gap rispetto alle vicine località». Qui Di Bella ha puntato il dito contro le varie istituzioni. Contro coloro i quali avrebbero potuto fare  e non hanno fatto.
«A Nicotera- ha aggiunto- mancano infrastrutture necessarie per garantire lo svago ai turisti; carenti le vie di collegamento; intollerabili i musei chiusi com’è successo la scorsa domenica; l’antico quartiere della Giudecca non viene riqualificato e sottoposto all’attenzione dei visitatori; scarsissima l’imprenditoria, ma questo è, chiaramente, un problema culturale. Laddove nella vicina Tropea ogni bugigattolo è diventato un caratteristico negozietto, Nicotera ha chiusi i suoi locali nell’antichissimo centro storico». Ma l’estate è ormai quasi finita. Si attende l’ardua sentenza dei turisti.
Enza Dell’Acqua

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