domenica 1 settembre 2013

Rapina alla gioielleria nel centro storico di Nicotera




Nicotera. Ore 9.13. Francesco Stilo, titolare di una nota gioielleria sita nel centro storico di Nicotera, si trova, come ogni mattina, nel suo negozio. Sta servendo dei clienti quando irrompono nel locale due individui con un berretto in testa e il volto coperto da una calzamaglia, uno dei due impugna una pistola. I due hanno urlato al proprietario e ai due clienti, le motivazioni della loro visita: una rapina. Benché avessero intimato al gioielliere di consegnare loro la merce esposta, non hanno perso tempo e si sono serviti da soli: con il calcio della pistola hanno frantumato i vetri degli espositori dei gioielli e hanno arraffato quanto più possibile. Francesco Stilo ha assistito alla scena impietrito, non opponendo alcuna resistenza: il rischio che potesse partire un colpo di pistola non appariva poi così remoto, dato l’atteggiamento esagitato dei due delinquenti. La tutela della sua vita, e quella delle persone presenti nel negozio, gli è sembrata  la priorità assoluta in quei drammatici istanti.
Una volta ripulito il negozio, i malviventi si sono dati alla fuga, lasciando alle loro spalle lo sconcerto e il terrore, disegnati sul volto del proprietario e dei clienti, un brigadiere delle Fiamme Gialle e la moglie, che hanno assistito atterriti alla rapina. La signora, vinta dalla paura, è stata colta da malore, ed è svenuta. Giunti fuori, i ladri hanno però incontrato la furia della gente che si trovava in quel momento nei pressi di un vicino bar. Gli avventori del locale si sono accorti che qualcosa stava accedendo all’interno della gioielleria, e la fuga dei due dal negozio con in mano la refurtiva, ha confermato i loro sospetti. In preda alla rabbia e all’esasperazione per il vile atto di delinquenza, i coraggiosi clienti del bar hanno tentato di bloccare i ladri prendendoli a bottigliate di birra, qualcuno ha sferrato un colpo alla schiena di uno dei due malviventi, che nell’urto ha perso il cappellino.  Ma l’eroico gesto a nulla è valso perché i due con grande celerità sono riusciti a scappare via.
Allertate le forze dell’ordine, è giunta su posto la Radio Mobile di Tropea, a seguire i carabinieri della stazione di Marina guidati dal maresciallo Gabriele Nicolosi e i carabinieri di Nicotera, coordinati dal maresciallo Vittorio Iacobino. I militari dell’Arma hanno fatto i primi rilievi e raccolto delle testimonianze che potrebbero essere utili ai fini delle indagini. Nel giro di pochi minuti, giusto il tempo che la drammatica notizia si diffondesse in paese, il luogo della rapina si è popolato di tanti cittadini, che hanno voluto offrire solidarietà al gioielliere rapinato, tra la rabbia e lo smarrimento per l’ennesimo atto di delinquenza cui Nicotera assiste ormai quasi rassegnata e impotente.
Verso l’ora di pranzo il centro storico presidiato dai militari è ritornato alla normalità, la piccola folla si è dileguata, e sul luogo sono rimaste le bottiglie di birra in frantumi, eloquente segno del coraggio di alcuni cittadini armati soltanto della loro una indignazione.
Alle due pomeriggio Francesco Stilo si trovava ancora nel suo negozio. La rapina lo ha gettato nella più cupa disperazione. Sposato e padre di tre figli, non sa immaginare come risollevarsi da un così duro colpo. Sono bastati pochi attimi e la sua vita professionale è scivolata nella rovina: i ladri infatti sono riusciti a portargli via quasi tutto, hanno svuotato la cassaforte, hanno preso i gioielli più preziosi, anelli da 5 mila e 10 mila euro. La sua amarezza è quasi palpabile, mentre le parole che riferisce alla stampa hanno il sapore di una accorata denuncia ma anche di una richiesta di aiuto, dato che non è la prima volta che è preso di mira dai delinquenti.
«Ho subito tre attentati, mi hanno sparato tre volte alla porta, ho già subito una rapina il 5 febbraio del 2002- ha raccontato il gioielliere- Forse la mia attività dà fastidio a qualcuno- ha ipotizzato- perché è frequentata da persone perbene, persone che vorrebbero vivere in un mondo civile, che vogliono la legalità, lo dimostra il fatto che stamattina stavo servendo un brigadiere della Finanza e la moglie. La mia è un’attività sana, frequentata da persone sane. Questo può dar fastidio a un delinquente che si può permettersi il lusso di assoldare due persone che oggi avrebbero potuto uccidermi. Io non mi sono mai piegato alle richieste di nessuno- ha precisato Stilo- non mi piego a quello che è l’andazzo qui da noi. Questa è un’azione mirata».
«Purtroppo Nicotera è un paese abbandonato- ha aggiunto il gioielliere- un paese dove alle dieci del mattino dei delinquenti armati possono entrare in un negozio e svaligiarlo, incuranti dei clienti presenti, del vicino bar pieno di gente; è un luogo dove alle tre di notte la casa del sindaco viene presa a colpi di kalashnikov, e altri simili atti di delinquenza. I carabinieri presenti qui a Nicotera non bastano, la mole di lavoro è notevole».
«Adesso ho perso tutto- ha commentato Stilo in preda allo sconforto- ieri ero ricco oggi sono povero. Ho tre figli e non so ora come mantenere la mia famiglia».
Enza Dell’Acqua







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