martedì 5 novembre 2013

Baglio, quartiere morente.







Nicotera.  Il Baglio è il più antico quartiere nicoterese. All’ingresso della stradina che conduce al suo interno, vi è un’insegna turistica, scritta in italiano e in inglese, in cui si danno delle informazioni storiche ai visitatori che si accingono a percorrere le sue antichissime stradine. L’insegna promette bene, ma ciò che si incontra perlustrando l’antico quartiere tradisce le aspettative del visitatore. Il Baglio pur conservando infatti il fascino immutabile dei tempi passati (con i suoi portoni incastonati in archi di pietra e le sue finestre con antiche grate) risulta essere malamente abbandonato. E’ evidente che nel corso dei decenni non sono mai stati posti in essere degli interventi volti a riqualificare l’antico quartiere, che potrebbe diventare un punto di notevole attrattiva per i turisti e per gli amanti degli antichi borghi.
Al suo interno vi sono tantissime case, ormai fatiscenti, i cui balconi sembra stiano per rovinare al suolo sotto il peso del tempo. Come per la Giudecca urge anche qui un censimento dei vari locali, quasi tutti in mano ai privati. Benchè negli ultimi anni alcuni cittadini hanno acquistato e ristrutturato alcune case abbandonate, salvando alcune zone del quartiere da un aspetto malconcio e degradato, ciò non è sufficiente per dare dignità e decoro a questo parte del centro storico nicoterese, che sembra morire sempre di più sotto il peso dell’indifferenza e dell’incuria. Le stradine sono assai rovinate: grosse buche come crateri le puntellano in vari punti mentre il selciato completamente in cemento andrebbe riqualificato nel rispetto della sensibilità architettonica tipicamente medievale della struttura del Baglio. A colpire il visitatore sono inoltre due grosse antenne delle telefonia che sovrastano l’antico quartiere: fa specie vedere tra gli edifici e i palazzi di un tempo due giganti tecnologici: lo stridente connubio tra passato e futuro non rende onore al fascino dell’antico borgo.
Il progetto del 2009 Eppure esistevano dei finanziamenti per ripristinare la zona Baglio. Un progetto di circa 750 mila euro che dovevano servire per riqualificarlo. La procedura per l’affidamento dei lavori è stata esperita addirittura nel novembre del 2009, ma, inspiegabilmente, il progetto è stato lasciato morire e nessun amministratore, finora, si è mai interessato a rispolverarlo e reclamare i fondi destinati per la riqualificazione del centro storico. Sentito in merito lo zelante Federico Polito, ora assessore ai lavori pubblici, fa sapere che l’amministrazione Pagano ha tirato il progetto fuori dal cassetto, e che gli stesso, per tale finanziamento, si è recato svariate volte alla Regione, nel tentativo di sollecitare lo stanziamento delle prebende regionali, essendo state tutte le formalità espletate. Tuttavia quando tutto sembrava pronto per partire, un nuovo ostacolo tagliava le ali al progetto, infatti per la ditta cui erano stati affidati i lavori giungeva un interdittiva antimafia. La ditta in questione non si è data per vinta, e ha presentato una serie di ricorsi legali che hanno allungato penosamente i tempi di attuazione dei lavori. Per l’11 di questo mese è attesa la decisione del Tar in merito. Per evitare di perdere ulteriormente tempo, l’assessore ai lavori pubblici ha preso contatto con un’altra ditta, ma solo dopo la decisione del Tar si potrà avere la svolta definita.
Il progetto per la riqualificazione del Baglio, benchè porti il nome dell’antico quartiere, in realtà prevede una serie di interventi anche in altre zone della città: ovvero la ristrutturazione esterna di Palazzo Convento,  pavimentazione e sottoservizi della strada che va da piazza Garibaldi a piazza Cavour, ripristino dell’edificio dei vecchi bagni pubblici che sarà convertito in un centro di informazione turistico.
Quartieri da salvare con i Por Calabria Nei progetti di Federico Polito, il Baglio sarà oggetto di un lavoro più specifico e imponente, viste le pessime condizioni del quartiere. Egli conta infatti di poter inserire una serie di progetti, che riguarderà anche il quartiere Giudecca, nella nuova programmazione regionale 2014/2020 Por Calabria (provvigioni destinate a riqualificare i borghi d’eccellenza). Nicotera rientra a pieno titolo in questa  serie di progetti, in quanto possiede uno dei centri storici più estesi e antichi dell’intero comprensorio vibonese. Gli antichissimi quartieri sono ben tre (Baglio, Giudecca, Palmintieri), e potrebbero rappresentare una formidabile occasione di rilancio del turismo nella cittadina costiera se solo si curasse il loro fascino originario, approntando progetti e interventi che li riqualificassero degnamente, in una collaborazione intelligente e produttiva tra privati ed enti pubblici.
BREVE STORIA DEL BAGLIO ( FONTE: PROF. PASQUALE BARBALACE)


Il quartiere Baglio era, anticamente, la sede del castello fortilizio edificato nel lontano 1065 dal re normanno Roberto il Guiscardo. La costruzione di tale roccaforte coincise con la nascita della cittadina costiera, che, fu fondata dunque dai normanni che avevano individuato nella collina nicoterese un punto geografico incredibilmente strategico, perché consentiva loro di avvistare l’arrivo dei navigli saraceni. I temibili pirati arabi infatti erano dediti a delle devastanti incursioni sulle coste dell’Italia meridionale. Ciò spinse i re normanni a edificare i loro fortini nei punti collinari del territorio e a cingere di mura i castelli, com’era d’altronde necessario in epoca medievale. A delinearci l’incredibile e rocambolesca storia del castello che sorgeva nell’attuale quartiere Baglio è l’eclettico professore Pasquale Barbalace, studioso e storico nicoterese.
Il “castrum” edificato dunque nel 1065, fu distrutto dal terribile Temin, condottiero saraceno. La ricostruzione, anno 1074, fu ad opera dal conte Ruggero (fratello di Roberto il Guiscardo).  Nel 1091 il castello ospitò Bruno da Colonia, che poi fondò il monastero a Serra San Bruno, nonché Urbano II, intento a latinizzare i popoli di culto greco ortodosso, e a promuovere la prima crociata in Terra Santa. Nel 1184 a distruggerlo fu la furia della natura, con uno spaventoso terremoto. Di lì a breve ai Normanni successero gli Svevi e con Federico II Nicotera visse un’epoca di grande fioritura economica e culturale. La debolezza dei discendenti di Federico II, Manfredi e Corradino, facilitarono l’avvicendarsi del potere da parte dei francesi d’Angiò. La storia volle che dai francesi il potere su Nicotera passò nelle mani degli Aragonesi, dinastia spagnola. I quali fecero feudatari di Nicotera la famiglia Ruffo. L’antico castello resistette al peso del tempo fino alla metà del 1700, quando i Ruffo cominciarono a edificarlo nella sede attuale.







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