martedì 12 novembre 2013

Nicotera: va scomparendo anche la sede notarile.



 Nicotera. C’era una volta a Nicotera il notaio. Adesso la figura notarile è scomparsa dalla cittadina tirrenica, insieme ad altre cose. Per ciò che concerne i rappresentanti delle vertenze giudiziarie, è rimasto ancora il Giudice di pace. Anche se è stato rimosso dalla sua sede ordinaria (un ufficio adiacente la caserma, nel quale è stata temporaneamente sistemata la Guardia di Finanza). La presenza del notaio è un dato storico, confermato da un funzionario del Consiglio notarile, Distretti riuniti di Catanzaro, Crotone, Lamezia Terme e Vibo Valentia.
La figura del notaio, in una piccola comunità come quella nicoterese, è una figura cardine intorno alla quale ruota la vita e le dinamiche dei cittadini. Alla stregua del maresciallo dei carabinieri, del prete e del farmacista, il notaio rappresentava un punto di riferimento per tutti: garante di giustizia e depositario dei segreti di famiglia. Esso rappresentava inoltre la cultura, non solo giuridica. A lui competevano, e competono, la stipula di atti giuridici, come i trasferimenti di beni immobili tra persone viventi. A lui competono i testamenti (tecnicamente: redazione di atti “mortis causa”), o la risoluzione di questioni riguardanti i cosiddetti titoli di credito. La presenza del notaio in una città ne segnala la vitalità economica della stessa, perché tale figura è preposta a un sostanziale movimento di denaro e alla gestione giuridica dei beni immobili. L’assenza di tale figura nel territorio ne denuncia in modo drammatico il sostanziale impoverimento, sul piano sociale, culturale, ma, principalmente, economico.  La sede notarile è stata riconosciuta dal ministero, e andava a conferire alla città un ruolo “egemone” nell’ambito del territorio. Purtroppo le spoliazioni a danno di Nicotera sono state tante. Se dovessimo stilare un catalogo, la lista sarebbe davvero penosamente lunga. La cittadina costiera era sede del magistrale, di una scuola alberghiera, del museo archeologico, di alcuni uffici governativi al servizio del territorio, un insieme di risorse che garantivano servizi essenziali al cittadini, risorse anche nell’ambito terziario di cui adesso non rimane più nulla. Si pensi che nell’ultimo anno, due sono state le strutture fortemente a rischio; la prima la Guardia di Finanza, baluardo di uno Stato presente sul territorio e garanzia di legalità. Solo l’interessamento del consiglio comunale nella sua interezza, ha fatto si che il trasferimento presso la Tenenza di Tropea, dell’importante presidio di legalità, fosse prorogata di un anno. L’altro ente a rischio è l’ufficio di collocamento, che presto sarà accorpato a Vibo Valentia. La Provincia fatica  a sostenere le spese di tale servizio a Nicotera. La questione del Giudice di Pace rientra invece nella logica di spendin-review attuata dal Governo centrale. Per adesso la cittadina costiera mantiene l’ufficio del magistrato onorario, ma non si sa fin quando il su mantenimento sarà possibile.
Enza Dell’Acqua




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