mercoledì 3 febbraio 2016

Si dimette il consigliere Brosio: "Ha perso lo Stato".



Nicotera. Sono le 13.55 di ieri quando il leader della lista civica “Nicotera Mediterranea”, Pino Brosio, rassegna le dimissioni da consigliere di opposizione. Una scelta che arriva esattamente all’indomani della notifica, giunta al sindaco Franco Pagano, dell’imminente arrivo della Commissione di accesso agli atti. Provvedimento firmato dal nuovo prefetto di Vibo, Carmelo Casabona.
«Con la presente- esordisce Brosio, nella lettera di congedo dal suo ruolo politico- comunico le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Una scelta la mia- precisa-  dettata non tanto dall'amarezza derivante dall'insediamento della commissione d'accesso, quanto dal semplice convincimento che Nicotera, al pari di tanti altri comuni, sia entrata nel vortice di un sistema teso a stritolare  ogni  volontà di riscatto di  una popolazione chiamata quotidianamente a fare i conti con un contesto ambientale non privo di difficoltà».
Per l’ex consigliere, alla luce dei fatti, «diventa difficile guardare avanti con un filo d'ottimismo».
E ciò perché, argomenta, «chi ha il coraggio o l'incoscienza di mettersi in gioco per gestire il bene pubblico deve fare i conti non solo con le pressioni del malaffare, ma anche con le forme di “accanimento terapeutico” delle istituzioni che assistono indifferenti alla spoliazione del territorio e non mostrano incisività neppure in un caso devastante come quello della Sogefil».
Per Brosio è innegabile che la nomina della terza commissione d'accesso  e l'eventuale arrivo della terza commissione straordinaria in dieci anni possono, in realtà, «stare a testimoniare che il territorio subisce la presenza asfissiante  di una criminalità organizzata capace di dispiegare  tutto il suo potere mediante infiltrazioni e  condizionamenti, ma- precisa- possono testimoniare anche un'altra probabile verità: le commissioni straordinarie non sono lo strumento più efficace per combattere la 'ndrangheta».
Anzi, «le commissioni straordinarie- osserva- non servono a raggiungere gli obiettivi che lo Stato si pone». Nella fattispecie, «guardando al caso Nicotera, le commissioni rappresentano il fallimento dello Stato e delle istituzioni che lo rappresentano».  Il ragionamento di Brosio è il seguente: se dopo sei anni di commissariamento su dieci lo Stato manda una terza commissione d'accesso  «vuol dire che le altre due non hanno rimosso i problemi  posti a base degli  scioglimenti dell'assise comunale».  Può significare, ipotizza, che «le responsabilità non appartengono solo agli amministratori.  Può significare che anche le commissioni dovrebbero apertamente render conto del lavoro svolto».  A questo punto della missiva, l’ex consigliere spiega perché abbandona il suo ruolo: ritiene di non «poter più operare con gli stimoli e l'efficacia necessari».
Avviandosi alla conclusione, ribadisce di essere orgoglioso di aver fatto parte per oltre tre anni del consiglio comunale della città.  E sottolinea che assieme al Psi e a “Nicotera Mediterranea”,  si è adoperato per la soluzione dei problemi della collettività «scegliendo la via del confronto e della concretezza e non quella della fuga o della sterile contrapposizione».
Naturalmente, rassicura Brosio, «il mio impegno non finisce qui. Continuerò a seguire con interesse ogni iniziativa mirata al bene collettivo così come continuerò a spendere le mie energie per rincorrere ogni residua speranza di cambiamento».
Nel commiato un augurio al sindaco, agli assessori  ed ai consiglieri che «hanno scelto di restare al loro posto perchè giustamente convinti della correttezza del loro operato, nonché della necessità di non uscire di scena in un momento particolarmente delicato per la città, auguro che gli esiti delle verifiche diano ragione al loro impegno e ai loro sacrifici».

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