martedì 21 gennaio 2014

La BCC di San Calogero verso la fusione con la BCC di Maierato.

San Calogero. La fase critica che attraversa l’economia e che colpisce il lavoro, in Italia e nel resto del mondo, assegna un ruolo forte alla funzione del sistema bancario del Paese. Un nuovo rapporto tra imprese, banche e lavoro per una crescita dell’economia e del lavoro si palesa, per gli addetti ai lavori, come un percorso da battere. Si guarda con attenzione ad una ipotesi di interconnessione tra il sistema bancario e il sistema socio-economico territoriale di riferimento. Nelle stanze dei bottoni si valuta la necessità di riconsiderare gli attuali assetti, di creare la fusione tra due istituti al fine di rafforzare al meglio le potenzialità patrimoniali, organizzative e professionali presenti nelle due banche.
La virata sembrerebbe procedere verso un modello di “banca territoriale”, in modo da attenzionare le esigenze del territorio, dalle quali possano scaturire positive ricadute anche di carattere occupazionale e professionale, valorizzando al meglio il potenziale espresso dai lavoratori e dalle lavoratrici delle due banche.
Questo è, in buona sostanza, il “nucleo tematico” delle strategie di crescita proposte dalla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo discusse con la Banca d’Italia, e su cui il consiglio di amministrazione è stato chiamato ad esprimere le propria valutazioni.
La BBC di San Calogero si adegua alle nuove strategie di potenziamento della banca e delle sue funzioni sul territorio. Che l’istituto della cittadina dell’entroterra vibonese godesse di buona salute, è già chiaro dal gennaio 2012, quando la Banca di Italia ha autorizzato l’apertura di una succursale a Vibo Valentia, che sarà inaugurata a breve. Ora si palesa un nuovo progetto: la fusione con la BBC di Maierato.
Il Consiglio di amministrazione, previa analisi del contesto di riferimento nel corso di una seduta consiliare alla quale ha preso parte anche la Federazione calabrese, ha così dato mandato agli organi regionali di categoria di approntare un piano industriale di aggregazione con la consorella BCC di Maierato. Il progetto di fusione ha trovato l’approvazione da parte dei rispettivi cda delle banche interessate.
Altri importanti sigilli di approvazione dovranno essere posti dall’Organo di Vigilanza e dall’Assemblea generale dei soci.
Da indiscrezioni si evince che l’intento dovrebbe essere quello di realizzare una banca di media grandezza a carattere locale, che raggiunga immediatamente dimensioni aziendali, tali da garantire una struttura organizzativa che sia la protagonista del settore creditizio su tutto il territorio provinciale.
Le cose però non sembrano filare così lisce, sembrerebbe infatti che siano stati espressi forti dubbi in merito alla fusione dei due istituti a livello locale. Ma la fusione di due banche è vista con una punta di scetticismo anche ma anche a livello nazionale. Infatti, nel corso dell’assemblea della BCC al Centro congressi di Milano è emersa una certa perplessità in merito a queste strategie di crescita. Perplessità sapientemente argomentate da Alessandro Azzi, presidente della Federazione lombarda delle Banche di credito cooperativo. Secondo Azzi «non sono le fusioni la risposta alla crisi». Il presidente della Federazione lombarda ha inoltre precisato, con riferimento  al tema delle aggregazioni e fusioni tra istituti, finalizzate ad aumentare le dimensione per affrontare meglio il mercato del credito, che « una crescita dimensionale potrebbe avere qualche vantaggio in termini di  economie di scala. Ma in realtà restiamo piccole banche. Credo invece che la soluzione vada cercata sotto il profilo dell’alleggerimento dei costi, che la concorrenza non ha ai livelli nostri, perché lavora su economie di scala grandi, non la possiamo trovare nell’aggregazione di due o tre Bcc, ma nell’esternalizzazione di servizi a favore dell’intero movimento delle casse rurali».
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