mercoledì 8 gennaio 2014

Nicotera. 2013. Un anno di cronaca.





Nicotera. 2013. Annus horribilis sul fronte della criminalità. La cittadina costiera ha registrato per l’anno appena trascorso una ragguardevole serie di episodi criminali d’ogni genere e maniera, e che potremmo definire trasversali, nel senso che hanno riguardato sia la micro che la macro criminalità. Atti vandalici, rapine, intimidazioni, effrazioni nelle scuole, danneggiamenti, furti sacrileghi. Insomma, un bel caleidoscopio di azioni criminali che hanno mostrato, in modo eloquente, come i malviventi, agiscano con estrema spregiudicatezza. Ecco la lista.
16 febbraio. Rapina all’Ard discount di Nicotera Marina. Due malviventi vi fanno irruzione alle 8 di sera. Magro il borrino: 250 euro.
19 febbraio.  Teatro dei fatti il quartiere di San Francesco e una via molto trafficata, via Filippella, nei pressi dell’ Ospedale civile.  Un’automobile incendiata, un’altra pesantemente danneggiata, mentre presso il cortile antistante l’abitazione di un noto e stimato professionista, Tommaso Michienzi, un suppellettile contenente indumenti personali dei padroni di casa è stato completamente divorato dalle fiamme.
19 marzo. Atto vandalico al Liceo Classico. Ignoti hanno forzato una finestra del secondo piano dell’edificio, probabilmente servendosi di una scala, e si sono introdotti nell’istituto. I malviventi hanno portato via alcuni computer. Vistosi danneggiamenti alle macchinette automatiche della distribuzione delle merendine e delle bibite.
Il 28 marzo è stata la volta del centralissimo supermercato Conad. Alle tre del mattino sconosciuti piromani hanno dato alle fiamme il cassonetto in ferro contenente gli imballaggi di cartone degli articoli destinati alla vendita. Il cassonetto, posto a fianco della parete laterale dell’esercizio commerciale a mezzo metro dall’ingresso, era posizionato proprio sotto le tubature del metano, e  solo grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, immediatamente allertati dagli inquilini del palazzo che ospita il noto supermercato, si è potuto evitare la tragedia.
3 aprile Nuova effrazione al liceo classico. I vandali si sono accaniti questa volta contro la sala professori: cassetti e armadietti aperti e rovistati, i registri degli insegnanti scaraventati in vari angoli della stanza. Sulle pareti della sala professori campeggiavano inoltre scritte offensive all’indirizzo dei docenti.
4 aprile. Ore 15.00. Alla stazione dei carabinieri di Nicotera giunge una chiamata di intervento. L’emergenza è partita dalla centralissima banca Monte dei Paschi di Siena che pochi istanti prima era stata visitata dai rapinatori . Due uomini, dal marcato accento siciliano e a volto scoperto, sono entrati nella filiale, hanno estratto un taglierino e puntando la rudimentale arma contro i dipendenti, hanno intimato loro di aprire le casse. Dopo aver ripulito la filiale si sono dileguati nel nulla. Da rilevare che già due anni prima, il 26 febbraio 2011, la stessa banca era stata fatta oggetto di un grave atto vandalico probabilmente con finalità di rapina: ignoti hanno fatto esplodere un ordigno, collegato a una bombola del gas, distruggendo lo sportello bancomat dell’istituto.
16 aprile. Effrazione all’Itis. Solito raid, pc danneggiati, cassetti rovistati.
23 aprile. Continua indisturbata l’attività dei vandali. Questa volta teatro d’azione dei teppisti è la frazione Marina. Sconosciuti danno alle fiamme la porta d’ingresso di un appartamento. La celerità dei vicini nel dare l’allarme e il fatto che la porta fosse d’alluminio piuttosto che in legno hanno scongiurato che la cosa potesse avere conseguenze ben più gravi.
30 aprile.  Ennesimo fatto di cronaca. Questa volta i teppisti hanno preso di mira un negozietto molto caratteristico nel cuore della città. Ignoti hanno divelto e danneggiato le insegne del negozio, hanno distrutto le fioriere poste davanti alla porta dell’esercizio commerciale, hanno imbrattato il muro adiacente l’ingresso.
6 maggio. Incendiata l’automobile di Nicola Storniolo, maresciallo capo del primo reggimento dei Bersaglieri di Cosenza. Il fatto avviene nella centralissima via Filippella, nel cuore della notte.  
15 giugno. Ignoti, durante la notte, forzano la porta  della sacrestia ed entrare in cattedrale. I malviventi portano via le ostie consacrate e la pisside, il calice usato per conservare le sacre particole.
26 giugno. Attentato alla villetta che il sindaco Franco Pagano condivide con i suoceri. Nella centralissima via Tondo, alle tre del mattino, ben 40 colpi di kalashnikov, dimostrano in modo chiaro e lampante che c’è chi gira indisturbato in automobile con sofisticate armi da guerra, pronte all’uso.
30 luglio. Ore 20. L’Ard Discount, il market sito all’ingresso di Nicotera Marina, è ancora pieno di clienti intenti ad effettuare degli acquisti prima della chiusura. Ed è proprio poco prima che il più grande esercizio commerciale della frazione marittima abbassasse le saracinesche che due individui, armati e a volto coperto, vi hanno fatto irruzione. I due malviventi, sotto gli occhi degli atterriti clienti, hanno intimato alla cassiera di consegnare loro il guadagno della giornata. Impossessatisi del denaro (circa 300 euro) i due si sono dileguati a bordo di un’autovettura di piccola cilindrata.
29 agosto. Rapina in una gioielleria in pieno centro storico. Sono le 9.13 del mattino quando due malviventi fanno irruzione nel negozio. Sostanzioso il bottino. I ladri hanno ripulito la cassaforte e portato via anelli da 5 e 10 mila euro.
31 agosto. Raid  alla scuola elementare. Ignoti forzano una delle porte laterali della scuola elementare. La fortuna però stavolta ha voltato le spalle ai nottambuli scassinatori, che infatti non sono riusciti a penetrare all’interno dell’istituto.
14 settembre. Oggetto dell’attenzione dei ladri è questa volta il cimitero. I predatori di rame fanno razzia di metallo rosso.
28 settembre. Sconvolgente delitto in una palazzina in pieno centro. Roberto La Rosa viene assassinato a colpi di pistola presumibilmente dal marito della donna con cui aveva intrecciato una relazione.
24 novembre. Nicotera Marina. Un giovane di Laureana di Borrello, Salvatore Zungri, viene gravemente ferito in un agguato mentre si trova a bordo della sua autovettura.
30 novembre. Furto in un appartamento di Comerconi, abitato dai proprietari solo durante il periodo estivo.
Questa lunga lista di episodi di macro e micro criminalità mostra in modo chiaro e lampante che la cittadina tirrenica ha un problema relativo alla sicurezza. Sorprende come i malviventi si muovano con estrema disinvoltura, come se non temessero la mano della legge. La tutela dei cittadini è affidata a una stazione dei carabinieri che meriterebbe di essere potenziata. Il luogotenente Raffaelle Castelli, coadiuvato dai suoi militari, svolge il suo lavoro con alacre impegno, ma dispone di poche forze in termini di uomini per il controllo di un territorio pieno di incognite. E come se il territorio non fosse già in balìa di se stesso, si è anche paventato trasferimento della postazione della Guardia di Finanza di Nicotera Marina presso la Tenenza di Tropea. La cosa ha suscitato sentimenti di apprensione e indignazione, in quanto ritenuta intollerabile la spoliazione di un irrinunciabile baluardo di legalità.
All’indomani dell’attentato al sindaco tutte le parti politiche hanno chiesto, e non ottenuto, che si rinforzassero le forze dell’ordine e il monitoraggio del territorio. Ma ancora nulla. Mentre sembra ancora di sentire l’eco delle parole di Nazareno Salerno nell’aula consiliare di Nicotera: nel corso del consiglio comunale straordinario l’assessore regionale invitò, in un tuonante intervento, il sindaco a proseguire la sua opera, a non dimettersi, perché lo stato c’è.
Intanto quel che si sa è che a Nicotera la criminalità conosce diversi modi per esprimersi. Vandali di provincia che ammazzano la noia della vita di paese danneggiando scuole e quant’altro. Malviventi di ispirazione esoterica che fanno irruzione nelle chiese e rubano le ostie consacrate. Ma il posto d’onore spetta ai guerriglieri armati di kalashnikov, che sanno usare un fucile da guerra e lo usano, con disinvoltura, come se fosse una cosa normale in queste latitudine. E il vero dramma è la rassegnazione dei cittadini, il loro silenzio, la loro muta convivenza con logiche che non dovrebbero appartenere a una società civile e pacifica.










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