venerdì 1 marzo 2019

Antonio Ricottili rivela: «Pronto a scendere in campo con lista dei fuoriusciti del “Cantiere”. Partecipo a questa Olimpiade per vincere»


Nicotera. Mancano solo due mesi alla consultazione elettorale che darà il nuovo sindaco a Nicotera. E più i giorni passano più cresce il fermento nelle varie parti politiche. Il Cantiere Civico, che si serve del web per avvisare i cittadini dei loro movimenti e delle novità in campo, appare al momento la coalizione più attiva e agguerrita. Come già precisato, al suo interno sono confluiti vari soggetti. Elementi che arrivano dall’associazionismo, dalla politica, dall’impegno civile e ambientale. Un mondo trasversale che ha preso vita grazie alla “chiamata alle armi” di don Francesco Vardè, parroco di Nicotera, con una spiccata sensibilità politica. L’obiettivo del parroco era quello di riunire vari cittadini: l’intento era di fare una lista competitiva e vincente per le prossime elezioni. Ma, nonostante l’impronta cattolica del gruppo, non sono mancate le epurazioni, per altro repentine e spietate, ai danni di chi ha peccato di velleità indipendentiste, anche se puramente sperimentali. Una defezione giudicata imperdonabile dal “cantiere” e che è costata all’autore dell’assemblea incriminata un indelebile marchio di disertore. L’apostata in questione è l’ever green professore Antonio Ricottilli.
Per un attimo si è pensato che il professore si fosse messo l’anima in pace per dedicarsi anima e corpo agli amati nipotini. Ma evidentemente qualcuno non ha fatto i conti con la caparbietà del democristiano doc, già sindaco di Nicotera negli anni Ottanta. Estromesso dai giochi, Ricottilli non si è dato per sconfitto: infatti sta per rientrare in campo con più grinta di prima, con una squadra più forte della precedente (quella delle elezioni di ottobre 2018, ndr); pronto a riprendersi quella poltrona di sindaco occupata più trent’anni fa. Tante idee per risollevare il paese, ma poche e ferme certezze per questa campagna elettorale. «Sto riorganizzando il mio gruppo» svela il professore, «un gruppo più forte, in quanto ad esso si sono avvicinati i ragazzi che militavano con Rino Isaia; ma non solo: ci sono altre persone che hanno deciso di abbandonare il Cantiere, perché scontenti di certe alleanze», “idridi” che avrebbero generato diffuso malcontento . La lista del professore si propone dunque di fare incetta dei disillusi, che a  Nicotera non sono pochi. «Sull’innesto del vecchio gruppo- spiega- ci sono nuove adesioni. Ho contatti con dei giovani con i quali dialogo e con loro rinasce la mia lista». Il leader della coalizione sarà lui: «partecipo a questa Olimpiade per vincere», chiarisce il professore. Il ruolo di consigliere di opposizione non gli si addice molto, lascia intendere. Il suo compito è guidare Nicotera, con l’ottimismo, la forza e la verve che lo contraddistinguono. I suoi alleati, precisa, dovranno essere persone chiare e cristalline: detesta i doppiogiochisti. A tal proposito rivela «di non comprendere appieno la posizione dell’associazione Nicotera Nostra, con un piede nel cantiere e l’altro non si sa dove». Personaggi in cerca di autore con cui «il dialogo è guastato da troppe ambiguità». E mentre ribolle la passione politica, il flemmatico e attento Pino Marasco (altro candidato alle comunali) osserva l’indaffarato formicaio, pronto a palesarsi davanti ai suoi competitori con il suo fagotto di duemila e passa voti.

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