venerdì 1 marzo 2019

Piano spiaggia al vaglio dei tecnici regionali. Accolte le istanze dei pescatori.


Nicotera. In dirittura d’arrivo il Piano spiaggia comunale. Il documento si trova adesso sotto la lente di ingrandimento dei tecnici regionali che dovranno dare il placet definitivo all’importante strumento urbanistico che va a regolamentare la fruizione delle aree demaniali marittime.
Ma a cosa serve il piano spiaggia e perché è così importante la sua funzione? Il Pcs, codificato dalla legge regionale n. 17/2005, ha il compito di favorire lo sviluppo turistico e produttivo dell’arenile nel rispetto delle nuove norme in materia urbanistica, concernenti il campo dell’edilizia, oltre che quello paesaggistico e ambientale. In pratica, i nuovi elaborati dovranno tenere conto di una serie regole, severe e stringenti, che mirano alla salvaguardia dell’ambiente. Le sue finalità turistico-ricreative, dunque, non potranno non tener conto della conformità naturale della spiaggia, del rispetto e della tutela del patrimonio naturalistico e paesaggistico. Ciò significa che sono finalmente fuorilegge le cementificazioni selvagge sull’arenile, nonché le spiagge “libere” ridotte a delle anguste strisce di pochi metri a tutto vantaggio di quelle cosiddette “private” in virtù delle concessioni demaniali.
Come si può immaginare, tutto ciò per la kilometrica spiaggia di Nicotera è una vera e propria rivoluzione, in quanto saranno ricodificate le norme attualmente in vigore e ne saranno imposte di nuove per l’altra parte del vasto demanio marittimo (orientativamente dal San Giovanni in poi) non ancora colonizzato dai concessionari.
Approntare la norma definitiva del Pcs non è stato semplice. Il documento è stato spesso contestato dai vari portatori di interesse, a cominciare dai gestori dei lidi e dei pescatori. E proprio su questi ultimi i dibattiti in materia, indetti dalla Commissione straordinaria guidata da Adolfo Valente, sono stati i più accesi. Infatti, il Piano spiaggia, così come era stato redatto dai tecnici a cui la Giunta Pagano nel 2015 ne ha affidato il progetto, prevedeva che l’area per la rimessa delle imbarcazioni dei pescatori doveva essere spostata da quello storica, poco più a Nord della “Rotonda”, per essere allocata nei pressi della foce del fosso San Giovanni. Una soluzione fermamente respinta dai pescatori i quali, a sostegno della loro opposizione, spiegavano che tale zona appariva scomoda per loro anche perché quel tratto di mare pare sia attraversato da una serie di correnti che avrebbe reso gravoso l’approdo delle barche. L’architetto Bruno Doldo, sovraordinato dell’Utc durante la gestione della Terna commissariale, ha accolto in toto le rimostranze dei pescatori, convinto del fatto che le loro difficoltà non possano essere ignorate, in quanto ne va del loro unico mezzo di sussistenza. Il funzionario ha così sottoposto ai tecnici di palazzo Alemanni la problematica in questione. La notizia positiva è che dalla Regione c’è l’ok alle loro richieste, con relativa modifica sul documento.
Ma il Pcs tocca anche altri importanti punti. Ad esempio quelle relative alle concessioni demaniali. In conformità con le norme previste, il Piano spiaggia prevede che tra una spiaggia e l’altra vi debba essere una distanza di 50 metri. Ma non solo. Tutte le concessioni dovranno obbligatoriamente essere “annuali”, per chi ha strutture inamovibili, e non più stagionali. In tutto attualmente esse sono 23. Per quanto riguarda le spiagge non vincolate da concessioni demaniali, il documento prevede che ciascuna di esse dovrà disporre una ampiezza di 50 metri. Il che è un bel problema per le aree regolamentate dalle vecchie disposizioni, dato che tra un lido e  l’altro non vi è che uno spazio di pochi metri. Le nuove strutture dovranno essere realizzate in materiali ecocompatibili, e tutte rigorosamente rimovibili a fine stagione.

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